AegisAI, startup fondata da due ex dirigenti della sicurezza di Google, ha raccolto 36 milioni di dollari in un round Serie A guidato da Battery Ventures. L’operazione, alla quale hanno partecipato anche gli investitori esistenti Accel e Foundation Capital, porta a 49 milioni di dollari il capitale complessivamente ottenuto dall’azienda. Le nuove risorse sosterranno una tecnologia pensata per contrastare lo spear phishing alimentato dall’intelligenza artificiale.
La società è stata avviata nel 2025 da Cy Khormaee e Ryan Luo, entrambi con precedenti esperienze nello sviluppo delle tecnologie Safe Browsing e reCAPTCHA di Google. In meno di un anno dal lancio, AegisAI afferma di avere conquistato decine di clienti, tra cui la piattaforma di pagamenti in criptovalute Mesh, la startup LangChain e la società specializzata nella conformità alla privacy Lokker.
Il prodotto nasce dalla constatazione che i sistemi di protezione basati su regole e logiche “if-then” non riescono a tenere il passo con messaggi malevoli costruiti dall’AI. Gli aggressori possono aggregare rapidamente informazioni personali relative a colleghi, progetti in corso o itinerari di viaggio, trasformandole in comunicazioni plausibili e fortemente personalizzate. Il risultato è uno spear phishing capace di imitare con maggiore precisione il contesto professionale della vittima.
AegisAI risponde impiegando agenti AI che analizzano ogni email in modo simile a un operatore umano, cercando piccole anomalie difficili da inserire in una lista rigida di controlli. Khormaee sostiene che gli attacchi potenziati dall’AI riescano ormai a superare le difese esistenti in oltre la metà dei casi e siano quasi due volte più efficaci rispetto al passato. La personalizzazione consente infatti agli aggressori di presentarsi con messaggi costruiti intorno alle attività reali del destinatario.
Secondo il cofondatore, gli agenti di AegisAI possono riconoscere minacce che i tradizionali strumenti di sicurezza email rischiano di ignorare completamente. Tra gli esempi indicati figurano allegati PDF malevoli apparentemente legittimi, protetti da password o accompagnati da CAPTCHA: accorgimenti utilizzati per confondere i normali filtri antispam e rendere più complessa l’ispezione automatica dei contenuti.
Dharmesh Thakker, general partner di Battery Ventures, ha spiegato di avere cercato una società capace di difendere le imprese dall’AI ricorrendo alla stessa tecnologia. La sua tesi punta su una difesa di tipo agentico in grado di sostituire gli strumenti legacy per la protezione della posta elettronica. Con gli aggressori che usano l’AI per accelerare le campagne via email, Thakker prevede che la risposta a queste minacce diventerà una priorità per molte aziende.
La competizione è già articolata. La startup Ocean, sostenuta da Lightspeed, utilizza a sua volta l’AI per valutare il contesto di ogni messaggio in entrata e identificare frodi o tentativi di impersonificazione. Entrambe si confrontano con fornitori consolidati come Proofpoint e Mimecast, oltre che con operatori più recenti come Abnormal Security. Battery Ventures considera l’esperienza maturata dai fondatori nella protezione di Gmail un possibile vantaggio competitivo per AegisAI.
La posta elettronica rappresenta soltanto il primo terreno di applicazione. AegisAI intende estendere in futuro il proprio approccio ad altri ambiti della difesa, compresa la sicurezza dei dati. Nella visione di Khormaee, la capacità di costruire agenti avanzati e personalizzati, in grado di condurre vere e proprie indagini, sarà decisiva nella formazione della prossima generazione di aziende dominanti nella cybersecurity. Il round offre alla startup le risorse per provare a trasformare questa impostazione in una piattaforma più ampia.