Disattivare Apple Intelligence e recuperare fino a 12 GB di spazio sul Mac: è la possibilità offerta da RemoveMacAI, un nuovo strumento da riga di comando che interviene sulle funzioni di intelligenza artificiale del sistema operativo. Il progetto nasce per restituire agli utenti una scelta che nelle versioni precedenti era disponibile direttamente nelle impostazioni: spegnere le capacità AI senza dover cercare e disabilitare ogni singola funzione. Alla rimozione delle funzionalità si accompagna quella dei modelli necessari a eseguirle sul computer.
In macOS 27 Golden Gate, infatti, manca l’interruttore generale per disattivare Apple Intelligence. Chi preferisce farne a meno deve intervenire sulle singole impostazioni, ma questa procedura lascia comunque i modelli sul disco. Lo spazio resta quindi occupato anche quando le funzionalità non vengono utilizzate o sono state disabilitate una per una. La differenza rispetto alle versioni precedenti riguarda così sia la gestione delle preferenze sia le risorse locali: rinunciare alle funzioni AI attraverso le impostazioni non comporta automaticamente la cancellazione dei file che le alimentano.
A sviluppare il programma è Om Lahore, che lo ha pubblicato su GitHub presentando la disattivazione come «completamente reversibile». Lo sviluppatore indica un’occupazione di circa 12 GB per i modelli di Apple Intelligence, anche se questi possono arrivare a occupare oltre 30 GB. Il riferimento ai 12 GB va quindi letto come una dimensione indicativa, non come un valore identico per tutte le installazioni. Il recupero di spazio si lega alla presenza dei modelli sul singolo computer, oltre che alla scelta di quali capacità mantenere attive.
L’intervento comprende Siri, gli strumenti di scrittura, Genmoji, Image Playground, l’estensione di ChatGPT e le funzioni di riepilogo. Dopo averle disattivate, RemoveMacAI elimina i modelli e impedisce a macOS di scaricarli nuovamente. La dettatura continua invece a funzionare perché dipende da un’impostazione separata, come ha spiegato lo sviluppatore. Il programma agisce dunque su un insieme preciso di servizi: la rimozione di Apple Intelligence non comporta la perdita di ogni possibilità di inserire testo attraverso la voce.
Il funzionamento si basa su un profilo di configurazione che l’utente approva nelle Impostazioni di Sistema e sul servizio di gestione degli asset della stessa Apple. La System Integrity Protection resta attiva e il programma non modifica direttamente i contenuti della directory /System. Il percorso descritto dallo sviluppatore passa quindi attraverso il profilo approvato e il servizio di Apple, mantenendo operativa la protezione del sistema. È un dettaglio tecnico centrale per comprendere come lo strumento ottenga la disattivazione e la cancellazione dei modelli.
Per annullare l’operazione è disponibile il comando removemacai revert, che rimuove il profilo. Quando l’utente riattiva una funzione, macOS scarica nuovamente i modelli necessari. Lo sviluppatore afferma inoltre che è possibile eliminare soltanto le capacità indesiderate e conservare le altre. Per chi utilizza il Mac anche nel lavoro, questa possibilità consente di scegliere quali strumenti mantenere nella propria attività, senza dover necessariamente rinunciare all’intero insieme di funzionalità.
Alcuni utenti di Reddit hanno segnalato che il programma funziona e il progetto ha raccolto 1.700 stelle su GitHub nella rilevazione riportata nel testo disponibile. L’interesse si accompagna a reazioni critiche verso l’integrazione dell’AI: un utente di Hacker News ha paragonato il ricorso a script esterni alle operazioni di pulizia delle installazioni Windows, lamentando la necessità di strumenti di terzi per recuperare il controllo sulle risorse del computer. Mentre Apple concentra crescente attenzione sugli aggiornamenti basati sull’intelligenza artificiale, queste reazioni esprimono una richiesta concreta: poter scegliere quali componenti software tenere sul proprio Mac.