Tecnologia TSMC: boom dell'AI continuerà per due-tre anni
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02/02/2026

TSMC chiude il 2024 con ricavi da 122,5 miliardi di dollari e utili oltre 55 miliardi. Crescita del 30% prevista per il 2025, trainata dall'AI e dai chip avanzati.

TSMC: boom dell'AI continuerà per due-tre anni

TSMC, il colosso taiwanese della produzione di semiconduttori, ha chiuso il 2025 con un fatturato annuale di 122,5 miliardi di dollari e un utile netto superiore ai 55 miliardi, numeri che certificano la posizione dominante dell'azienda nel mercato globale dei chip avanzati. Il quarto trimestre ha registrato ricavi per 33,7 miliardi di dollari, in crescita del 25,5% su base annua, mentre per il primo trimestre 2026 la guidance prevede entrate tra 34 e 35,8 miliardi. L'anno fiscale 2026 dovrebbe chiudersi con una crescita complessiva del 30%, trainata dalla domanda insaziabile di capacità computazionale per applicazioni di intelligenza artificiale.

Dietro questi risultati si cela però una realtà industriale complessa. TSMC ha speso 101 miliardi di dollari in investimenti negli ultimi tre anni e prevede esborsi "significativamente più elevati" nel triennio successivo, con una previsione di 52-56 miliardi solo per il 2026. Il 70-80% di queste risorse sarà destinato ai nodi produttivi più avanzati, quelli da 7 nanometri in giù, dove i margini sono più alti ma anche la complessità tecnologica e i costi di sviluppo crescono esponenzialmente a ogni generazione.

Il direttore finanziario Jen-Chau Huang ha chiarito senza mezzi termini che ogni nuova generazione di processo produttivo richiede investimenti più consistenti della precedente, rendendo inevitabile un aumento dei prezzi finali. Durante la conference call con gli analisti, è emerso che l'azienda ha già incrementato i listini dei wafer del 20%, e Huang ha confermato che "questi aumenti continueranno in futuro". Una strategia di pricing aggressiva che riflette non solo l'escalation dei costi, ma anche il potere di mercato dell'azienda in un settore dove le alternative scarseggiano.

I nostri clienti solitamente si impegnano con noi due o tre anni prima della produzione, il che suggerisce anni di forte domanda per l'infrastruttura AI

La fiducia nella sostenibilità di questa strategia deriva dalla natura strutturale della domanda. Il CEO C.C. Wei ha sottolineato come i clienti di TSMC pianifichino gli ordini con due-tre anni di anticipo, segnalando una visibilità di lungo periodo sulla necessità di semiconduttori avanzati. Ma c'è di più: sono gli stessi cloud service provider, clienti dei clienti di TSMC, a contattare direttamente il produttore taiwanese per assicurarsi capacità produttiva futura. Un fenomeno che evidenzia quanto la supply chain dei chip sia diventata critica per i giganti tecnologici globali.

Sul fronte tecnologico, l'azienda accelera. Due stabilimenti sono già operativi nella produzione a 2 nanometri "con buone rese", e la società promette una rampa produttiva "molto veloce" per questa tecnologia nel 2026, più rapida di quanto avvenuto con i 3nm. Circa il 30% della produzione a 2nm avverrà negli Stati Uniti, dove TSMC sta costruendo nuove fabbriche per rispondere alle pressioni geopolitiche e diversificare il rischio di concentrazione produttiva a Taiwan.

Particolarmente interessante è l'annuncio del processo "A16", specificamente progettato per prodotti ad alte prestazioni con routing complesso dei segnali e reti di distribuzione energetica dense, la cui produzione in volumi commerciali inizierà nella seconda metà del 2026. Una mossa che punta a rafforzare ulteriormente il vantaggio competitivo nei segmenti più redditizi, dove le barriere tecnologiche all'ingresso sono pressoché invalicabili per i competitor.

I clienti dei nostri clienti, principalmente i fornitori di servizi cloud, stanno fornendo segnali forti e ci contattano direttamente per richiedere capacità produttiva

Il margine lordo del 62,3% attuale dovrebbe salire al 65% o oltre, secondo le previsioni aziendali. Un dato che suggerisce come TSMC non tema ripercussioni significative dagli aumenti di prezzo. Wei ha osservato che i clienti nel segmento smartphone di fascia alta mostrano minore sensibilità ai rincari, mantenendo la domanda robusta. Una conferma che nel mercato dei semiconduttori avanzati il prezzo non è il principale fattore competitivo: conta la capacità tecnologica, la disponibilità e l'affidabilità delle forniture.

L'equilibrio che TSMC deve gestire è tuttavia precario. Costruire nuove fabbriche, portarle a regime, bilanciare la capacità produttiva con la domanda dei clienti e mantenere alti tassi di utilizzo degli impianti richiede una pianificazione finanziaria e operativa di estrema complessità. La società ha rassicurato gli investitori sulla propria capacità di gestire simultaneamente l'espansione produttiva e lo sviluppo di tecnologie sempre più avanzate, ma l'esposizione ai rischi geopolitici, tecnologici e di mercato rimane elevata.

La nostra convinzione nel megatrend AI pluriennale rimane forte, e riteniamo che la domanda di semiconduttori continuerà ad essere molto fondamentale

Resta da chiedersi quanto a lungo il mercato potrà sostenere questa spirale di investimenti e aumenti di prezzo. Se la domanda AI dovesse rallentare improvvisamente, TSMC si troverebbe con capacità produttiva sovradimensionata e margini sotto pressione. E mentre Taiwan concentra ancora la maggior parte della produzione più avanzata, le tensioni nello Stretto continuano a rappresentare un rischio sistemico per l'intera industria tecnologica globale, rendendo la diversificazione geografica non solo opportuna, ma strategicamente vitale.

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