Tecnologia Vint Cerf va in pensione dopo oltre 20 anni in Google
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01/07/2026

Vint Cerf lascia Google dopo oltre vent'anni. Il padre di TCP/IP collega l'eredità dell'internet aperto al futuro degli agenti AI.

Vint Cerf va in pensione dopo oltre 20 anni in Google

Vint Cerf, una delle figure più influenti nella storia della tecnologia, lascerà il ruolo di chief internet evangelist di Google la prossima settimana. L'annuncio chiude una fase durata più di vent'anni all'interno dell'azienda e arriva mentre il dibattito sull'evoluzione della rete si intreccia sempre più con quello sull'intelligenza artificiale, sugli agenti software e sugli standard che ne regoleranno l'interazione.

Il passaggio è emerso durante la conferenza Open Frontier, organizzata dal Laude Institute, dove Cerf è intervenuto in video. A riconoscerne pubblicamente il percorso è stato Dave Patterson, professore della UC Berkeley noto per il contributo allo sviluppo dell'architettura RISC, che ha ricordato la lunga permanenza di Cerf in Google e ne ha salutato il pensionamento con un applauso della sala.

Cerf, 83 anni, è accreditato insieme a Robert Kahn come uno degli architetti dei protocolli di rete che hanno reso possibile l'internet moderno. Il suo lavoro su TCP/IP, avviato negli anni Settanta, ha definito l'insieme di regole che consente a reti informatiche diverse di comunicare tra loro. Per questo contributo ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Presidential Medal of Freedom e il Turing Award.

Vint Cerf lascia Google mentre l'AI riscopre il valore degli standard.

In Google, Cerf ricopriva dal 2005 il doppio ruolo di vicepresidente e chief internet evangelist. La sua uscita non è soltanto il congedo di una figura storica: arriva in una fase in cui il settore tecnologico discute di nuovo il rapporto tra infrastrutture aperte, centralizzazione e capacità delle imprese di costruire prodotti durevoli su basi condivise.

Il panel a cui Cerf ha partecipato riuniva diversi protagonisti di progetti open source e infrastrutture software di lungo periodo. Accanto a lui c'erano François Chollet, creatore della libreria di deep learning Keras e cofondatore di Ndea, John Ousterhout di Stanford, noto per il linguaggio Tcl e cofondatore di Electric Cloud, e Matei Zaharia, cofondatore e chief technologist di Databricks. Il tema comune era la costruzione di sistemi aperti capaci di sopravvivere nel tempo.

La discussione si è concentrata anche sui limiti della centralizzazione dei modelli avanzati in poche grandi realtà dotate di risorse, un contrasto evidente rispetto al mondo decentralizzato dell'internet aperto in cui i protocolli di Cerf hanno potuto affermarsi. In questo quadro, Cerf ha collegato l'ascesa degli AI agent, software capaci di agire autonomamente e coordinarsi con altri software, a una nuova domanda di protocolli condivisi.

Gli agenti autonomi avranno bisogno di precisione, non solo di linguaggio naturale.

Secondo Cerf, il modello agentico dell'intelligenza artificiale, con più agenti provenienti da fonti diverse chiamati a interagire, spingerà il settore verso componibilità, interoperabilità e standardizzazione. La previsione richiama una dinamica familiare alla storia della rete: chi definisce presto le regole tecniche dell'interazione può esercitare un'influenza significativa sul funzionamento dell'economia che nascerà intorno a quelle regole.

Cerf ha preso le distanze dall'idea che la comunicazione in linguaggio naturale tra agenti basati su LLM possa bastare. L'inglese, ha osservato, offre flessibilità ma anche ambiguità; per l'interazione tra agenti servirà invece precisione, perché un agente dovrà essere certo che l'altro abbia compreso l'impegno assunto. Il rischio evocato è quello del vecchio gioco del telefono, con un messaggio che si deforma a ogni passaggio: applicato a una rete di agenti autonomi, diventa uno scenario da trattare con cautela tecnica.

La prossima economia agentica potrebbe nascere da protocolli condivisi.

La chiusura pubblica della carriera operativa di Cerf in Google riporta così il dibattito al punto di partenza dell'informatica di rete: protocolli, fiducia e capacità di far dialogare sistemi diversi. Dall'internet aperto agli agenti AI, la traiettoria indicata da Cerf suggerisce che la prossima competizione non riguarderà solo i modelli più potenti, ma anche le regole con cui quei modelli sapranno capirsi e cooperare.

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