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La Cina sostiene l’ONU nella governance globale dell’AI

Pechino propone le Nazioni Unite come principale sede della governance globale dell’AI, puntando su uno sviluppo aperto, inclusivo e orientato al bene comune.

25 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
La Cina sostiene l’ONU nella governance globale dell’AI
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La Cina è pronta a collaborare con tutti i Paesi per sostenere le Nazioni Unite come canale principale della governance globale dell’intelligenza artificiale. La posizione è stata espressa dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante una conferenza stampa a Pechino, delineando una linea politica fondata sulla cooperazione multilaterale e sul coordinamento internazionale di fronte alla rapida evoluzione dell’AI.

La dichiarazione è arrivata dopo le successive visite in Cina del segretario generale dell’ONU Antonio Guterres e della vicesegretaria generale Amina J. Mohammed, entrambi impegnati in appuntamenti internazionali dedicati all’intelligenza artificiale. Per Pechino, la partecipazione dei vertici dell’organizzazione mostra il peso assunto da questa tecnologia nell’agenda globale e conferma la centralità attribuita all’ONU nella costruzione di un quadro condiviso.

Guterres ha partecipato alla World AI Conference 2026 e all’incontro di alto livello sulla governance globale dell’AI, organizzati a Shanghai dal 17 al 20 luglio. Mohammed ha invece preso parte a un dialogo su intelligenza artificiale e sviluppo umano tenuto a Xi’an, nella provincia nordoccidentale dello Shaanxi, dal 20 al 21 agosto. Due appuntamenti distinti, ma collegati dal tentativo di inserire l’innovazione tecnologica in una cornice internazionale.

Pechino indica nell’ONU il canale principale per la governance globale dell’AI

Lin ha definito l’AI una tecnologia di frontiera con un significato ormai globale. Il portavoce ha ribadito che la Cina intende lavorare con l’ONU e con gli altri Paesi per favorire uno sviluppo “aperto e inclusivo”, orientato a un’intelligenza artificiale “per il bene e per tutti”. L’obiettivo indicato è contribuire al benessere generale della comunità internazionale, spostando il confronto oltre la sola competizione tecnologica.

L’intervento del governo cinese definisce soprattutto una direzione politica. Non entra nei dettagli di eventuali regole, standard tecnici o meccanismi di controllo, ma individua nell’ONU la sede principale nella quale affrontare una tecnologia che supera i confini nazionali. La formula proposta richiama una governance capace di coinvolgere una pluralità di Paesi e di mantenere al centro l’accessibilità dei benefici prodotti dall’AI.

La Cina propone uno sviluppo dell’intelligenza artificiale aperto, inclusivo e condiviso

Per le imprese, una simile impostazione porta in primo piano il rapporto tra innovazione e governance multilaterale. Lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale destinati a mercati diversi si confronta inevitabilmente con aspettative pubbliche, priorità nazionali e visioni differenti sul ruolo della tecnologia. Il richiamo cinese a un’AI aperta e inclusiva segnala la volontà di discutere questi temi all’interno di un canale globale, senza presentare però un modello operativo già definito.

Governance internazionale e sviluppo umano convergono nella nuova agenda diplomatica sull’AI

Anche per gli utenti la prospettiva indicata mette l’accento sulla distribuzione dei benefici e sul legame tra AI e sviluppo umano. La sequenza degli incontri di Shanghai e Xi’an mostra come il dibattito comprenda sia la governance internazionale sia gli effetti della tecnologia sulla società. La posizione di Pechino si riassume così nel sostegno al ruolo centrale delle Nazioni Unite e nell’impegno dichiarato a proseguire il confronto con tutti i Paesi per un’AI rivolta al bene comune.

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