Il Dipartimento del Commercio americano ha imposto ad Anthropic, startup specializzata in intelligenza artificiale con sede a San Francisco, di sospendere l'accesso ai propri modelli Fable 5 e Mythos 5 per qualsiasi cittadino straniero nel mondo, pena sanzioni penali e civili. La direttiva, firmata dal Segretario al Commercio Howard Lutnick e rivelata da Bloomberg il 16 giugno 2026, ha avuto effetto immediato a partire dal 12 giugno, appena tre giorni dopo il lancio commerciale dei modelli.
L'intervento governativo si inserisce nel quadro normativo statunitense sul controllo delle esportazioni di tecnologia dual-use, ovvero sistemi civili potenzialmente sfruttabili per fini militari o di intelligence da parte di potenze avversarie. Lutnick ha citato esplicitamente leggi federali che consentono l'imposizione di export control su tecnologie civili con possibili applicazioni strategiche, configurando i modelli di intelligenza artificiale di frontiera come asset soggetti a restrizioni analoghe a quelle applicate a hardware militare o semiconduttori avanzati.
La motivazione tecnica addotta dall'amministrazione riguarda una presunta vulnerabilità di sicurezza: secondo Anthropic, il governo avrebbe dichiarato di essere venuto a conoscenza di un metodo per aggirare i filtri di Fable 5, il cosiddetto "jailbreaking". La società aveva lanciato i due modelli il 9 giugno affermando di aver sviluppato adeguate misure di protezione contro usi impropri.
La risposta di Anthropic è significativa dal punto di vista strategico: pur dichiarando la propria conformità alla direttiva, la società ha contestato apertamente la proporzionalità della misura. L'argomento avanzato è che un singolo vettore di attacco potenziale non giustifichi il ritiro di un modello già distribuito a centinaia di milioni di utenti. Si tratta di una presa di posizione inusuale nei confronti di un'autorità regolatoria federale, che segnala la tensione crescente tra industria AI e governo americano.
Le implicazioni per l'intero settore sono state esplicitamente formulate dalla stessa azienda: "Se questo standard venisse applicato trasversalmente all'industria, riteniamo che bloccherebbe essenzialmente qualsiasi nuovo deployment di modelli per tutti i fornitori di modelli di frontiera". Una dichiarazione che suona come un avvertimento sistemico agli operatori del mercato, da OpenAI a Google DeepMind, potenzialmente esposti a meccanismi analoghi.
Sul piano operativo, Anthropic ha inviato a Washington nel fine settimana i vertici tecnici dell'azienda per negoziare con la Casa Bianca una soluzione che consenta il ripristino dei due modelli. Secondo Bloomberg, dal 12 giugno i rappresentanti della società e i funzionari americani si sono incontrati sia online sia presso la sede del Dipartimento del Commercio per discutere specifiche criticità di sicurezza. La trattativa è ancora in corso.
Dal punto di vista regolatorio europeo, il caso assume rilevanza diretta: l'AI Act dell'Unione Europea, entrato progressivamente in vigore, classifica i modelli di intelligenza artificiale ad uso generale come sistemi da assoggettare a obblighi di trasparenza e valutazione del rischio. La sovrapposizione tra normative americane di export control e framework europeo potrebbe generare conflitti di giurisdizione, complicando ulteriormente l'operatività globale degli sviluppatori di AI.
Resta aperta la questione strutturale: quanto spazio di autonomia conserveranno le aziende AI nella gestione dei propri prodotti quando questi raggiungono scala globale? La capacità dei governi di imporre ritiri immediati di modelli già distribuiti a livello planetario ridisegna i confini tra sicurezza nazionale e libertà di mercato tecnologico, ponendo interrogativi che il settore non potrà eludere a lungo.