La International Finance Corporation (IFC), parte del Gruppo Banca Mondiale, ha annunciato un’iniziativa da 700 milioni di dollari per ampliare l’accesso ai pagamenti digitali nei mercati emergenti. Il programma si basa sulla condivisione del rischio e si rivolge agli intermediari finanziari che offrono questi servizi. L’obiettivo è consentire a banche e operatori fintech di raggiungere più consumatori e piccole imprese, comprese le imprenditrici e le persone storicamente escluse dal sistema finanziario formale.
Il punto di partenza sono i requisiti finanziari che limitano la partecipazione degli intermediari ai circuiti globali di pagamento. In molti mercati emergenti, queste condizioni rappresentano un ostacolo all’offerta di servizi digitali e contribuiscono a mantenere milioni di persone legate alle transazioni in contanti. L’intervento affronta quindi un vincolo che riguarda chi eroga il servizio, con l’intento di ampliare le possibilità di accesso per chi deve utilizzarlo.
Lo strumento scelto consiste in garanzie che coprono una parte del rischio di credito legato al regolamento dei pagamenti. È attraverso questa copertura che IFC punta ad agevolare la partecipazione di banche e fintech agli ecosistemi internazionali. La dotazione annunciata sostiene dunque un meccanismo di ripartizione del rischio: il passaggio operativo al centro del programma è rendere più accessibile agli intermediari l’offerta di servizi di pagamento digitali.
Per Makhtar Diop, direttore generale di IFC, l’espansione dei pagamenti digitali è cruciale per la creazione di posti di lavoro e l’inclusione economica. L’iniziativa punta anche a promuovere la concorrenza, migliorare la qualità dei servizi e aumentarne l’accessibilità. L’ambizione riguarda perciò sia la diffusione degli strumenti di pagamento sia le condizioni dell’offerta, collegando l’ingresso di più utenti a un mercato dei servizi finanziari più aperto.
Le proiezioni di IFC indicano che gli istituti partecipanti emetteranno 360 milioni di carte di pagamento aggiuntive e acquisiranno 90 milioni di nuovi utenti attivi. Sono due dimensioni dell’espansione attesa: da una parte gli strumenti messi a disposizione, dall’altra le persone che utilizzeranno i servizi. Si tratta di risultati previsti nell’ambito dell’iniziativa, non di volumi già raggiunti dagli operatori coinvolti.
Tra i nuovi utenti attivi attesi figurano 39 milioni di donne. Il dato dà una dimensione concreta all’obiettivo di inclusione femminile del programma, che comprende esplicitamente le imprenditrici tra i destinatari. Per queste attività, l’accesso ai pagamenti digitali rientra nel più ampio percorso di partecipazione al sistema finanziario formale promosso da IFC, insieme al coinvolgimento dei consumatori che finora ne sono rimasti esclusi.
Per le piccole imprese, il programma mira a favorire l’integrazione nell’economia digitale, sostenendo crescita e occupazione. Sul piano dei volumi, la previsione indica un incremento delle transazioni digitali pari a 280 miliardi di dollari entro il 2026. L’obiettivo estende così il perimetro dell’intervento dall’accesso individuale ai servizi alla partecipazione delle attività economiche, mettendo in relazione la diffusione dei pagamenti con le prospettive di sviluppo dei mercati interessati.
L’iniziativa apre inoltre possibili spazi di collaborazione per le organizzazioni impegnate nell’alfabetizzazione finanziaria, nell’autonomia economica e nella parità di genere. Un accesso più ampio ai pagamenti digitali può aiutare le realtà locali a migliorare l’erogazione dei propri servizi e a coinvolgere più beneficiari. È su queste attività che le potenziali partnership possono affiancare il lavoro degli intermediari, accompagnando l’accesso agli strumenti con iniziative rivolte alla partecipazione economica.