La corsa dei pagamenti digitali in India entra in una fase di piena maturità. Nell’esercizio FY2025-26, la piattaforma Unified Payments Interface (UPI) ha elaborato 24.162 crore di transazioni, equivalenti a circa 242 miliardi di operazioni, per un valore complessivo di 314,23 lakh crore di rupie. Una scala che consolida UPI come infrastruttura dominante per i trasferimenti e i pagamenti quotidiani nel Paese.
Il confronto con il FY2020-21 restituisce la velocità della trasformazione. In cinque anni il volume è salito da 2.233 a 24.162 crore di transazioni, con un tasso annuo composto del 60,9%. Nello stesso periodo il valore movimentato è passato da 41,03 a 314,23 lakh crore di rupie, registrando un CAGR del 50,2%. La moderazione osservata durante il FY26 riflette soprattutto le dimensioni ormai raggiunte dalla piattaforma, mentre accettazione commerciale, nuovi casi d’uso e penetrazione tra i consumatori continuano ad alimentarne l’espansione.
Anche il perimetro complessivo dei pagamenti digitali si è allargato rapidamente. Le operazioni sono cresciute da 4.572 crore nel FY2019-20 a 22.831 crore nel FY2024-25, pari a un CAGR del 37,9%. Il valore, invece, è avanzato a un ritmo molto più contenuto: da 2.953 a 3.509 lakh crore di rupie, con una crescita annua composta del 3,5%. La distanza tra i due andamenti riflette la diffusione di pagamenti UPI di piccolo importo ma molto frequenti.
La capillarità dell’infrastruttura di accettazione ha sostenuto questo cambiamento. I terminali PoS sono passati da 45,2 lakh nel maggio 2021 a 115,3 lakh nel maggio 2026. Nello stesso mese, le installazioni complessive di Bharat QR e UPI QR hanno raggiunto 7.854 lakh. Soprattutto le attività commerciali più piccole stanno privilegiando i codici QR, più coerenti con le abitudini di una clientela che considera ormai UPI il canale di pagamento principale.
Dietro la crescita emerge però un mercato fortemente concentrato. Nel maggio 2026 PhonePe e Google Pay controllavano insieme il 79,5% del volume e l’82,7% del valore delle transazioni UPI. L’ampia presenza presso gli esercenti, la familiarità acquisita dagli utenti e l’integrazione nei rispettivi ecosistemi producono effetti di rete difficili da replicare, alzando le barriere per gli operatori che tentano di conquistare scala.
L’aumento delle operazioni amplia parallelamente la superficie esposta a frodi e attacchi. L’incidenza delle frodi è peggiorata con la crescita dei pagamenti digitali fino a settembre 2025, per poi stabilizzarsi da novembre. Tra i possibili fattori figurano una maggiore diffusione dei sistemi di AI per individuare i conti prestanome e l’integrazione del Financial Fraud Risk Indicator. Nonostante l’incremento dell’attività fraudolenta, le perdite sono rimaste una quota trascurabile dell’intero ecosistema.
Anche la regolamentazione si sta spostando verso strumenti di protezione più immediati. La Reserve Bank of India sta valutando un “Kill Switch” valido a livello di sistema, attraverso il quale i clienti potrebbero bloccare istantaneamente i pagamenti digitali in uscita in caso di frode, attacco informatico, furto del dispositivo o accesso non autorizzato al conto. La misura trasferirebbe nelle mani dell’utente una risposta operativa rapida alle compromissioni.
La banca centrale ha inoltre proposto un Payments Switching Service che permetterebbe di conservare il proprio numero di conto durante il passaggio a un’altra banca. Una simile portabilità ridurrebbe gli ostacoli al cambio di istituto e potrebbe intensificare la concorrenza bancaria. Dopo la fase dell’espansione vertiginosa, la traiettoria dei pagamenti indiani si gioca così sull’equilibrio tra scala, apertura del mercato, automazione antifrode e tutela dei consumatori.