LTM ha introdotto BlueVerse RightLogic, un framework di cybersecurity assessment e risk assurance basato sull’intelligenza artificiale, pensato per aiutare le imprese a identificare, valutare e correggere i rischi cyber mentre accelerano l’adozione dell’AI. La proposta nasce per dare alle organizzazioni una lettura più strutturata della propria esposizione, in una fase in cui l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali aumenta anche la complessità della difesa.
Il dato operativo più concreto è il formato dell’ingaggio: quattro-sei settimane per completare un percorso che include diagnostica rapida, assessment approfonditi, una sintesi del rischio pronta per il board e una roadmap di remediation con priorità. L’obiettivo dichiarato è trasformare la valutazione cyber da esercizio frammentato e puntuale a processo continuo, fondato su evidenze e collegato alle decisioni di business.
La soluzione interviene su un terreno sempre più affollato: minacce alimentate dall’AI, infrastrutture digitali in espansione, catene di fornitura software e requisiti regolatori in evoluzione. In questo quadro, RightLogic viene presentato come un modello unificato e allineato al business per comprendere il rischio cyber e rafforzare la postura di sicurezza. Il punto non è solo rilevare vulnerabilità tecniche, ma collegarle alla capacità dell’azienda di adottare l’AI in modo controllato.
Il framework combina un motore end-to-end per la valutazione dell’esposizione AI e cyber con un modello di esecuzione strutturato, che accompagna le organizzazioni dalla misurazione del rischio alla correzione. Questa impostazione punta a superare gli assessment isolati, spesso validi solo nel momento in cui vengono eseguiti, con una gestione più continua e documentabile dell’esposizione. Per imprese con ambienti ibridi, applicazioni stratificate e dipendenze software estese, la continuità della lettura del rischio diventa parte della governance operativa.
Il modello di assessment copre più aree: sicurezza della software supply chain, sistemi legacy, esposizione di rete, identity and access management, rischi specifici dell’AI e readiness di governance. BlueVerse RightLogic integra inoltre una vista esterna dell’esposizione verso gli avversari con una valutazione interna della preparazione aziendale, considerando persone, processi e tecnologia. La fotografia che ne deriva non riguarda quindi soltanto firewall, applicazioni o identità digitali, ma anche la capacità dell’organizzazione di rispondere con processi coerenti.
Krishnan Iyer, Chief Growth Officer di LTM, ha collegato il lancio alla crescita di minacce cyber alimentate dall’AI, descritte come sempre più autonome, scalabili e continue. In questa lettura, le aziende devono adottare una strategia di cybersecurity più completa, capace di misurare l’esposizione, dare priorità agli interventi e costruire una base sicura per un’adozione responsabile dell’AI. Il messaggio è chiaro: l’AI in azienda non può procedere separata dalla gestione del rischio.
La componente di remediation è uno degli elementi centrali dell’offerta. Dopo la fase di diagnosi e assessment, il framework produce una risk summary pensata per il consiglio di amministrazione e una roadmap prioritaria per gli interventi. Questo passaggio traduce il linguaggio tecnico della sicurezza in una forma più utile per chi deve allocare budget, decidere sequenze di intervento e valutare l’impatto sul business. La cybersecurity diventa così un tema di execution, non solo di controllo.
LTM prevede anche un’estensione del supporto attraverso un ecosistema guidato da partner, chiamato a supportare l’implementazione delle correzioni su infrastrutture, applicazioni e dipendenze open-source. La promessa è migliorare la visibilità sul rischio e consentire deployment AI sicuri su scala. Per le imprese, BlueVerse RightLogic si colloca quindi nel punto di incontro tra AI adoption, gestione della superficie d’attacco e governance: tre dimensioni che, nella trasformazione digitale, tendono ormai a procedere insieme.