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Weng torna in OpenAI per l'AI che migliora se stessa

Lilian Weng lascia Thinking Machines per motivi di salute e rientra in OpenAI, dove guiderà un team dedicato al miglioramento ricorsivo dell’AI.

30 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Weng torna in OpenAI per l'AI che migliora se stessa
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Lilian Weng, cofondatrice di Thinking Machines, ha annunciato questa settimana l’uscita dalla startup citando problemi di salute. Pochi giorni dopo, OpenAI ha comunicato il suo rientro nell’azienda, dove aveva già ricoperto il ruolo di vicepresidente della ricerca sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale. Il passaggio riporta così una ricercatrice di primo piano nel laboratorio guidato dalla corsa allo sviluppo di sistemi sempre più avanzati, mentre Thinking Machines perde una delle figure che avevano contribuito alla sua fondazione.

Weng ha spiegato la decisione in un messaggio interno pubblicato su Slack e successivamente condiviso su X. «Non sento di poter continuare al ritmo richiesto da una startup», ha scritto. Dopo avere riflettuto per diversi mesi, la ricercatrice ha riconosciuto che lo stress costante e il carico di lavoro avevano superato ciò che la sua salute poteva sostenere fisicamente. Le sue parole descrivono una separazione maturata nel tempo, non un cambiamento improvviso, e collegano direttamente l’uscita alle pressioni operative della giovane società.

Il ritorno in OpenAI è accompagnato da un incarico preciso. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che Weng guiderà un team di vertice incaricato di accelerare la ricerca interna. Il gruppo sosterrà attività trasversali dedicate al miglioramento ricorsivo, un processo attraverso il quale un sistema di intelligenza artificiale può iterare su se stesso per diventare più potente. Il mandato colloca Weng in un’area che intreccia capacità dei modelli, organizzazione della ricerca e controllo dell’evoluzione dei sistemi.

Weng guiderà la ricerca di OpenAI sul miglioramento ricorsivo dei sistemi

La sequenza può apparire in tensione con le motivazioni indicate per lasciare Thinking Machines: Weng ha denunciato gli effetti del ritmo di una startup sulla propria salute, ma torna subito in uno dei laboratori più esposti alla competizione sull’AI avanzata. Le due posizioni, tuttavia, non sono necessariamente equivalenti. In OpenAI non opererà come cofondatrice e potrebbe quindi affrontare una pressione diretta diversa, pur assumendo la guida di un gruppo impegnato su un obiettivo tecnologico particolarmente ambizioso.

Il trasferimento si inserisce in una fase di forte competizione tra i laboratori di intelligenza artificiale per assicurarsi ricercatori con esperienza scientifica e capacità di direzione. L’uscita di una cofondatrice da Thinking Machines e il suo immediato approdo in OpenAI rappresentano dunque anche un movimento di talento tra due organizzazioni legate da percorsi professionali comuni. Prima di partecipare alla fondazione della startup, Weng aveva infatti lavorato in OpenAI come responsabile della ricerca sulla sicurezza dell’AI.

Lo stress della startup aveva superato ciò che la sua salute poteva sostenere

Mira Murati, cofondatrice di Thinking Machines ed ex chief technology officer di OpenAI, ha risposto pubblicamente al messaggio di Weng esprimendo sostegno per la scelta di mettere la salute al primo posto. «Ci mancherai, è stato meraviglioso costruire Thinky insieme. Sono felice che tu stia dando priorità alla tua salute. Grazie di tutto», ha scritto Murati. Non è chiaro se, al momento di quel commento, fosse già a conoscenza del previsto rientro della collega in OpenAI.

La competizione tra laboratori AI passa anche dai talenti di vertice

Nel proprio messaggio di commiato, Weng ha definito la decisione difficile e triste, ringraziando le persone con cui aveva lavorato a Thinky. Ha inoltre richiamato un principio sintetico: «Il futuro che vale la pena costruire è umano». Il suo nuovo incarico porterà questa prospettiva dentro la ricerca sul miglioramento ricorsivo, terreno nel quale l’aumento delle capacità dei sistemi procede insieme alle domande sulla loro sicurezza. Per Thinking Machines resta invece il compito di assorbire l’uscita di una fondatrice in una fase segnata dalla competizione per le competenze più rare.

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