Tecnologia

Meta blocca le riprese nascoste con gli smart glass

Meta corregge una falla che permetteva di registrare di nascosto con gli smart glass e avvia una campagna per spiegare il funzionamento del LED.

28 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Meta blocca le riprese nascoste con gli smart glass
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Meta sta aggiornando i suoi smart glass basati sull’intelligenza artificiale per impedire le registrazioni nascoste. La correzione chiude una falla che consentiva agli utenti di continuare a filmare dopo aver coperto il LED frontale, il segnale luminoso progettato per avvertire le persone vicine quando la fotocamera è in funzione. Con il nuovo aggiornamento, la videocamera smetterà di funzionare se la luce viene oscurata durante una registrazione.

La modifica è stata annunciata da Alex Himel, vicepresidente della realtà aumentata di Meta. Gli occhiali disattivavano già le fotocamere integrate quando il LED veniva coperto, ma la protezione poteva essere aggirata avviando prima la registrazione e nascondendo la luce soltanto in un secondo momento. Il sistema non interrompeva quindi una ripresa già cominciata, lasciando aperto un evidente margine per effettuare registrazioni non segnalate.

L’intervento arriva poco più di un mese dopo un altro aggiornamento con cui Meta aveva previsto lo spegnimento della fotocamera in caso di manomissione fisica della luce di acquisizione. La successione delle correzioni mostra quanto sia complesso trasformare un indicatore visivo in una protezione affidabile: il LED deve essere riconoscibile dagli astanti, ma anche collegato tecnicamente al funzionamento della fotocamera integrata.

La fotocamera si spegnerà se il LED viene coperto durante la registrazione

Himel ha spiegato che l’azienda continuerà a distribuire aggiornamenti per fare in modo che il LED di acquisizione avverta in maniera affidabile quando fotografie o filmati vengono salvati nella galleria dell’utente. A suo giudizio, soltanto una «piccolissima minoranza» tenta di aggirare queste protezioni. Il dirigente sostiene inoltre che la necessità di ricorrere a simili espedienti dimostri l’efficacia delle misure già introdotte.

Gli smart glass hanno però alimentato preoccupazioni legate alla privacy e alle molestie. Alcuni utenti sono stati accusati di riprendere altre persone senza consenso o di filmare scherzi destinati ai social media coinvolgendo passanti casuali. A queste contestazioni si è aggiunta la prospettiva dell’introduzione di una funzione di riconoscimento facciale, contribuendo alla nascita di una campagna globale contraria agli occhiali.

Correzione software e comunicazione diventano due facce della stessa strategia

La risposta di Meta non si limita alla correzione software. L’azienda ha avviato una propria campagna informativa nelle comunità in cui le vendite degli occhiali sono state particolarmente sostenute. Il portavoce Albert Aydin ha presentato l’iniziativa come uno strumento per aumentare la conoscenza del significato della luce, cercando così di rendere immediatamente comprensibile la relazione tra accensione del LED e acquisizione delle immagini.

Un cartellone installato a Los Angeles mostra gli smart glass accompagnati da un messaggio diretto: la fotocamera permette di catturare il momento, mentre la luce informa chi si trova nelle vicinanze. Un video diffuso dalla società ribadisce lo stesso principio: il segnale indica che gli occhiali stanno acquisendo fotografie o filmati, mentre l’assenza della luce dovrebbe corrispondere all’assenza di registrazione. La formula «nessuna luce, nessuna acquisizione» diventa così la promessa pubblica del dispositivo.

Per gli smart glass, la fiducia passa dalla visibilità della registrazione

Correzione tecnica e comunicazione procedono quindi insieme. Meta deve rendere il segnale luminoso resistente ai tentativi di elusione e, nello stesso tempo, convincere utenti e passanti che quel segnale rappresenti una garanzia verificabile. Per gli smart glass, la fiducia non dipende soltanto dalle capacità dell’intelligenza artificiale o dalla qualità della fotocamera: passa anche dalla possibilità, per chi è davanti all’obiettivo, di capire subito se sta venendo ripreso.

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