Case study

SK Telecom mette al lavoro 1.500 agenti AI

Oltre l’80% dei dipendenti di SK Telecom ha creato un agente AI. Circa 1.500 sono usati regolarmente, mentre l’azienda riorganizza il lavoro dei team.

02 nov 2026 3 min lettura A cura di Redazione
SK Telecom mette al lavoro 1.500 agenti AI
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Più di 4.000 dipendenti di SK Telecom hanno costruito un proprio agente di intelligenza artificiale per il lavoro. L’operatore ha portato a termine il progetto per oltre l’80% dei suoi circa 4.800 dipendenti a tempo indeterminato, mentre circa 1.500 agenti vengono utilizzati regolarmente all’interno dell’azienda. Il programma porta lo sviluppo di strumenti AI dentro le attività quotidiane del personale: gli agenti vengono realizzati in funzione dei compiti da svolgere e delle esigenze dei singoli gruppi.

L’iniziativa «un agente AI per persona» è partita a marzo su indicazione diretta dell’amministratore delegato Chung Jae-hun. La richiesta del vertice ha dato al progetto una dimensione aziendale, coinvolgendo la grande maggioranza del personale stabile. Il punto di partenza è il singolo dipendente, chiamato a costruire uno strumento per il proprio lavoro. La capacità di creare agenti entra così nel percorso di adozione interna dell’intelligenza artificiale, accanto al loro utilizzo nelle attività operative.

I circa 1.500 agenti impiegati con regolarità coprono mansioni differenti: dalla compilazione e organizzazione dei report settimanali al controllo delle informazioni sulle ricevute, fino alla visualizzazione dei dati di rete. Sono applicazioni adattate al lavoro dei team, con impieghi che attraversano sia la gestione delle informazioni amministrative sia le attività legate alla rete dell’operatore. Il numero degli agenti in uso regolare e quello dei dipendenti che ne hanno costruito uno descrivono due passaggi distinti del programma: la realizzazione degli strumenti e il loro ingresso nelle abitudini di lavoro.

Oltre l’80% dei dipendenti di SK Telecom ha costruito un agente AI.

Nella seconda metà dell’anno SK Telecom ha accelerato AX Innovation 2.0, il programma che sposta l’attenzione dall’impiego individuale alla riorganizzazione della collaborazione. L’obiettivo dichiarato è ridisegnare attorno all’AI l’intero modo in cui i gruppi lavorano insieme. Dopo aver coinvolto i dipendenti nella costruzione dei propri agenti, l’azienda affronta quindi il livello dei processi condivisi. L’unità su cui intervenire diventa il team, con un cambiamento che riguarda l’organizzazione del lavoro oltre alla disponibilità di nuovi strumenti.

Sul fronte della protezione dei dati, l’operatore ha sviluppato una tecnologia proprietaria chiamata Z.E.Z e ha depositato una domanda di brevetto. La tecnologia serve a evitare che i dati sensibili vengano esposti direttamente all’intelligenza artificiale. Alla diffusione degli agenti si affianca dunque un intervento sul trattamento delle informazioni utilizzate nel lavoro. Il progetto aziendale comprende sia la costruzione delle applicazioni da parte del personale sia una soluzione dedicata a proteggere i dati nel rapporto con l’AI.

Circa 1.500 agenti vengono utilizzati regolarmente nelle attività interne dell’operatore.

Le difficoltà di adozione emergono anche da un’indagine di Okta su 150 responsabili IT e della sicurezza aziendale: il 69% ha dichiarato che i timori per la sicurezza hanno rallentato l’introduzione degli agenti. Gli attacchi informatici che li sfruttano e i casi in cui sfuggono al controllo umano provocando incidenti hanno innalzato i requisiti richiesti dalle imprese. La conoscenza dei principi di sicurezza dei dati si affianca così alla capacità di utilizzare gli strumenti AI nelle competenze necessarie al lavoro.

Con AX Innovation 2.0, l’AI entra nella riorganizzazione del lavoro dei team.

Accanto alla sicurezza resta il tema dei costi. Dowson Tong, vicepresidente esecutivo senior di Tencent, ha indicato nella loro riduzione l’ostacolo principale alla diffusione degli agenti su larga scala. Ha inoltre segnalato che la domanda legata all’AI per Tencent Cloud sui mercati esteri è cresciuta a tre cifre nell’ultimo anno e che i clienti esteri attivi sono raddoppiati. La crescita della domanda accompagna quindi un’esigenza economica concreta: rendere sostenibile un impiego più esteso degli agenti nelle imprese.

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