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Nell’UE cresce il contante, spinto dal rischio cyber

Nell’UE aumentano le riserve di contante: guerre, incendi e attacchi informatici alimentano la ricerca di un’alternativa ai pagamenti digitali.

21 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Nell’UE cresce il contante, spinto dal rischio cyber
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Nell’Unione europea il contante continua a crescere, anche se nelle città i pagamenti tramite smartphone e carte contactless stanno progressivamente sostituendo monete e banconote negli acquisti quotidiani. A fotografare questo apparente contrasto è Philip Lane, capo economista della Banca centrale europea: diminuisce l’uso del denaro fisico nelle transazioni, ma aumenta la quantità complessivamente conservata da cittadini e famiglie.

Alla base del fenomeno non c’è un ritorno alle vecchie abitudini di pagamento, bensì una maggiore attenzione alla preparazione alle emergenze. Guerre, incendi, alluvioni, tempeste e soprattutto il rischio di attacchi informatici capaci di interrompere i sistemi elettronici stanno spingendo una parte della popolazione a considerare le banconote come una riserva operativa. Il contante resta infatti utilizzabile quando reti mobili, terminali e servizi di pagamento online non sono disponibili.

Nel 2025 ai cittadini dell’UE è stato consigliato di tenere cibo, acqua e beni essenziali sufficienti per affrontare almeno 72 ore di emergenza. Le indicazioni, maturate anche sullo sfondo dei devastanti incendi in Francia e Spagna, includevano un kit composto da acqua in bottiglia, radio a transistor, alimenti in scatola e denaro contante. La logica è quella di garantire un’autonomia minima quando infrastrutture e servizi ordinari risultano temporaneamente compromessi.

Il contante perde terreno negli acquisti, ma cresce come riserva per le emergenze

I dati attribuiti alla BCE mostrano l’ampiezza del cambiamento: il valore delle banconote in circolazione è salito da circa 1 miliardo nel 2016 a 1,6 miliardi nel giugno 2026. Le banconote in circolazione sono ora oltre 31 milioni, contro i 24 milioni registrati poco prima della pandemia, nel 2019. Nel 2025 il taglio da 50 euro è risultato il più utilizzato, seguito da quello da 100 euro.

Alcuni Paesi hanno già trasformato questa impostazione in raccomandazioni più precise. Austria, Finlandia, Germania, Svezia e Paesi Bassi hanno invitato le famiglie a conservare tra 70 e 100 euro in contanti. La somma è considerata sufficiente a coprire gli acquisti essenziali per tre giorni nel caso in cui i pagamenti online o mobili diventino indisponibili.

Guerre e rischi cyber spingono le famiglie a conservare denaro fisico

Per imprese, commercianti e operatori finanziari emerge una doppia esigenza. Da una parte prosegue l’adozione dei pagamenti contactless, sostenuta dalla comodità degli strumenti digitali; dall’altra resta necessario garantire la continuità dei canali fisici. Lane ha chiesto una legislazione capace di tutelare le reti degli sportelli automatici, infrastrutture decisive per consentire l’accesso alle banconote durante una crisi.

La resilienza dei pagamenti passa anche dalla tutela degli sportelli automatici

La BCE considera così il denaro fisico un elemento critico della resilienza nazionale. Il calo dell’impiego giornaliero e l’aumento delle riserve domestiche formano quello che l’istituto definisce un paradosso: il contante perde terreno come strumento ordinario, ma acquista una nuova funzione come assicurazione contro l’indisponibilità temporanea del digitale. La trasformazione dei pagamenti europei procede quindi su due binari, con l’innovazione tecnologica affiancata da una riserva analogica destinata alle situazioni estreme.

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