Il mondo del business è affascinato dalle abitudini dei grandi leader, quei rituali quotidiani che sembrano custodire i segreti del successo. La serie "Power Hours" di Business Insider ha intervistato CEO, fondatori, investitori e personaggi pubblici di primo piano per scoprire come organizzano realmente le loro giornate. Dopo mesi di interviste, l'analisi dei dati ha rivelato schemi ricorrenti che vanno ben oltre i soliti consigli sulla produttività.
Ciò che emerge con forza è un approccio filosofico preciso: le prestazioni ottimali non derivano dall'ammassare più attività possibili in ventiquattro ore, ma dal prendere decisioni migliori all'interno del tempo disponibile. I momenti di inizio e fine giornata sono progettati con cura, le riunioni sono strutturate anziché improvvisate, movimento e riflessione diventano elementi irrinunciabili.
Il paradosso dello smartphone mattutino
Molti predicano il distacco tecnologico al risveglio, ma la realtà dei top manager è più sfumata. Stacey Kennedy, amministratrice delegata di Philip Morris International, si concede cinque minuti per controllare la posta elettronica prima di iniziare la sua routine. Alle 6:30 è già in piedi, pronta per una passeggiata consapevole nel quartiere, seguita da quindici minuti di yoga prima di raggiungere l'ufficio alle 8.
Tori Dunlap, CEO di Her First 100K, dà una rapida occhiata al telefono appena sveglia, poi esce per una camminata circadiana lungo l'acqua, un'abitudine che secondo lei migliora digestione, metabolismo ed energia. Anche Meredith Whittaker, presidente di Signal, mantiene questo equilibrio: sveglia alle 6:30, frullato proteico, caffè al cardamomo, musica dance e yoga immancabile, pur riservandosi tempo per aggiornarsi sulle ultime novità dell'intelligenza artificiale.
La posta elettronica non detta l'agenda
Carter Reum, investitore e marito di Paris Hilton, ha individuato un problema comune: nel momento in cui apre l'inbox, perde il controllo della giornata e inizia semplicemente a reagire alle richieste altrui. La sua soluzione è scrivere le priorità prima di aprire l'email. Mark Cuban ha scelto una strada diversa ma ugualmente efficace: gestisce la posta su tre telefoni contemporaneamente, smaltendo tra 700 e 1.000 messaggi al giorno mentre si sposta.
Questo approccio, per quanto estremo, gli permette di evitare quelle che definisce "lunghe riunioni noiose" e dedicare più tempo alle sue reali priorità. Il messaggio è chiaro: l'inbox può essere uno strumento di controllo, non una fonte di distrazione, se gestita strategicamente.
Rituali liquidi per iniziare bene
La bevanda mattutina non è solo caffeina per molti dei leader intervistati. Kennedy inizia invariabilmente con un doppio espresso dalla sua macchina Nespresso. David Risher, CEO di Lyft e autoproclamato "caffè-dipendente", è anch'egli fedele a Nespresso e ammette di essere ancora alla ricerca della capsula perfetta.
Reum preferisce un cold brew dalla sua macchina Cumulus, mentre Andrew Yang, ex candidato presidenziale e imprenditore, opta per un matcha ghiacciato con latte d'avena, solitamente acquistato in un caffè locale. Mark Rivers, CEO di Canyon Ranch, ha trasformato questo momento in un'occasione sociale: organizza quotidianamente un ritrovo chiamato "cowboy coffee", dove staff e ospiti sorseggiano caffè attorno a un fuoco prima che la giornata entri nel vivo.
Proteine al centro della colazione
Un trend nutrizionale emerso costantemente riguarda la colazione ricca di proteine. Justin Nedelman, CEO di Pressed Juicery, salta la colazione tre giorni a settimana, ma quando mangia privilegia grassi e proteine rispetto ai carboidrati: succo verde, avocado o pesce alla griglia con insalata, yogurt greco magro con frutta e semi.
Will Ahmed, CEO di Whoop, consuma da sei a otto uova nelle mattine in cui si allena (una quantità "più moderata" negli altri giorni). L'amore per le uova è condiviso da Sunny Jiang, CEO di Eyebuydirect, che si definisce "una grande fan delle uova". Arthur C. Brooks, esperto di felicità, dopo l'allenamento torna a casa per una colazione proteica a base di yogurt greco, proteine in polvere, noci e frutti di bosco.
