Mercato L’AI coding diventa roba da aziende: Chamath ci mette 135 milioni
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30/06/2026

8090 Labs chiude una Series A da 135 milioni di dollari per Software Factory, agente AI per team corporate. Palihapitiya assume il ruolo di CEO.

L’AI coding diventa roba da aziende: Chamath ci mette 135 milioni

Chamath Palihapitiya torna a un ruolo operativo a tempo pieno nell’intelligenza artificiale applicata allo sviluppo software. L’investitore, noto per Social Capital e per il podcast All-In, ha annunciato lunedì che 8090 Labs, la startup di AI coding da lui fondata, ha chiuso una Series A da 135 milioni di dollari.

Il round è guidato da Salesforce Ventures e coinvolge una rete di investitori molto riconoscibile nella Silicon Valley. Tra i partecipanti figurano WndrCo di Jeffrey Katzenberg, Craft Ventures di David Sacks, The Production Board di David Friedberg, Launch di Jason Calacanis, oltre ad angel investor come Nikesh Arora, amministratore delegato di Palo Alto Networks, e Adam D’Angelo, CEO di Quora.

La società nasce nel gennaio 2024 con un obiettivo preciso: offrire un agente di programmazione basato su AI pensato non per singoli sperimentatori, ma per team di sviluppo aziendali. Il prodotto si chiama Software Factory e promette di aiutare i programmatori corporate a usare l’intelligenza artificiale per costruire software di qualità produttiva, non soltanto prototipi generati in modo rapido.

L’AI coding entra nella fase dei processi aziendali governati.

La distinzione è centrale nel posizionamento di 8090 Labs. L’espressione vibe coding, ormai usata per descrivere la creazione veloce di codice con assistenti AI, indica una fase utile di esplorazione ma spesso lontana dai requisiti dell’impresa. Nei contesti corporate servono controlli, tracciabilità, responsabilità e processi verificabili. La startup sostiene che Software Factory includa proprio elementi come audit trail e strumenti di controllo richiesti dalle organizzazioni.

Con il finanziamento, Palihapitiya ha annunciato anche un cambio di ruolo: guiderà la startup come CEO, invece di limitarsi alla posizione di membro del board. La decisione segnala un coinvolgimento diretto nella costruzione del prodotto e nella sua adozione da parte delle aziende, in una fase in cui gli strumenti di AI coding stanno passando dalla sperimentazione individuale a flussi di lavoro più strutturati.

Software Factory punta oltre i prototipi generati in velocità.

Nel messaggio pubblicato su X, Palihapitiya ha paragonato l’attuale corsa all’intelligenza artificiale alla crescita dei social media vissuta nella prima parte della sua carriera, quando era un dirigente di Facebook, prima che la società diventasse Meta. Ha scritto di aver atteso, dopo l’uscita da Facebook, un momento simile per tornare a un incarico operativo a tempo pieno.

Il riferimento non è solo biografico. Palihapitiya presenta l’AI come una trasformazione di portata superiore a quella che aveva osservato durante l’ascesa dei social network. Nel suo annuncio ha sostenuto di essere convinto che ciò che 8090 Labs sta costruendo sia “ancora più importante”, motivando così la scelta di essere completamente coinvolto nella società.

Palihapitiya torna operativo per guidare direttamente 8090 Labs.

Per le imprese, il punto operativo è la distanza tra automazione del codice e software realmente distribuibile. Se la promessa di 8090 Labs sarà confermata dal prodotto, il terreno competitivo non sarà soltanto la generazione di codice, ma la capacità di integrarla in processi aziendali governati, verificabili e adatti alla produzione. Il round da 135 milioni colloca 8090 Labs tra le startup che puntano a portare l’AI coding dentro il cuore organizzativo dello sviluppo enterprise.

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