Baidu ha avviato a Londra i test dei suoi veicoli autonomi, entrando in una competizione che coinvolge alcune delle maggiori piattaforme di mobilità. La sperimentazione è condotta insieme a Lyft e Freenow, l’app tedesca dedicata a taxi e mobilità multimodale acquisita dalla società statunitense. In questa prima fase, sulle vetture sono presenti operatori umani incaricati della sicurezza.
I test sono iniziati martedì, quasi un anno dopo la partnership strategica siglata dalle aziende per distribuire nei principali mercati europei Apollo Go RT6, il robotaxi progettato appositamente da Baidu. I veicoli dovrebbero essere prenotabili attraverso la piattaforma Lyft e, successivamente, tramite Freenow. L’acquisizione di quest’ultima, completata nel 2025 per circa 197 milioni di dollari, ha offerto a Lyft un accesso diretto al mercato europeo del ride-hailing.
La sperimentazione partirà su scala circoscritta: decine di veicoli opereranno nel borough londinese di Brent. Lyft e Freenow stanno proseguendo il confronto con le autorità cittadine e gli organismi responsabili della sicurezza, tra cui Transport for London e il Centre for Connected and Autonomous Vehicles. Il passaggio dai test al trasporto di passeggeri dipenderà infatti dall’autorizzazione regolatoria.
Il Regno Unito sta preparando il quadro normativo per i veicoli autonomi e a maggio ha aperto le candidature a un programma pilota che consente alle aziende di sperimentare sistemi di guida autonoma sotto la supervisione del governo. Baidu e Freenow by Lyft prevedono di invitare il pubblico a richiedere le prime corse nel 2027, senza però indicare una finestra temporale più precisa. La tabella di marcia resta quindi legata sia ai risultati operativi sia alle decisioni delle autorità.
Londra sta assumendo il ruolo di principale terreno di confronto europeo per i robotaxi. Ad aprile Waymo ha iniziato a provare in città i propri veicoli autonomi, anche in quel caso con operatori di sicurezza a bordo. Uber e la britannica Wayve hanno inoltre annunciato l’intenzione di lanciare un servizio londinese nel corso dell’anno. Gli utenti possono già iscriversi a una lista di interesse, mentre la fase iniziale prevede ancora una persona dietro al volante prima del futuro passaggio alle operazioni senza conducente.
Il confronto non riguarda soltanto l’affidabilità della tecnologia. Le piattaforme devono integrare flotte autonome, applicazioni di prenotazione, operatori tradizionali e regole locali in un servizio sostenibile. L’accordo offre a Baidu un canale di distribuzione europeo attraverso Lyft, mentre quest’ultima può affiancare alla propria presenza nel ride-hailing una tecnologia autonoma sviluppata per l’impiego commerciale. Freenow aggiunge la conoscenza del mercato dei taxi e delle dinamiche urbane europee.
Quando il servizio sarà disponibile, Freenow by Lyft intende adottare una rete ibrida: i conducenti umani di taxi e veicoli a noleggio con conducente lavoreranno accanto ai robotaxi. È una formula utilizzata anche dalla concorrente Uber e indica che l’automazione non viene presentata, almeno nella fase iniziale, come una sostituzione completa delle flotte e dei professionisti già attivi.
Il CEO di Freenow by Lyft, Thomas Zimmermann, ha dichiarato che la priorità della piattaforma è fare in modo che la tecnologia autonoma sostenga i conducenti professionisti che mantengono Londra in movimento. La prova di Brent dovrà tradurre questa impostazione in operazioni concrete, misurando la convivenza tra mezzi autonomi e traffico urbano. Il traguardo del 2027 rimane condizionato al via libera regolatorio, ma la corsa per portare i robotaxi sulle strade londinesi è già entrata nella fase dei test sul campo.