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Mave raccoglie 28 milioni per la cybersicurezza con l'AI

Mave raccoglie 28 milioni di dollari e porta i finanziamenti totali a 34 milioni. I fondi sosterranno ricerca AI, prodotti ed espansione internazionale.

23 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Mave raccoglie 28 milioni per la cybersicurezza con l'AI
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Mave ha raccolto complessivamente 34 milioni di dollari, di cui 28 milioni attraverso un round di Serie A guidato da Red Dot Capital Partners, con la partecipazione di Lumir Growth Partners. All’operazione hanno aderito anche Dell Technologies Capital ed Emerge Ventures, già investitori nel precedente round seed da 6 milioni. La società sviluppa una piattaforma di intelligenza artificiale agentica per le operazioni di sicurezza delle imprese, collegando gli strumenti già utilizzati dai team per rilevare, indagare e contrastare le minacce.

Il finanziamento accompagna una crescita commerciale che l’azienda quantifica in un aumento dei ricavi ricorrenti annuali di oltre il 400% nell’ultimo anno, insieme alla sottoscrizione di contratti con valori a sette cifre. Mave dichiara che la propria tecnologia è già utilizzata da organizzazioni Fortune 50 e da fornitori globali di servizi di sicurezza gestiti. Tra i clienti figurano anche realtà attive nei servizi finanziari e nella sanità, settori nei quali la piattaforma viene impiegata in ambienti regolamentati.

Fondata nel 2025 dall’amministratore delegato Raziel Oren e dal direttore tecnologico Guy Eshel, Mave affronta la frammentazione operativa dei team di sicurezza. Gli analisti lavorano spesso con numerosi sistemi scollegati e devono ricomporre manualmente gli elementi raccolti prima di arrivare a una valutazione. L’obiettivo della piattaforma è trasformare questi strumenti in un sistema coordinato, capace di accompagnare l’intero percorso che va dall’individuazione di una minaccia alla risposta all’incidente.

Il round di Serie A porta a 34 milioni di dollari i finanziamenti complessivi di Mave.

La scelta architetturale riguarda soprattutto il modo in cui vengono recuperate le informazioni. Le piattaforme SIEM, dedicate alla gestione delle informazioni e degli eventi di sicurezza, aggregano tipicamente i dati in ambienti centralizzati. Secondo Mave, questo approccio non offre sempre un contesto in tempo reale sufficiente su identità, configurazioni, infrastrutture e condizioni di sicurezza. I suoi agenti interrogano invece direttamente le applicazioni attraverso le rispettive interfacce native, recuperando i dati durante l’indagine e combinandoli in una valutazione unitaria, senza richiederne la centralizzazione in un database separato.

Su questa base, l’azienda afferma che la piattaforma può esaminare il 100% degli avvisi di sicurezza nell’arco di pochi minuti, individuare falsi positivi, riconoscere campagne di attacco attive e avviare azioni di risposta approvate. Mave riferisce inoltre di avere già supportato la gestione di incidenti in corso, isolando i sistemi coinvolti, disabilitando identità compromesse e bloccando attività malevole. Il prodotto interviene quindi anche nella fase operativa successiva all’indagine, entro i permessi stabiliti dall’organizzazione.

Gli agenti interrogano gli strumenti di sicurezza durante le indagini, senza richiedere un database separato.

Il controllo delle attività passa attraverso policy di autorizzazione con cui i team definiscono quali risposte gli agenti possono eseguire e quando sia necessario l’intervento umano. La piattaforma conserva inoltre traccia di interrogazioni, decisioni e azioni, a supporto della trasparenza e delle verifiche. Per le imprese, questo significa poter ricostruire il percorso seguito dal sistema e stabilire in anticipo i confini della sua autonomia, mantenendo un ruolo esplicito per il giudizio degli specialisti nelle operazioni di sicurezza.

Il motore combina flussi di lavoro specializzati, piccoli modelli linguistici ottimizzati e modelli di frontiera più grandi, per gestire sia attività ad alto volume sia indagini complesse. I nuovi capitali saranno destinati a far avanzare la ricerca sull’AI, rafforzare i prodotti di sicurezza enterprise ed espandere la presenza internazionale. Il programma comprende anche assunzioni nelle funzioni di ingegneria, ricerca e sviluppo commerciale, collegando l’evoluzione tecnologica all’ampliamento della capacità di vendita.

I team stabiliscono quali risposte affidare agli agenti e quando richiedere l’intervento umano.

Mave conta già oltre 30 dipendenti. Oren ha prestato servizio come capitano nell’Unità 8200 israeliana e ha guidato le attività commerciali di Wing Security. Eshel, già maggiore nella stessa unità, è stato tra i primi dipendenti di Alterya e successivamente vicepresidente della ricerca e sviluppo, prima dell’acquisizione da parte di Chainalysis. La piattaforma è disponibile sul mercato: lo sviluppo delle prossime capacità AI e l’ampliamento dell’organico accompagneranno il percorso di adozione presso le imprese di maggiori dimensioni.

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