Mercato Google investe 180 miliardi in datacenter nel 2025
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16/02/2026

Alphabet annuncia investimenti record da 175-185 miliardi di dollari nel 2026 per le infrastrutture AI, raddoppiando la spesa annuale precedente.

Google investe 180 miliardi in datacenter nel 2025

Alphabet, la società madre di Google, ha annunciato un piano di investimenti da 175-185 miliardi di dollari per il 2026 destinati alle infrastrutture di intelligenza artificiale, raddoppiando di fatto la spesa dello scorso anno. L'obiettivo è sostenere sia i prodotti proprietari sia le esigenze infrastrutturali di partner strategici come Apple, OpenAI e Anthropic. La decisione, comunicata durante la conference call sui risultati trimestrali, segna un'escalation senza precedenti nella corsa all'AI tra i giganti tecnologici.

L'entità dell'investimento riflette la pressione competitiva che il gruppo californiano affronta in un settore dove Meta e Microsoft stanno mobilitando risorse analoghe per garantirsi una posizione dominante nell'economia dell'intelligenza artificiale generativa. Il piano di spesa si divide in due componenti: circa 105-111 miliardi di dollari (60% del totale) andranno verso asset ad alto deprezzamento come server e processori, mentre i restanti 70-74 miliardi finanzieranno la costruzione e il networking di nuovi datacenter.

La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha precisato che gli investimenti in infrastrutture di calcolo si ripartiranno equamente tra carichi di lavoro interni e la piattaforma Google Cloud. Sul fronte hardware, la strategia prevede un mix tra le unità di elaborazione tensoriale (TPU) sviluppate internamente e le GPU Nvidia, confermando la dipendenza del settore dai processori specializzati del colosso dei semiconduttori.

Circa il 60% della spesa per investimenti del 2026, pari a circa 105-111 miliardi di dollari, sarà destinata ad asset a rapido deprezzamento come i server.

Durante la chiamata con gli analisti, l'amministratore delegato Sundar Pichai ha ammesso che la scalabilità delle capacità di calcolo rappresenta la sua principale preoccupazione, evidenziando i vincoli legati all'approvvigionamento energetico, alla disponibilità di terreni e alle limitazioni della catena di fornitura. Queste dichiarazioni sollevano interrogativi sulla sostenibilità di lungo periodo di investimenti così massicci, soprattutto considerando l'impatto ambientale dei datacenter e le crescenti difficoltà nel garantire forniture elettriche adeguate.

L'integrazione dell'intelligenza artificiale generativa sta già producendo risultati concreti sul fronte della monetizzazione. Philipp Schindler, responsabile commerciale di Google, ha sottolineato come Gemini abbia migliorato la rilevanza degli annunci pubblicitari associati alle ricerche più complesse e lunghe, precedentemente difficili da monetizzare. Il modello ha inoltre potenziato la comprensione delle query in lingue diverse dall'inglese, ampliando le opportunità per le aziende internazionali.

I ricavi pubblicitari complessivi di Alphabet attraverso Search, YouTube e Network hanno raggiunto 82,28 miliardi di dollari nel quarto trimestre, con un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Questi numeri dimostrano che, contrariamente ai timori iniziali, l'introduzione dell'AI generativa non sta cannibalizzando il business pubblicitario tradizionale, ma ne sta rafforzando l'efficacia.

La comprensione delle intenzioni da parte di Gemini ha aumentato la nostra capacità di fornire annunci su ricerche più lunghe e complesse che in precedenza erano difficili da monetizzare.

La divisione cloud rappresenta l'altra area di crescita significativa. Google Cloud Platform ha chiuso l'anno fiscale 2025 con ricavi del quarto trimestre pari a 17,66 miliardi di dollari, registrando un balzo del 47% su base annua. Ashkenazi ha attribuito la performance all'accelerazione dei prodotti AI enterprise, che generano ormai miliardi di dollari trimestrali, oltre alla forte domanda per servizi core come cybersecurity e data analytics.

Complessivamente, Alphabet ha registrato profitti di 34,45 miliardi di dollari nel quarto trimestre su ricavi di 113,82 miliardi. Per l'intero anno fiscale, i ricavi hanno superato i 402,84 miliardi di dollari, con utili netti di 132,17 miliardi. Margini che giustificano agli occhi degli investitori la mastodontica spesa in conto capitale annunciata, ma che sollevano anche interrogativi sulla concentrazione di risorse in un'unica direzione tecnologica.

I prodotti AI enterprise di GCP stanno generando miliardi di dollari in ricavi trimestrali, trainando la crescita accelerata della piattaforma cloud.

La strategia di Alphabet evidenzia una scommessa esistenziale sull'intelligenza artificiale come infrastruttura fondamentale del prossimo decennio. Tuttavia, resta da verificare se il mercato riuscirà ad assorbire tale capacità computazionale e se i rendimenti giustificheranno investimenti di questa portata, soprattutto in uno scenario macroeconomico caratterizzato da tassi di interesse ancora elevati e crescenti pressioni regolatorie sui modelli di business delle big tech.

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