Le AI Overviews compaiono ormai in oltre l’80% delle ricerche Google nelle rilevazioni considerate, contro circa il 50% indicato nel precedente confronto. L’espansione delle risposte generate dall’intelligenza artificiale emerge dai dati di tre piattaforme per il monitoraggio SEO: Semrush, SE Ranking e seoClarity. Il fenomeno attraversa sia le ricerche che contengono nomi di marchi sia un insieme più ampio di interrogazioni, con una diffusione diversa a seconda del settore.
La progressione parte da una quota intorno al 15%, passa per il 50% registrato a giugno dell’anno precedente e arriva a superare quattro ricerche su cinque. Rispetto al livello iniziale, la presenza delle sintesi AI risulta quindi più che quintuplicata. Il passaggio dal 15% al 50% corrisponde a circa 35 punti percentuali; quello successivo supera i 30 punti percentuali. Sono differenze nella copertura delle ricerche, che descrivono l’allargamento dello spazio occupato dalle risposte AI.
Semrush permette di seguire nel tempo la percentuale di ricerche accompagnate da una AI Overview e affianca al dato complessivo uno studio articolato per settore e tipologia di query. La piattaforma considera la quota sul volume complessivo delle ricerche. Per un’impresa, la suddivisione offre un riferimento più vicino alle interrogazioni che riguardano la propria attività. L’indicatore generale descrive l’espansione della funzione, mentre il dettaglio settoriale aiuta a individuare quanto spesso le sintesi compaiano nell’ambito in cui opera un’azienda.
SE Ranking concentra invece l’osservazione sulle ricerche di marca negli Stati Uniti, dove rileva AI Overviews nell’82,5% dei casi. Si tratta delle interrogazioni nelle quali l’utente inserisce il nome di un brand: un segmento che interessa direttamente il modo in cui le aziende vengono cercate. Nel campione esaminato, dunque, la risposta generata accompagna più di otto ricerche di marca su dieci. La presenza del nome aziendale nella query convive ormai frequentemente con una sintesi AI.
Un’altra misura arriva da seoClarity: Mark Traphagen indica una presenza delle AI Overviews superiore al 62% delle query osservate. La rilevazione riguarda parole chiave statunitensi e risale a circa un mese prima rispetto ai dati più recenti considerati nel confronto. Anche il perimetro cambia: seoClarity analizza una selezione più ampia di interrogazioni, mentre SE Ranking isola quelle legate ai marchi. Campioni, tipologie di ricerca e momenti di osservazione diversi impediscono di leggere queste percentuali come misure perfettamente equivalenti.
La distribuzione per settore rilevata da seoClarity va dal 55% all’84%, con una distanza di 29 punti percentuali tra i due estremi. In alcuni comparti le sintesi accompagnano poco più della metà delle query, in altri superano quattro interrogazioni su cinque. Per chi segue la visibilità di un sito, il settore diventa quindi una variabile concreta da considerare insieme alle parole chiave monitorate. Anche l’esperienza dell’utente cambia in funzione dell’argomento cercato.
L’estensione delle AI Overviews coinvolge inoltre query errate o inventate, oltre alle ricerche di marca. La generazione di una risposta raggiunge così anche interrogazioni problematiche, allargando il campo di osservazione per chi analizza il comportamento del motore. Per le imprese, il monitoraggio può partire proprio da questi casi concreti: verificare quali sintesi accompagnino il proprio nome, le ricerche del settore e le formulazioni inesatte. La diffusione della funzione rende sempre più utile osservare il contenuto delle risposte insieme alla loro frequenza.