ZTE ha ricevuto due riconoscimenti ai DWP Global Awards per il suo Signal Reach Program in Africa, premiato con lo Smart Cities Award e con il Global Award al DWP Global Summit Shenzhen 2026. Il secondo è il massimo riconoscimento annuale dell’iniziativa, selezionato tra i progetti più rilevanti delle diverse categorie in gara.
Il programma è stato distinto per innovazione, impatto e coerenza con una trasformazione digitale orientata a obiettivi sociali e ambientali. I premi, promossi dalla Global Enabling Sustainability Initiative, si collocano nel quadro degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e valorizzano progetti capaci di usare la tecnologia digitale per equità sociale, sostenibilità ambientale e crescita inclusiva.
A ritirare i riconoscimenti è stata Chen Zhiping, Chief International Ecosystem Representative di ZTE, che ha ribadito l’impegno dell’azienda su sviluppo sostenibile e inclusione digitale. La manager ha definito il progetto non solo un’iniziativa di comunicazione, ma anche un intervento di responsabilità sociale radicato nei territori, costruito intorno al principio Tech for Good e alla collaborazione con clienti, ONG e partner locali.
Il nodo affrontato è quello delle infrastrutture deboli nelle aree remote e rurali africane. La filosofia operativa indicata da ZTE combina connettività ubiqua, energia verde e condivisione inclusiva. Al centro c’è la soluzione end-to-end Rural Ecosystem, che integra EcoSite, EcoEnergy ed EcoDevice per coprire infrastruttura di rete, alimentazione energetica e accesso tramite dispositivi terminali.
La componente Rural EcoSite usa apparati integrati e diverse opzioni di backhaul, con un’evoluzione flessibile da 2G/3G/4G fino al 5G. La costruzione viene semplificata da una torre modulare di tipo Lego, pensata per accelerare il dispiegamento: ZTE indica una riduzione dei tempi medi di costruzione superiore al 60% e un calo dei costi complessivi del 70%. Per comunità a bassa densità, il dato incide direttamente sulla possibilità di rendere sostenibile la copertura.
Nei siti privi di rete elettrica stabile entra in gioco Rural EcoEnergy, basata su un sistema 100% solare con pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e batterie al litio intelligenti. La piattaforma iEnergy gestisce regolazione dinamica del carico e monitoraggio remoto, mentre alcune installazioni possono fornire elettricità anche agli abitanti locali. La parte operativa include gestione end-to-end della rete e manutenzione da remoto, con processi più semplici per l’O&M.
Rural EcoDevice completa l’impianto con smartphone, MiFi e dispositivi CPE a costo contenuto, adattati al mercato africano. Insieme a pacchetti dati a tariffa ridotta e a percorsi di formazione sulle competenze digitali offerti dagli operatori, la soluzione punta a superare l’ultimo miglio dei servizi digitali. Il programma è già stato distribuito su scala in oltre 20 Paesi africani, tra cui Liberia, Etiopia, Camerun, Algeria, Sudafrica ed Egitto.
I risultati citati da ZTE mostrano la dimensione concreta del progetto. In Liberia, con Orange Liberia, sono stati raggiunti oltre un milione di utenti in più di 200 comunità rurali a bassa densità. In Etiopia, con Ethio Telecom, la rete stabile è arrivata in oltre 100 aree, favorendo pagamenti elettronici, istruzione a distanza e protezione ambientale. In Camerun, stazioni base rurali e un collegamento microwave backbone di 360 chilometri servono quasi 15 milioni di persone; in Egitto, reti broadband ad alta velocità coprono oltre 1.500 villaggi e quasi 10 milioni di persone. La traiettoria indicata da Chen Zhiping è chiara: infrastrutture digitali accessibili, verdi e inclusive come base di uno sviluppo sostenibile più ampio.