Amazon porta in India Alexa+, il suo assistente conversazionale basato sull’intelligenza artificiale generativa, con il supporto per hindi e inglese. Il servizio è disponibile per tutti i clienti del Paese in Early Access, la fase iniziale di accesso e sperimentazione. L’assistente può sostenere conversazioni più lunghe mantenendo il contesto degli scambi: una capacità che accompagna il passaggio dalle singole richieste a interazioni più articolate, nelle quali le istruzioni possono svilupparsi nel corso del dialogo.
Terminato il periodo di prova, Alexa+ sarà gratuito per i clienti Prime, mentre per chi non ha l’abbonamento il prezzo sarà di 2.000 rupie al mese, pari a circa 20,85 dollari. Amazon colloca quindi lo stesso assistente in due formule commerciali: un servizio incluso per gli abbonati e un’offerta a pagamento per gli altri utenti. La distinzione riguarda la fase successiva alla sperimentazione, mentre l’apertura iniziale permette ai clienti indiani di accedere al nuovo assistente in entrambe le lingue.
Sul piano dell’interazione, l’azienda descrive una voce più espressiva e la possibilità di passare dall’inglese all’hindi anche all’interno della stessa frase. Il supporto linguistico si estende così alle conversazioni che mescolano i due idiomi, senza imporre all’utente di mantenerne uno solo per tutta la richiesta. È una caratteristica che affianca la continuità del contesto e definisce il tipo di esperienza conversazionale proposto da Amazon per il debutto indiano.
Alexa+ può inoltre gestire attività complesse in più passaggi. Tra gli esempi indicati dall’azienda figurano gli ordini di generi alimentari attraverso Amazon Now, il suo servizio di consegna rapida, e l’accensione o lo spegnimento dei dispositivi per la casa connessa. L’assistente combina quindi il dialogo con l’esecuzione di operazioni concrete. Per Amazon, l’integrazione con la spesa aggiunge un punto di contatto tra l’interfaccia vocale e un servizio commerciale del proprio ecosistema.
Le integrazioni comprendono anche servizi esterni: la consegna di cibo con Swiggy, la piattaforma di prenotazione di biglietti District di Zomato, i siti di viaggio TripAdvisor e MakeMyTrip e l’app per prenotare ristoranti EazyDiner. Sul versante musicale sono presenti Amazon Music e JioSaavn. La selezione mette insieme ristorazione, viaggi, biglietti e intrattenimento, delineando un assistente collegato a più attività quotidiane. Per le imprese coinvolte, Alexa+ rappresenta un ulteriore punto di accesso ai rispettivi servizi attraverso la conversazione.
Il lancio arriva dopo un percorso di sperimentazione avviato nei mesi precedenti. A giugno Amazon aveva invitato gli utenti a iscriversi a un programma di test che consentiva di conversare con Alexa+ in hindi; successivamente aveva iniziato a provare anche la versione inglese. L’apertura in Early Access riunisce ora le due lingue nella disponibilità annunciata per il Paese, ampliando l’accesso rispetto al precedente programma basato sugli inviti a partecipare ai test.
La presenza di Alexa in India risale al 2017, con il debutto in inglese, seguito dall’aggiunta dell’hindi nel 2019. Il Paese conta oltre 600 milioni di parlanti hindi, un bacino a cui Amazon si rivolge con dispositivi intelligenti e nuove funzionalità. L’azienda dichiara inoltre una crescita del 20% per i propri dispositivi smart home rispetto all’anno precedente, senza fornire valori assoluti. L’evoluzione dell’assistente si inserisce quindi in una presenza commerciale e linguistica costruita nell’arco di più anni.
L’espansione indiana prosegue il percorso internazionale di Alexa+, annunciata inizialmente nel 2025 e resa disponibile a tutti gli utenti statunitensi nel 2026. Nel corso dello stesso anno Amazon ha introdotto l’assistente anche nel Regno Unito, in Canada, Brasile, Messico, Italia e Germania, adattandolo al contesto linguistico locale. In India questa strategia prende forma attraverso il dialogo bilingue e le integrazioni con i servizi utilizzati nel Paese: due componenti che accompagnano la distribuzione internazionale del prodotto.