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Waymo riporta i robotaxi in autostrada dopo lo stop

Waymo riattiva gradualmente i robotaxi sulle autostrade dopo aggiornamenti software dedicati al riconoscimento dei cantieri e alla scelta dei percorsi.

30 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Waymo riporta i robotaxi in autostrada dopo lo stop
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Waymo ha iniziato a reinserire gradualmente i percorsi autostradali nel proprio servizio di robotaxi, a oltre due mesi dalla sospensione decisa per il comportamento dei veicoli in prossimità dei cantieri. La ripartenza prende il via da Phoenix, il primo mercato nel quale l’azienda ha offerto corse senza conducente, e riporta sulla rete ad alta velocità una parte del servizio diventata rapidamente apprezzata dagli utenti.

Il piano prevede un’estensione progressiva anche a Los Angeles e alla San Francisco Bay Area. Waymo ha dichiarato di voler riprendere le operazioni autostradali nell’intera area coperta dal servizio, comprese le zone interessate da lavori. La cautela della riattivazione segnala però che il ritorno non sarà immediato e uniforme: le tratte verranno aggiunte per fasi, così da riportare i veicoli sulle freeway dopo gli interventi tecnici completati.

Al centro della correzione ci sono aggiornamenti software progettati per migliorare le prestazioni attorno ai cantieri autostradali. L’azienda indica in particolare un riconoscimento più avanzato della scena e nuove capacità di routing. Sono due funzioni strettamente collegate: il veicolo deve interpretare correttamente coni, barriere e modifiche temporanee alla carreggiata, ma anche scegliere un percorso coerente con le restrizioni rilevate.

Waymo riporta gradualmente i robotaxi sulle autostrade partendo da Phoenix

Waymo aveva introdotto le corse in autostrada a novembre 2025 nelle aree di San Francisco, Phoenix e Los Angeles, aggiungendo successivamente anche Miami. L’espansione consentiva di ridurre i tempi di spostamento e offrire collegamenti più rapidi verso gli aeroporti, due elementi centrali per rendere il robotaxi competitivo con altri servizi di mobilità. Quando le tratte sono scomparse improvvisamente a maggio, diversi utenti hanno chiesto spiegazioni sui social media.

La sospensione è maturata dopo almeno 13 episodi nei quali i robotaxi sono entrati in sezioni autostradali chiuse per lavori. A giugno Waymo ha quindi richiamato volontariamente una flotta di quasi 4.000 robotaxi, come indicato nella documentazione presentata alla National Highway Traffic Safety Administration. Dopo l’esame degli eventi, l’azienda ha scelto di limitare temporaneamente le operazioni sulle freeway mentre integrava nel software le indicazioni tecniche raccolte.

Quasi 4.000 robotaxi sono stati richiamati dopo almeno 13 episodi

Waymo ha precisato che gli episodi non hanno provocato incidenti né feriti. Il richiamo resta tuttavia il sesto effettuato dall’azienda per i suoi robotaxi. Precedenti interventi software avevano riguardato veicoli entrati in strade allagate e comportamenti non conformi in prossimità degli scuolabus, mostrando quanto l’affidabilità della guida autonoma dipenda anche dalla gestione di situazioni temporanee o difficili da rappresentare in anticipo.

Il ritorno sulle autostrade avviene mentre aumenta l’attenzione sul comportamento dei veicoli autonomi nel traffico intenso e vicino ai soccorritori. Il deputato democratico californiano Kevin Mullin ha proposto una legge che affiderebbe ai regolatori federali il compito di definire standard minimi nazionali di sicurezza per gli operatori. La proposta segue episodi che hanno coinvolto veicoli autonomi capaci di bloccare ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco, entrare in scene del crimine attive o non riconoscere coni e segnali luminosi.

Il software aggiorna riconoscimento della scena e scelta dei percorsi

Per Waymo, la riapertura graduale rappresenta quindi insieme un recupero operativo e una verifica sul campo delle correzioni introdotte. Le freeway permettono corse più rapide e ampliano l’utilità commerciale del servizio, ma espongono il sistema a velocità elevate e cantieri dalla configurazione mutevole. Il nuovo riconoscimento della scena dovrà dimostrare di saper tradurre questi ambienti complessi in decisioni affidabili, mentre utenti e autorità osservano la ripresa città dopo città.

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