FPT ha portato davanti a oltre 300 leader d’impresa giapponesi una roadmap per trasformare l’adozione dell’intelligenza artificiale in una capacità operativa stabile, non più confinata a sperimentazioni isolate. Il summit, tenuto dall’1 al 3 luglio, ha messo al centro piattaforme tecnologiche, modelli di collaborazione e strumenti pensati per rendere l’AI un vantaggio competitivo sostenibile.
Nel discorso di apertura, Chu Thi Thanh Ha, Chairwoman di FPT Software e FPT Corporation, ha legato la trasformazione AI a un equilibrio tra tecnologia e fiducia. Ha sottolineato che, anche con l’evoluzione rapida degli strumenti, partnership, visione condivisa e continuità restano elementi centrali nei percorsi di trasformazione. FPT si propone così come partner strategico di lungo periodo per le imprese giapponesi, puntando su qualità, velocità e capacità di scala.
La posizione dell’azienda in Giappone poggia su una presenza costruita in più di 20 anni: il gruppo tecnologico vietnamita conta 18 uffici e centri di ricerca nel Paese, circa 5.000 dipendenti locali e una forza globale di 18.000 specialisti tecnologici a supporto di oltre 450 clienti giapponesi. A questa base si aggiungono AI Factories in Vietnam e Giappone, entrambe inserite tra i sistemi della classifica TOP500 dei supercomputer.
Il quadro delineato da Pham Minh Tuan, Executive Vice President di FPT Corporation e CEO di FPT Software, mette in evidenza tre nodi strutturali per le aziende giapponesi: scarsità di talenti tecnologici, modernizzazione dei sistemi IT legacy e crescita dei rischi di cybersecurity. Tuan ha richiamato stime secondo cui quasi il 60% dei sistemi IT in Giappone sarebbe operativo da oltre 20 anni, mentre il Paese potrebbe affrontare una carenza di 800.000 professionisti IT entro il 2030.
Da qui l’idea di un approccio più ampio rispetto alla semplice introduzione di strumenti AI. Per FPT, la trasformazione passa dalla modernizzazione dei sistemi legacy all’inserimento della cybersecurity nelle fondamenta operative, fino a modelli di servizio basati sui risultati e alla costruzione di una forza lavoro abilitata dall’AI. La traiettoria proposta guarda quindi al funzionamento quotidiano dell’impresa, non solo alla sperimentazione tecnologica.
Il dato sull’adozione mostra la distanza tra interesse e scala industriale. Secondo uno studio globale commissionato da FPT, il 98% delle imprese giapponesi ha già iniziato ad adottare l’AI, ma meno di un quarto l’ha implementata su larga scala. Nguyen Xuan Phong, Chief AI Transformation Officer di FPT Corporation, ha indicato come ostacoli principali non tanto la tecnologia, quanto l’assenza di una roadmap aziendale chiara, governance frammentata, modelli operativi disomogenei e dati non strutturati.
Per rispondere a questi limiti, FPT ha presentato un modello di trasformazione AI a tre livelli. Il primo è CASAN, framework per valutare la maturità organizzativa e guidare l’implementazione. Il secondo è FleziPT, ecosistema AI che combina tecnologia, persone e soluzioni verticali per settori come manifattura, banche, assicurazioni, retail, sanità, automotive ed energia. Il terzo è Digital Foundry, piattaforma pensata per misurare l’adozione AI attraverso indicatori di business come produttività, qualità del servizio ed efficienza operativa.
Durante il summit sono state mostrate anche applicazioni per automazione dei processi, modernizzazione dei sistemi legacy, miglioramento della produttività e decisioni basate sui dati. Tra le soluzioni figurano prodotti verticali come AIDP per le assicurazioni e ON.E per l’e-commerce, insieme a piattaforme enterprise come Flezi NEXT e Flezi Metis. Il messaggio industriale è chiaro: l’AI diventa leva di trasformazione quando entra nei processi centrali, viene misurata con metriche operative e supera la logica del singolo progetto pilota.