L’ecommerce italiano continua a crescere, ma il dato complessivo nasconde traiettorie molto diverse tra i singoli comparti. Nell’ultimo anno il mercato ha raggiunto un valore di 90,6 miliardi di euro, registrando un incremento del 6,1%. L’espansione non procede però in modo uniforme: alcuni settori avanzano a doppia cifra, sostenuti dalla frequenza degli acquisti e dalla continuità della relazione con i clienti, mentre altri mostrano una contrazione.
La progressione più marcata riguarda Salute e Bellezza, che cresce del 24%. Seguono Scommesse e Casinò, in aumento del 20%, e i Marketplace, che guadagnano il 16% e confermano una posizione centrale nell’ecosistema digitale. La distanza rispetto alla media generale segnala una concentrazione della crescita nei mercati capaci di moltiplicare le occasioni di acquisto e mantenere un rapporto continuativo con il consumatore.
All’estremo opposto si collocano comparti che chiudono l’anno in territorio negativo. Auto e Moto perde il 4,1%, mostrando la flessione più ampia tra i settori indicati. Arretrano anche Animali, con un calo del 3,3%, e Casa e Arredamento, in diminuzione dell’1,1%. Il divario con le categorie più dinamiche restituisce quindi l’immagine di un commercio elettronico che procede a due velocità, oltre il segno positivo dell’indicatore aggregato.
Il Turismo rimane il primo comparto per valore, con 22 miliardi di euro, ma avanza soltanto dello 0,9%. Gli ultimi dati di Ecommerce Italia di Casaleggio Associati descrivono così un mercato nel quale la dimensione economica di un settore non coincide necessariamente con il suo ritmo di sviluppo: il comparto più grande cresce meno della media, mentre categorie dal peso differente mostrano accelerazioni molto più nette.
Il principale elemento discriminante emerge nella capacità di generare acquisti frequenti. Abbonamenti e servizi ricorrenti, insieme alla costruzione di ecosistemi e all’ampiezza dell’offerta, aumentano le possibilità che un cliente torni e contribuisca più volte al valore prodotto. La crescita si concentra quindi dove la transazione non resta isolata, ma diventa parte di una relazione alimentata da nuovi bisogni, proposte complementari e occasioni ripetute di contatto.
Per le imprese attive nei comparti in rallentamento, l’attenzione si sposta di conseguenza sulla frequenza di acquisto. Diventa centrale misurare quanto tempo trascorre tra due transazioni, quanti clienti tornano e quali esigenze possono essere soddisfatte durante l’intervallo. La lettura dei comportamenti assume un ruolo operativo: individuare le occasioni di ritorno permette di lavorare sul valore del cliente senza dipendere esclusivamente dall’ingresso di nuovi acquirenti.
Il quadro suggerisce che la prossima fase dell’ecommerce italiano potrebbe dipendere meno dalla semplice espansione del mercato e più dalla capacità di creare relazioni continuative. I settori oggi in testa mostrano il vantaggio prodotto dalla ricorrenza e dalla varietà dell’offerta; quelli in contrazione sono chiamati a trovare nuovi momenti di interazione tra una vendita e l’altra. Il risultato complessivo resta positivo, ma la distribuzione della crescita rende sempre più decisive le strategie di fidelizzazione.