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Apple cambia le commissioni UE e apre gli store alternativi

Apple semplifica le commissioni nell’UE: aliquota del 5% fuori dall’App Store, nuove tariffe sui pagamenti e accesso più ampio agli store alternativi.

19 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Apple cambia le commissioni UE e apre gli store alternativi
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Apple ridisegna ancora una volta le condizioni commerciali applicate alle app nell’Unione europea, introducendo una struttura delle commissioni più semplice. Il cambiamento principale riguarda le applicazioni distribuite fuori dall’App Store, attraverso marketplace alternativi oppure sul web: al posto della Core Technology Fee calcolata sulle installazioni, l’azienda applicherà una commissione fissa del 5% sui beni digitali venduti all’interno di queste app.

La revisione interviene dopo un confronto prolungato con la Commissione europea sulla complessità e sull’equità delle regole imposte agli sviluppatori. Apple aveva già modificato le tariffe nell’UE in seguito a una sanzione da 500 milioni di euro per il mancato rispetto del Digital Markets Act. Quel modello prevedeva una commissione iniziale di acquisizione, costi per i servizi dello store e diversi livelli di servizio, una combinazione che aveva alimentato accuse di conformità soltanto formale.

Con le nuove condizioni, Apple propone quindi un riferimento unico per le transazioni effettuate nelle app distribuite tramite canali esterni. La commissione del 5% sostituisce la precedente Core Technology Fee per queste applicazioni, eliminando il meccanismo legato a ogni installazione. La misura non cancella le altre tariffe, ma prova a rendere più leggibile il quadro economico per gli sviluppatori che scelgono marketplace alternativi o una distribuzione via web.

La commissione del 5% sostituisce il costo calcolato sulle installazioni esterne

Cambiano anche i costi dei pagamenti. Per gli acquisti gestiti con il sistema in-app di Apple, la commissione sarà del 26%, contro il 30% previsto dalle condizioni tradizionali. Molti sviluppatori potranno comunque accedere all’aliquota agevolata del 15% attraverso programmi come l’App Store Small Business Program, il Mini Apps Partner Program e il Video Partner Program. Lo stesso trattamento è previsto per le app con abbonamenti a rinnovo automatico dopo il primo anno.

Le applicazioni che utilizzano sistemi di pagamento alternativi verseranno invece una commissione del 20%, ridotta al 10% quando lo sviluppatore rientra in uno dei programmi speciali. La scelta tra acquisti in-app di Apple, pagamenti esterni o una combinazione delle due soluzioni resterà però vincolante per 12 mesi. Per le imprese digitali, la decisione richiederà quindi una valutazione preventiva dei costi, dei flussi di pagamento e della relazione diretta con il cliente.

I pagamenti alternativi costeranno il 20%, oppure il 10% nei programmi speciali

Il nuovo assetto conserva inoltre alcune protezioni per gli utenti più giovani. I collegamenti verso sistemi di acquisto esterni non saranno ammessi nelle app della categoria Kids, mentre gli utenti con meno di 18 anni dovranno ottenere l’autorizzazione dei genitori prima di completare transazioni fuori dall’App Store. Apple mantiene così specifici limiti di sicurezza anche mentre amplia le possibilità di distribuzione e pagamento previste per gli sviluppatori europei.

Gli store alternativi potranno dimostrare la solidità finanziaria con criteri più ampi

Si allentano, infine, i requisiti per gestire un marketplace alternativo. In precedenza, gli operatori dovevano dimostrare un sostegno finanziario significativo oppure una presenza di almeno due anni nell’Apple Developer Program, accompagnata da un’app con oltre un milione di prime installazioni annuali nell’UE durante l’anno precedente. Questi traguardi non sono più obbligatori: la solidità finanziaria potrà essere provata anche attraverso lo status di società quotata, audit, finanziamenti qualificati di venture capital e altri criteri. La revisione apre così il mercato a un numero potenzialmente più ampio di operatori, pur lasciando ad Apple il controllo sui requisiti economici e sulle regole applicabili all’ecosistema.

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