Mercato Fika Jobs raccoglie 4 mln di dollari per colloqui con AI
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23/06/2026

Fika Jobs ha raccolto 4 milioni di dollari per sviluppare una piattaforma di recruiting video-first con colloqui gestiti da agenti AI.

Fika Jobs raccoglie 4 mln di dollari per colloqui con AI

Fika Jobs, startup con sede a Stoccolma, ha raccolto 4 milioni di dollari in un round pre-seed per costruire una piattaforma di recruiting centrata sui video e su colloqui condotti da agenti di intelligenza artificiale. Il capitale servirà a continuare lo sviluppo del prodotto, ampliare il team e preparare un lancio più ampio previsto entro la fine dell’anno.

La società si inserisce in un mercato del lavoro già attraversato da una forte automazione, ma anche da molte frizioni. Da un lato i candidati dedicano ore a candidature, curriculum e lettere motivazionali che spesso sembrano finire in una scatola nera; dall’altro le aziende usano sempre più sistemi di screening basati su AI per gestire un volume crescente di richieste. Fika Jobs prova a spostare il baricentro: meno dipendenza dal curriculum tradizionale, più attenzione a personalità, comunicazione e presenza davanti alla camera.

Il prodotto è descritto come una piattaforma video-first che combina profili in formato breve e agenti AI per l’intervista, con un’esperienza che richiama insieme LinkedIn e TikTok. Il percorso parte dal collegamento del profilo LinkedIn: l’AI analizza il background del candidato e genera domande personalizzate. Il candidato svolge poi un colloquio video di circa 10 minuti con un agente, oggi basato sui modelli Gemini di Google.

Il recruiting video-first promette più contesto, ma apre nuovi rischi di bias.

Al termine dell’intervista, Fika Jobs trasforma automaticamente le risposte in clip brevi e le organizza in un profilo aggiornabile. L’idea è che il candidato non debba ripartire da zero per ogni posizione aperta, ma possa mantenere un profilo vivo, consultabile dalle aziende quando emergono nuove opportunità. Per i datori di lavoro, il vantaggio dichiarato è accedere a un bacino di persone già intervistate e valutate dall’AI, prima ancora di avviare un processo tradizionale.

L’intuizione nasce dall’esperienza dei cofondatori, i fratelli Jakob Dubois, CEO, e Alexander Dubois, CTO, durante la costruzione della loro precedente startup. Mentre lavoravano all’app sociale Gaff, hanno quasi scartato un candidato perché il suo curriculum non appariva particolarmente forte. Dopo avergli parlato, però, hanno colto rapidamente determinazione, ambizione e motivazione: qualità rilevanti per l’assunzione, ma difficili da leggere su carta.

Qui sta anche la differenza rispetto a molti concorrenti citati nel settore, come Alex, Maki e Mercor, che puntano soprattutto ad aiutare le aziende a trovare, filtrare e abbinare candidati in modo più efficiente tramite AI. Fika Jobs vuole invece costruire un ambiente in cui i candidati mantengono profili video e le imprese esplorano un pool già passato da una prima intervista automatizzata. Se il modello funzionerà, potrebbe risultare interessante per profili junior e percorsi non tradizionali, dove il potenziale non emerge sempre da un curriculum lineare.

Fika Jobs vuole trasformare il colloquio AI in un profilo sempre consultabile.

La promessa, tuttavia, porta con sé un rischio evidente: i video rendono immediatamente visibili elementi come età, genere, aspetto fisico, accento e origine percepita, tutti fattori che possono alimentare discriminazioni prima ancora della valutazione delle competenze. È un punto delicato per qualsiasi piattaforma che voglia rendere più efficiente la selezione senza aumentare opacità o pregiudizi. Non a caso alcune aziende hanno scelto negli anni processi basati su curriculum anonimizzati, proprio per ridurre l’impatto delle informazioni non pertinenti.

La piattaforma prevede l’apertura dell’accesso anticipato ai candidati questa settimana e un lancio pubblico più ampio in autunno. La prima area di concentrazione sarà la Svezia, con l’obiettivo successivo di espandersi a livello internazionale. I fondatori indicano oltre 100 aziende in lista d’attesa e più di 50 realtà che hanno già testato il prodotto, tra cui Plenty Labs, SICS.ai, Kognity e Rebtel.

Il modello elimina i costi iniziali e monetizza solo sulle assunzioni riuscite.

Il modello economico è gratuito per chi cerca lavoro, mentre le aziende non pagano costi iniziali: Fika Jobs trattiene il 10% della retribuzione del primo anno in caso di assunzione riuscita, una commissione presentata come inferiore a quella tipica dei recruiter tradizionali. Il round è stato guidato da Luminar Ventures, con la partecipazione di Alliance VC e dei cofondatori di King Sebastian Knutsson e Riccardo Zacconi. La scommessa è chiara: rendere il recruiting più espressivo e rapido, senza perdere di vista il tema più difficile, quello dell’equità.

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