Tecnologia Dune controlla meeting e app con tre tasti per Mac
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06/07/2026

Project Mirage propone Dune, un mini keypad USB-C per MacBook che adatta tre tasti fisici a meeting, app produttive e shortcut personalizzati.

Dune controlla meeting e app con tre tasti per Mac

Project Mirage porta sul Mac un’idea semplice ma concreta: trasformare tre tasti fisici in un controller contestuale per meeting, applicazioni e automazioni quotidiane. Il dispositivo si chiama Dune, è un piccolo keypad in alluminio grande più o meno come una gomma da masticare e si collega direttamente alla porta USB-C del MacBook.

Il punto di partenza è una frizione molto comune nel lavoro digitale: ogni piattaforma di videoconferenza usa scorciatoie diverse per disattivare microfono e webcam. Dune prova a risolverla con un pulsante fisico universale, facile da raggiungere senza cercare combinazioni di tasti durante una riunione. Il prezzo iniziale indicato è di 119 dollari, destinato poi a salire a 149 dollari terminata la fase introduttiva.

Il funzionamento ruota attorno al contesto. I tre pulsanti cambiano ruolo in base all’applicazione attiva: nelle app e nei siti di meeting possono servire per attivare o disattivare microfono, video e finestra della chiamata; in Excel o Sheets possono diventare copia, incolla e annulla; in Chrome possono gestire aggiornamento pagina, barra degli indirizzi e incolla. Per gli sviluppatori, l’uso può spostarsi su ambienti come VS Code o GitHub, con azioni legate a merge, approvazione o chiusura di una pull request.

Tre tasti fisici diventano un controller contestuale per meeting e app.

La componente hardware è costruita su misura per il modello di Mac dell’utente, in modo che il keypad resti a filo con il laptop senza spazio sotto il corpo del dispositivo. Se le porte sono già occupate, Dune può essere collegato tramite dongle. Non integra batteria e non richiede un caricatore separato: prende alimentazione direttamente dal MacBook. La compatibilità dichiarata riguarda i modelli M2 Air o successivi e M1 Pro o successivi, con macOS 15 Sequoia o versioni più recenti.

Il progetto, però, non è solo un accessorio da videoriunione. Dune viene fornito con una companion app che permette di configurare scorciatoie per singola applicazione o a livello di sistema. A ciascun tasto si può assegnare una scorciatoia da tastiera, un comando oppure un link che apre un’app o un URL. L’app si integra anche con il calendario: pochi minuti prima di un meeting può mostrare la prossima riunione e consentire di partecipare, ignorarla o inviare con un tocco un messaggio del tipo “sto arrivando in ritardo”.

La parte più interessante emerge quando la personalizzazione si spinge oltre le scorciatoie standard. Gli utenti più tecnici possono scrivere ed eseguire script in Python; chi non programma può usare l’integrazione con Claude Desktop. In questo caso l’utente descrive in linguaggio naturale la scorciatoia desiderata, Claude la scrive e la assegna al tasto per quella specifica app, riducendo la necessità di configurazioni manuali.

Dune usa Claude per trasformare richieste in linguaggio naturale in shortcut.

Tra gli esempi citati c’è una scorciatoia che, visitando il sito di una startup, genera rapidamente un brief sull’azienda, con concorrenti, investitori e possibili domande da porre in vista di un incontro. È un caso d’uso vicino al lavoro di investitori, founder e operatori che devono valutare società in poco tempo. Un’altra automazione converte immagini in JPEG per caricarle più rapidamente su WordPress o sui social. La creazione è descritta come semplice, anche se per arrivare a uno shortcut pienamente funzionante serve ancora un certo scambio con Claude, compresa una fase di debugging dopo l’esecuzione.

Dune include anche un marketplace in cui esplorare skill create da altri proprietari del dispositivo. Se questa parte crescesse, potrebbe diventare un elemento centrale della strategia di crescita e fidelizzazione: un hardware essenziale come interfaccia fisica per un ecosistema di skill alimentate da Claude. Al momento, però, le skill disponibili sono limitate, manca una funzione per provarle prima di assegnarle a un tasto fisico e Project Mirage dovrebbe aggiungere più suggerimenti propri per applicazioni diverse.

Il marketplace delle skill può spostare il valore dall’hardware al software.

Nel confronto con altri accessori, MuteMe copre soprattutto il mute e l’unmute, mentre Stream Deck offre macro orientate anche al lavoro professionale. Dune si colloca in mezzo, con un approccio più compatto e una personalizzazione che unisce hardware e software. Resta da affinare la sensibilità dei tasti, giudicata troppo leggera e quindi esposta a pressioni involontarie, ma l’idea fotografa bene una direzione della produttività personale: meno pannelli da cercare sullo schermo, più azioni immediate e contestuali sulla scrivania.