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Data center USA verso più gas di Germania e Giappone nel 2035

Entro il 2035 i data center statunitensi potrebbero consumare più gas di Germania e Giappone insieme, con pressioni sui prezzi dell’energia e sulle emissioni.

16 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Data center USA verso più gas di Germania e Giappone nel 2035
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La corsa all’intelligenza artificiale spinge il fabbisogno energetico dei data center statunitensi verso una dimensione superiore ai consumi di intere economie industriali. Entro il 2035, queste infrastrutture potrebbero utilizzare più gas naturale di Germania e Giappone messi insieme. La previsione di BloombergNEF colloca così l’espansione della capacità di calcolo al centro della domanda di combustibili, con conseguenze che si estendono dalla produzione elettrica ai costi sostenuti dagli utenti e alle emissioni.

Il nuovo rapporto di BloombergNEF stima consumi nell’ordine di 18 miliardi di piedi cubi al giorno, quasi il doppio di quanto previsto dall’organizzazione appena nove mesi prima. Nel prossimo decennio, i data center dovrebbero diventare il secondo motore di crescita della domanda di gas, dietro alle esportazioni di gas naturale liquefatto, o LNG. La stima incorpora già l’ipotesi che una parte dei progetti annunciati non venga completata: il volume previsto tiene quindi conto di una realizzazione solo parziale dei piani.

Una parte dell’espansione passa dalla generazione elettrica sul posto. Meta, Microsoft, Google e Amazon hanno annunciato piani per nuove centrali a gas destinate ad alimentare i data center senza passare dalla rete. Questi progetti hanno attirato l’attenzione negli ultimi mesi e, nel 2035, potrebbero assorbire tra 2,9 e 3,4 miliardi di piedi cubi al giorno. È all’incirca quanto consumano attualmente tutti i data center, includendo anche il gas utilizzato per produrre l’elettricità che ricevono attraverso la rete.

I data center USA potrebbero consumare più gas di Germania e Giappone insieme.

Il contributo maggiore alla crescita arriverebbe però dai data center collegati alla rete. Entro la metà del prossimo decennio, il loro fabbisogno dovrebbe determinare consumi aggiuntivi di gas nel settore elettrico pari a 15 miliardi di piedi cubi al giorno. Il confronto con il resto dell’economia rende la scala più evidente: sarebbe una crescita della domanda cinque volte superiore a quella di tutti gli altri settori connessi alla rete messi insieme, nello stesso periodo.

Questi volumi mettono sotto pressione una delle ipotesi economiche su cui poggia buona parte della costruzione di nuovi data center: la stabilità dei prezzi del gas osservata negli ultimi anni. Se la crescita prevista si concretizzasse, la domanda aggiuntiva potrebbe spingere le quotazioni verso l’alto. Per le infrastrutture di calcolo, il costo del combustibile diventerebbe quindi una variabile più onerosa proprio mentre aumenta l’energia necessaria per alimentarne l’espansione.

La crescita maggiore della domanda di gas arriverebbe dai data center collegati alla rete.

Gli analisti di Noreva ritengono che confidare nel mantenimento di prezzi stabili possa rivelarsi un’aspettativa infondata. La combinazione tra il boom dei data center e l’aumento delle esportazioni di LNG potrebbe provocare forti rincari. Il peso economico sarebbe diverso per i soggetti coinvolti: i bilanci delle società tecnologiche potrebbero assorbire un’impennata, mentre gli utenti delle utility potrebbero incontrare maggiori difficoltà. La pressione si estenderebbe così a chi paga le bollette, oltre alle aziende che acquistano capacità di calcolo.

Alla dimensione economica si aggiunge quella climatica. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, il consumo di un piede cubo di gas comporta circa 60 grammi di CO₂ equivalente, considerando anche estrazione, lavorazione e distribuzione. Il calcolo comprende dunque le emissioni associate alla filiera del combustibile, oltre alla combustione: passaggi che concorrono all’impatto complessivo dell’elettricità prodotta con il gas per sostenere la domanda dei data center.

I rincari del gas potrebbero pesare sugli utenti più che sui bilanci tecnologici.

Applicato alla domanda aggiuntiva prevista, questo bilancio porta a circa un milione di tonnellate di gas serra in più al giorno. Il volume corrisponde a circa il 12% delle attuali emissioni complessive degli Stati Uniti. L’espansione energetica dei data center assumerebbe così un peso misurabile anche rispetto al totale nazionale, rendendo le modalità di alimentazione della capacità di calcolo una componente concreta del futuro bilancio emissivo statunitense.

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