Scenario Lavorare con l’IA o contro? Il futuro delle professioni in un mercato che cambia
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11/02/2025

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum evidenzia come l’intelligenza artificiale stia trasformando il mercato del lavoro. Entro il 2030, il 22% delle posizioni attuali sarà creato o eliminato, spingendo le aziende a ridefinire competenze e strategie occupazionali.

Lavorare con l’IA o contro? Il futuro delle professioni in un mercato che cambia

Lavorare con l’IA o contro? Il futuro delle professioni in un mercato che cambia

Sommario:

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum evidenzia come l’intelligenza artificiale stia trasformando il mercato del lavoro. Entro il 2030, il 22% delle posizioni attuali sarà creato o eliminato, spingendo le aziende a ridefinire competenze e strategie occupazionali.

L’automazione e l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo il mercato del lavoro, creando nuove opportunità e allo stesso tempo rendendo obsoleti alcuni ruoli. Secondo il Future of Jobs Report 2025, il 22% dei posti di lavoro attuali verrà eliminato o trasformato entro il 2030, mentre nuove professionalità emergeranno grazie alla crescente diffusione delle tecnologie digitali. Le imprese si trovano di fronte a una scelta strategica: puntare esclusivamente sull’efficienza, riducendo il lavoro umano, o integrare le tecnologie per potenziare le capacità dei lavoratori.

L’accesso digitale è considerato il fattore di trasformazione più rilevante, con il 60% delle aziende che si aspetta impatti significativi sulla propria attività. Le innovazioni più rilevanti riguarderanno l’intelligenza artificiale, l’elaborazione dei dati e l’automazione, con il 58% dei datori di lavoro che prevede cambiamenti determinanti anche nell’ambito della robotica. Questi sviluppi spingeranno la domanda di nuove competenze, mentre determinate professioni subiranno un calo dovuto alla crescente automazione.

Le competenze più richieste includeranno IA, big data, cybersecurity e alfabetizzazione digitale, mentre tra le soft skill saranno cruciali pensiero analitico, resilienza e leadership. Si prevede un saldo occupazionale positivo del 7% entro il 2030, con 170 milioni di nuovi posti di lavoro creati e 92 milioni eliminati. I settori in espansione comprenderanno sanità, tecnologia, istruzione e transizione ecologica, mentre il calo riguarderà principalmente le professioni amministrative e ripetitive, facilmente sostituibili da sistemi automatizzati.

Nonostante l’innovazione tecnologica, il problema della formazione rimane centrale. La percentuale di competenze obsolete è scesa dal 57% al 39% negli ultimi cinque anni, ma il 59% della forza lavoro necessita ancora di aggiornamento o riqualificazione. Per il 63% dei datori di lavoro, il principale ostacolo alla trasformazione aziendale è rappresentato proprio dalle lacune nelle competenze digitali e tecnologiche. La maggior parte delle imprese intende affrontare questa sfida investendo nella formazione del personale esistente, integrata da nuove assunzioni mirate.

Le tendenze demografiche avranno un impatto significativo. Mentre nei paesi avanzati si prevede una riduzione della popolazione attiva, le economie emergenti registreranno una crescita della forza lavoro. Questo determinerà una maggiore domanda di competenze legate alla gestione dei talenti e all’istruzione, con un aumento dell’attenzione verso ruoli che favoriscono la crescita delle risorse umane.

Per le aziende, la scelta tra automazione e valorizzazione del lavoro umano sarà determinante. Studi economici indicano che la sostituzione indiscriminata del personale con tecnologie avanzate non sempre porta a un incremento della produttività. La complementarità tra IA e competenze umane può offrire soluzioni più sostenibili, garantendo competitività senza compromettere l’occupazione. Il modo in cui le imprese decideranno di adottare e integrare l’intelligenza artificiale definirà il mercato del lavoro dei prossimi anni.

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