Tecnologia Microsoft colpisce la filiera del cybercrimine
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25/06/2026

Un'operazione coordinata ha colpito Amadey, StealC e SocGholish, interrompendo server, domini e accessi usati per frodi e ransomware.

Microsoft colpisce la filiera del cybercrimine

Le autorità internazionali e un gruppo di aziende tecnologiche private hanno colpito una vera catena di montaggio del cybercrimine, interrompendo strumenti usati per raccogliere credenziali, controllare dispositivi compromessi e alimentare frodi online. L'operazione ha portato alla scoperta di fino a 27 milioni di credenziali rubate e di 47 milioni di dollari in asset crypto di origine criminale, oltre al blocco di infrastrutture operative impiegate in campagne di ransomware e truffe finanziarie.

Il cuore dell'intervento è stato il targeting simultaneo di due piattaforme distinte ma spesso utilizzate nello stesso ecosistema criminale: Amadey e StealC. La prima è una piattaforma di malware-as-a-service osservata in attività almeno dal 2018, usata per compromettere dispositivi e distribuire payload dannosi. La seconda è un servizio di infostealer-as-a-service progettato per sottrarre password, cookie di autenticazione, wallet di criptovalute, estensioni del browser e file selezionati in base a criteri definiti dai clienti criminali.

Amadey e StealC non sono lo stesso prodotto e vengono gestiti in modo indipendente. La loro diffusione, però, li ha resi complementari per molti operatori: Amadey consente l'accesso iniziale ai dispositivi, mentre StealC monetizza quell'accesso sottraendo dati sensibili. Microsoft ha dichiarato di avere individuato, attraverso analisi condotte con AI, elementi di infrastruttura condivisa tra i due strumenti. Questo passaggio ha permesso ai legali dell'azienda di chiedere un intervento capace di colpirli nello stesso momento.

Amadey apriva le porte, StealC trasformava gli accessi in dati rubati

La leva giuridica è stata altrettanto centrale. Con prove di sovrapposizione infrastrutturale, Microsoft ha invocato gli statuti RICO, normalmente usati contro la criminalità organizzata, trattando i due strumenti come parte di una singola cospirazione. L'azienda ha affermato di avere interrotto oltre 200 server di comando e controllo e di avere reciso il controllo criminale su più di 18.000 computer infetti. Per le imprese, il punto operativo è chiaro: il rischio non nasce solo dal singolo malware, ma dall'integrazione tra servizi criminali modulari.

Europol, che ha coordinato la parte di enforcement, ha fornito un quadro più ampio dell'azione complessiva: durante l'intervento sono stati trattati 326 server e 142 domini da forze dell'ordine e partner privati. L'effetto dichiarato è stato quello di aumentare l'attrito per gli attaccanti, rendendo più difficile avviare, diffondere o ripristinare le campagne. È un approccio che punta meno alla rimozione di un singolo nodo e più alla disarticolazione dei servizi che consentono al crimine informatico di scalare.

L'AI ha aiutato a collegare strumenti criminali gestiti separatamente

Nell'operazione rientra anche SocGholish, loader malware collegato al gruppo russo Evil Corp e diffuso attraverso siti compromessi. Gli utenti che visitano quei siti vengono indotti a installare applicazioni trojanizzate presentate come estensioni del browser o software legittimi. Europol ha dichiarato di avere risposto ripulendo siti WordPress infetti, sollecitando gli amministratori a cambiare credenziali e rafforzare la sicurezza, e notificando le parti i cui dati erano stati esposti dalle attività legate a SocGholish.

L'operazione ha aumentato l'attrito operativo per le reti cybercriminali

All'azione hanno partecipato Paesi tra cui Canada, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti. La fotografia che emerge è quella di un mercato criminale sempre più industrializzato, in cui accesso, furto di credenziali, distribuzione di payload e monetizzazione possono essere acquistati come servizi separati. Colpirli insieme non elimina il problema, ma interrompe per un periodo la continuità operativa di una filiera che vive di automazione, infrastrutture riutilizzabili e clienti ricorrenti.

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