La diffusione dell’intelligenza artificiale nella gestione dei viaggi aziendali incontra due ostacoli principali: la protezione dei dati e la fiducia nei risultati prodotti dai sistemi. Nei sondaggi condotti durante il FCM Singapore Summit, il 52% dei partecipanti ha indicato privacy e sicurezza dei dati come maggiore freno all’espansione dell’AI. Il 47% ha invece segnalato dubbi sull’accuratezza delle analisi generate. Sono questioni che riguardano l’impiego quotidiano della tecnologia, oltre alla sua capacità di elaborare informazioni.
Il summit annuale ha riunito oltre 100 responsabili del business travel attorno al tema Intelligence that Travels. Le risposte raccolte mostrano quali condizioni pesano sulle decisioni di adozione: chi gestisce trasferte per un’organizzazione deve poter valutare sia come vengono trattati i dati sia quanto siano affidabili le indicazioni ricevute. I due timori riguardano momenti diversi dello stesso processo, dalla gestione delle informazioni alla scelta di un’azione sulla base dell’output dell’AI.
La preferenza per il controllo umano emerge con più forza quando il viaggio subisce un’interruzione urgente. Alla domanda su quale soluzione dia maggiore fiducia in queste circostanze, il 73% dei buyer aziendali ha scelto un consulente supportato dall’AI che opera in background. Solo il 23% ha preferito raccomandazioni formulate da un’AI autonoma. Il divario suggerisce che, nella gestione di un’emergenza, gli strumenti automatici siano più graditi come supporto a una persona che come unico riferimento per decidere.
Nel suo intervento, Vicki Parris, managing director di FCM Travel Asia, ha osservato che le metriche tradizionali, come il controllo dei costi e la semplice conformità alle policy, non bastano più a costruire resilienza operativa. Il richiamo sposta l’attenzione da ciò che un programma di viaggio riesce a far rispettare a come reagisce quando le condizioni cambiano. In questa prospettiva, l’adozione dell’AI si misura anche sulla capacità di sostenere decisioni affidabili nei passaggi più delicati.
Per affrontare i timori relativi a privacy ed esecuzione, FCM ha posto l’accento sull’integrazione della governance dell’AI nei flussi di lavoro attraverso la propria piattaforma Sam. Prabu Sangar, responsabile delle operazioni tecnologiche e delle integrazioni di FCM Travel Asia, ha sottolineato che la fiducia deve essere prevista nella progettazione del software, insieme a una supervisione umana obbligatoria. È una risposta che collega le regole d’uso della tecnologia alle attività in cui vengono applicate, anziché trattarle come un tema separato.
Il programma del summit ha incluso discussioni sulla distribuzione NDC, sul duty of care e sulla gestione delle crisi, con il sostegno di Singapore Airlines, Accor, Visa, Etihad Airways e International SOS. Sono ambiti che attraversano diverse fasi della trasferta, dalla distribuzione dei servizi all’assistenza quando si presenta un problema. Nel quadro emerso dall’incontro, il modello preferito dai buyer durante le interruzioni urgenti affida all’AI un ruolo di supporto e mantiene il consulente al centro della risposta.