L'esercizio fisico come strumento mentale
Kevin O'Leary, stella di "Shark Tank", pedala per 12 miglia ogni mattina per "longevità e acutezza mentale", altrimenti, dice, "succedono cose brutte". Jimmy Spithill, CEO del team Redbull Italy SailGP, va in palestra prima di qualsiasi altra cosa perché prende decisioni migliori dopo aver attivato la circolazione.
Brooks è in palestra alle 4:45, un'ora di allenamento intenso senza podcast né distrazioni, una scelta che secondo lui preserva la dopamina, fondamentale per la concentrazione. Jiang giura su un mix di 30 minuti tra camminata veloce e corsa lenta, seguiti da 20 minuti di sollevamento pesi, mentre Ahmed inizia la giornata con un trainer per un'ora di allenamento di forza.
Meditazione come ancora quotidiana
Quando la lista delle cose da fare sembra infinita, questi leader non spingono più forte, ma si rivolgono all'interno. Ahmed pratica meditazione da oltre undici anni, dedicando ogni mattina tra 10 e 20 minuti a occhi chiusi, respirando profondamente e lasciando che i pensieri si depositino. Rivers adotta un approccio diverso, usando uno schema strutturato di respirazione la sera per calmare la mente prima di andare a letto alle 20:30.
Per altri, la meditazione è strettamente legata alla fede. Bozoma Saint John, ex CMO di Netflix e attuale star di "Real Housewives", inizia le mattine con fino a un'ora di meditazione, lettura o preghiera, una routine che secondo lei le porta la massima chiarezza. Brooks partecipa alla messa cattolica ogni mattina alle 6:30, anche se significa trovare una chiesa quando viaggia: il focus meditativo della messa lo aiuta a regolare l'umore, affinare la creatività e sostenere la capacità di concentrazione.
Camminare con uno scopo
Una passeggiata non è sempre una pausa dal lavoro, può farne parte. Risher cammina 30 minuti ogni giorno per procurarsi un matcha ghiacciato, trasformando a volte questo momento in un'opportunità per un incontro individuale con un membro del suo team. Quando lascia l'ufficio, prima di salire in bicicletta per il resto del tragitto verso casa, usa la camminata per fare telefonate o ascoltare podcast.
Ahmed tiene riunioni camminando all'aperto e ha acquistato una scrivania da passeggio che è determinato a usare più spesso. Yang sfrutta la camminata verso il pranzo per ricevere aggiornamenti dal suo team. Il movimento diventa così un momento produttivo, non sottratto al lavoro.
Riunioni progettate, non casuali
Senza barriere, le riunioni possono soffocare il lavoro reale. Emily Fontaine, responsabile globale del venture capital di IBM, mantiene gli incontri brevi e intenzionali, limitandone la maggior parte a 20 minuti ed evitando quando possibile la programmazione consecutiva. Jiang delega le riunioni non essenziali e stabilisce aspettative chiare per quelle a cui partecipa.
Kennedy ha creato le riunioni P.O.D.D. – acronimo di problema, opportunità, discussione e decisione – per creare spazio a conversazioni che non rientrano facilmente nel calendario. Whittaker protegge le mattine per lavoro concentrato e solitario, raggruppando la maggior parte delle conversazioni in un lungo blocco pomeridiano, spesso dalle 14 alle 21. Kennedy spinge la pianificazione ancora oltre, programmando molte riunioni con un anno di anticipo.
Rituali serali per staccare davvero
Dopo una lunga giornata lavorativa, può essere difficile "spegnere" il cervello, così i leader si affidano a rituali semplici e offline per segnalare che la giornata è finita. Per Dunlap, questo rituale è la lettura: qualsiasi cosa, dal fantasy erotico ai gialli. Il genere conta meno dell'abitudine stessa. La sera tiene anche un diario, usando questa pratica per elaborare i pensieri e resettarsi per il giorno successivo.
Kennedy preferisce concludere le serate con 30-60 minuti di lettura, anche quando il marito cerca di convincerla a guardare una serie TV, riservando però i romanzi al weekend. Brooks chiude la giornata recitando il rosario con la moglie ed evita gli schermi prima di andare a letto alle 21. Whittaker termina le sue serate riordinando e ascoltando musica, podcast o un servizio audio che legge articoli accademici ad alta voce, creando una transizione dolce fuori dalla modalità lavoro.