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UNIT AI raccoglie 12 milioni per automatizzare i magazzini

UNIT AI ottiene 12 milioni di dollari per ampliare in Nord America la sua piattaforma modulare dedicata al fulfillment ecommerce e alla gestione dei resi.

31 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
UNIT AI raccoglie 12 milioni per automatizzare i magazzini
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UNIT AI ha raccolto 12 milioni di dollari per accelerare la diffusione commerciale della propria piattaforma di automazione destinata al fulfillment ecommerce e alla gestione dei resi. Il capitale sosterrà l’aumento della capacità di implementazione, lo sviluppo del prodotto e la crescita dell’azienda in Nord America, dove retailer e operatori logistici devono elaborare ordini più frequenti e affrontare volumi di reso in aumento.

Il round è stato co-guidato da Prologis Ventures, Dynamo Ventures e Ground Up Ventures, con la partecipazione di eGateway Capital, Recursive Ventures, Think + Ventures, ZEP Fund e Crosscourt. L’operazione finanziaria accompagna la fase di espansione di una società che punta a rendere l’automazione di livello enterprise più accessibile anche negli ambienti logistici esistenti, riducendo gli interventi infrastrutturali necessari e i tempi che tradizionalmente accompagnano l’installazione di sistemi robotizzati.

La proposta di UNIT ruota attorno a una piattaforma modulare di Physical AI, progettata per automatizzare in modo integrato la gestione dell’inventario direct-to-consumer e dei resi. Il sistema può operare nei grandi centri di distribuzione, negli hub regionali, nei micro-centri di fulfillment e nelle aree logistiche collocate sul retro dei negozi. L’architettura standardizzata comprende un software predittivo per l’inventario, impiegato per immagazzinare, recuperare e gestire singoli articoli senza imporre alle imprese la riprogettazione completa delle strutture.

UNIT punta a portare l’automazione enterprise negli ambienti logistici già esistenti

Tra gli elementi indicati dall’azienda figurano la possibilità di installare la piattaforma in appena 1.000 piedi quadrati e un ritorno sull’investimento raggiungibile in meno di 12 mesi. Guy Glass sostiene inoltre che l’automazione possa essere implementata in una settimana anziché richiedere mesi. La combinazione tra dimensioni contenute, rapidità di attivazione e modularità mira a superare gli ostacoli di costo, complessità e infrastruttura che hanno frenato l’adozione di queste tecnologie.

A 22 mesi dall’avvio, UNIT lavora già con retailer e fornitori logistici tra cui Barrett, ShipCalm, DaVinci e Carter, oltre che con marchi internazionali dell’abbigliamento. La società segnala anche una pipeline crescente di brand enterprise e operatori 3PL, le cui reti di fulfillment movimentano complessivamente miliardi di unità di inventario ogni anno. Il finanziamento dovrà trasformare questa domanda potenziale in nuove installazioni operative.

La piattaforma può occupare appena mille piedi quadrati

La pressione sui magazzini nasce dall’incontro fra ordini ecommerce più frammentati, aumento dei resi, carenza di manodopera e maggiori costi di spedizione. Parallelamente, le aziende stanno distribuendo le scorte più vicino ai clienti attraverso depositi regionali, micro-fulfillment center e operazioni back-of-store. In questo scenario, l’automazione non deve più adattarsi soltanto a grandi impianti centralizzati, ma funzionare in spazi differenti e seguire la collocazione dell’inventario.

UNIT è stata fondata dai veterani dell’automazione di magazzino Guy Glass e Avihou Barkay. Glass aveva precedentemente fondato Caja Robotics, successivamente acquisita da Fives, mentre Barkay è presidente di Plus One Robotics ed è stato general manager di Caja Robotics. Dopo anni dedicati alla progettazione e all’implementazione di sistemi robotici, i due fondatori hanno concentrato il nuovo progetto sulla semplificazione dell’accesso all’automazione. Per Glass, il passo successivo non consiste nel costruire sistemi più grandi, ma nel renderli molto più accessibili.

Il fulfillment distribuito richiede sistemi modulari, rapidi e adattabili

Todd Lewis, senior vice president di Prologis Ventures, ha ricondotto la domanda del mercato a problemi operativi concreti: aumentare la capacità di lavorazione, migliorare la produttività del personale e gestire i resi senza ridisegnare l’intero impianto. La scommessa sostenuta dal round è che una piattaforma flessibile e adattabile possa accompagnare reti logistiche sempre più distribuite, portando l’automazione enterprise anche nei nodi che finora non ne giustificavano costi e complessità.

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