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Shashua lascia Mobileye, che punta su robotaxi e robot

Amnon Shashua lascerà la guida di Mobileye dopo quasi trent’anni, mentre l’azienda accelera nei robotaxi, nella guida autonoma e nella robotica umanoide.

24 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Shashua lascia Mobileye, che punta su robotaxi e robot
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Amnon Shashua si prepara a lasciare la guida di Mobileye dopo quasi tre decenni al vertice della società che ha fondato. Il manager resterà amministratore delegato fino alla nomina di un successore, come indicato dall’azienda in un documento regolamentare depositato giovedì. La transizione arriva mentre Mobileye estende il proprio raggio d’azione dai sistemi di assistenza alla guida verso robotaxi e robot umanoidi.

Il cambio al vertice apre quindi una fase delicata: il fondatore accompagna ancora la ricerca del nuovo CEO, ma il gruppo ha già imboccato una traiettoria che va oltre il tradizionale ruolo di fornitore dell’industria automobilistica. La strategia comprende guida autonoma, servizi di mobilità senza conducente, robotica umanoide e applicazioni di intelligenza artificiale destinate sia ai veicoli sia a macchine capaci di operare nel mondo fisico.

Mobileye nacque sviluppando chip per la visione artificiale basati sulle ricerche accademiche condotte da Shashua alla Hebrew University in Israele. Da quella base tecnologica l’azienda è diventata un importante fornitore di componenti impiegati nelle funzioni di sicurezza automobilistica e nei sistemi di assistenza al conducente. Il suo percorso societario ha incluso la maggiore quotazione iniziale nella storia di Israele e l’acquisizione da parte di Intel nel 2017 per 15,3 miliardi di dollari.

Shashua lascia una Mobileye proiettata oltre i chip per automobili

Nel 2022 Mobileye è tornata sul mercato come società quotata separatamente, pur mantenendo Intel come maggiore azionista. Sul piano industriale, sotto la direzione di Shashua il gruppo non si è limitato a vendere chip alle case automobilistiche: ha iniziato a costruire sistemi completi in grado di gestire la guida autonoma. Queste soluzioni vengono ora fornite a Volkswagen e alla sua controllata dedicata alla mobilità MOIA.

L’espansione più netta al di fuori del perimetro originario è arrivata a gennaio, quando Mobileye ha acquisito Mentee Robotics, startup di robotica umanoide fondata dallo stesso Shashua, per 900 milioni di dollari. Il manager ha inserito l’operazione nella visione definita “Mobileye 3.0”, la nuova fase dell’impresa focalizzata sulla robotica e sull’intelligenza artificiale applicata all’automotive. L’acquisizione riunisce così sotto una sola società tecnologie pensate per interpretare l’ambiente e controllare sistemi autonomi differenti.

Robotaxi e robot umanoidi definiscono la nuova fase industriale del gruppo

Anche il progetto robotaxi segna il passaggio da fornitore tecnologico a operatore diretto di servizi. A giugno Mobileye ha dichiarato che lancerà un proprio servizio robotaxi in una città degli Stati Uniti nel 2027. L’iniziativa espone l’azienda a un’attività diversa dalla vendita di componenti e piattaforme ai costruttori: Mobileye intende mettere in campo un servizio rivolto al mercato, facendo leva sui sistemi autonomi sviluppati internamente.

Il debutto del servizio robotaxi statunitense è previsto nel 2027

Il successore di Shashua erediterà dunque un gruppo con una storia consolidata nei chip automobilistici, ma impegnato a trasformare competenze di percezione, calcolo e autonomia in prodotti e servizi più ampi. La continuità temporanea garantita dal fondatore accompagna la selezione della nuova leadership; sullo sfondo restano due passaggi già delineati, l’integrazione di Mentee Robotics e il debutto del robotaxi statunitense. La prossima gestione dovrà tradurre la visione di Mobileye 3.0 in una fase industriale capace di tenere insieme automotive, mobilità autonoma e robotica.

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