Case study

Niva Bupa aumenta del 40% il budget marketing

Niva Bupa aumenterà del 40% gli investimenti marketing nel FY27, unificando campagne, canali e misurazione attorno ai risultati di business.

21 lug 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Niva Bupa aumenta del 40% il budget marketing
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Niva Bupa Health Insurance prepara un aumento del 40% del budget marketing nel FY27, accompagnato da una revisione profonda della strategia media. L’assicuratore vuole superare la tradizionale separazione tra attività di branding e campagne orientate alle prestazioni, adottando un modello integrato nel quale ogni investimento viene valutato rispetto agli stessi obiettivi aziendali. Le risorse aggiuntive saranno concentrate soprattutto nelle aree in cui la notorietà del marchio rimane inferiore alla posizione raggiunta dalla società nel mercato retail nazionale.

La trasformazione parte dal comportamento del consumatore, descritto dal chief marketing officer Nimish Agrawal come un percorso senza confini rigidi tra ricerca, navigazione, streaming e acquisto. Niva Bupa ha quindi consolidato le spese di brand e performance marketing: campagne televisive, iniziative digitali, collaborazioni con influencer e sponsorizzazioni vengono ora misurate attraverso parametri comuni. L’obiettivo è ottenere l’impatto di una campagna integrata, evitando che singole attività procedano in modo frammentato.

Nei mercati prioritari, l’espansione passerà attraverso precision digital marketing, accordi con influencer, alleanze con Google e collaborazioni con creator su YouTube. La stessa logica ha cambiato la pianificazione dei mezzi: al posto di budget separati per televisione, digitale, piattaforme OTT, stampa e pubblicità esterna, l’azienda utilizza un approccio definito “screen planning”. L’attenzione si concentra su tre interfacce principali: smartphone, televisore tradizionale e connected TV.

Il budget cresce del 40%, ma ogni investimento dovrà rispondere agli stessi KPI

Il peso del mobile è sostenuto dai dati interni: circa l’80% del traffico web di Niva Bupa proviene da dispositivi mobili, che rappresentano così il principale veicolo di acquisizione. Le connected TV vengono invece impiegate per raggiungere famiglie con maggiore capacità di spesa, mentre la televisione lineare continua a garantire copertura nei territori dove la penetrazione del broadcasting resta elevata. La pianificazione segue dunque gli schermi attraversati dal pubblico, ottimizzando la portata complessiva anziché ragionare per compartimenti di canale.

Ogni campagna viene sottoposta a tre gruppi di KPI. Il primo misura la salute del marchio attraverso ricordo spontaneo, notorietà, preferenza e considerazione. Il secondo osserva il coinvolgimento tramite engagement rate, click-through rate, completamento dei video e social listening. Il terzo collega direttamente la comunicazione ai risultati: traffico sul sito, generazione di lead e conversioni in polizze. Per Agrawal, anche televisione, creator e sponsorizzazioni diventano canali di performance quando producono traffico e vendite.

Il mobile genera circa l’80% del traffico web di Niva Bupa

Tra gli investimenti principali figura la partnership con i Commonwealth Games di Glasgow 2026. Niva Bupa sponsorizzerà l’evento in India, mentre la controllante Bupa lo sosterrà su scala globale. La società ha preferito questa manifestazione a proprietà sportive più affollate e costose, come l’IPL. La campagna non insisterà soltanto sulle vittorie, ma racconterà infortuni, riabilitazione, esami medici, battute d’arresto e percorsi di recupero degli atleti, collegandoli alla missione del marchio nell’accesso alle cure.

Il digitale genera attualmente tra l’8% e il 9% del nuovo business direct-to-consumer. Secondo Agrawal, Niva Bupa cresce a un ritmo vicino al doppio di quello complessivo del settore assicurativo sanitario, mentre il business digitale avanza a una velocità circa doppia rispetto alla stessa azienda. L’obiettivo è farlo progredire a un ritmo compreso tra due e due volte e mezzo la crescita complessiva, mantenendo sotto controllo la sostenibilità economica del canale.

Televisione, creator e sponsorizzazioni diventano performance quando producono risultati

Anche i contenuti seguono una proporzione definita: la strategia 30:70 assegna il 30% dei messaggi a lanci di prodotto e annunci di marca, riservando il restante 70% a testimonianze, creator ed esperienze reali. In parallelo, il richiamo di Agrawal agli eccessi di spesa sulla GenAI introduce una cautela coerente con l’intero impianto: tecnologie, mezzi e collaborazioni devono dimostrare il proprio contributo a coinvolgimento, traffico e conversioni. L’aumento del budget procede così insieme a una disciplina più stretta nella sua allocazione.

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