Tecnologia L'AI rivoluziona la logistica globale
4' 30''
22/01/2026

La fiera CES 2026 prosegue con lanci hardware e demo futuristiche, presentando alcune delle innovazioni tecnologiche più significative del settore

L'AI rivoluziona la logistica globale

Mentre al Consumer Electronics Show 2026 di Las Vegas l'attenzione del pubblico si concentrava su smartphone pieghevoli e televisori ultra-tecnologici, la vera rivoluzione tecnologica si consumava lontano dai riflettori, tra scaffali automatizzati e algoritmi di ottimizzazione. DHL Supply Chain, colosso mondiale della logistica contrattuale, gestisce oggi oltre 7.500 robot autonomi e ha trasformato più del 90% dei propri magazzini in ambienti almeno parzialmente automatizzati, distribuiti in 220 paesi. La sfida non è più soltanto spostare merci da un punto A a un punto B, ma prevedere, coordinare e ottimizzare flussi sempre più complessi attraverso sistemi di intelligenza artificiale che analizzano continuamente dati su inventario, manodopera e consegne.

Dati puliti prima degli algoritmi intelligenti

La strategia di DHL per implementare l'intelligenza artificiale rappresenta un caso di studio significativo proprio per ciò che non ha fatto: precipitarsi ad adottare modelli generativi o agenti autonomi senza prima costruire fondamenta solide. Jason Pawlowski, vicepresidente IT di DHL Supply Chain, ha spiegato durante un episodio di "CES Tech Talk Inside Innovation" che l'azienda ha dedicato anni alla standardizzazione dei processi e alla pulizia dei dati prima di introdurre automazione avanzata. "Un'innovazione che non si può scalare rimane solo una bella idea", ha affermato, sintetizzando la filosofia aziendale che privilegia soluzioni replicabili rispetto a esperimenti tecnologici fini a sé stessi.

Questo approccio metodico ha permesso di digitalizzare completamente le operazioni core dei magazzini, fornendo ai manager dati di performance coerenti e utilizzabili. Solo dopo questa fase preparatoria sono stati introdotti sistemi di machine learning per automatizzare compiti che un tempo richiedevano intervento manuale prolungato, come la gestione delle discrepanze nell'elettronica restituita. Ciò che prima comportava giorni di comunicazioni con i clienti per determinare come processare dispositivi difettosi, oggi viene risolto in poche ore grazie a modelli predittivi ad alta precisione.

I dati affidabili sono il prerequisito, non il sottoprodotto dell'automazione

Gemelli digitali per testare scenari senza rischi

La stessa infrastruttura dati alimenta i digital twin, repliche virtuali dell'intera rete logistica che consentono a DHL e ai suoi clienti di simulare scenari ipotetici. Prima di spostare fisicamente merci o modificare rotte, l'azienda può testare digitalmente come cambiamenti nella localizzazione dei magazzini, nel mix di trasporti o nell'allocazione dell'inventario influenzerebbero velocità e costi di consegna. Questa capacità di modellazione predittiva rappresenta un vantaggio competitivo cruciale in un settore dove margini sottili e aspettative dei clienti sempre più elevate non lasciano spazio a errori costosi.

Pawlowski ha sottolineato un concetto fondamentale: "Non si può arrivare a un'intelligenza artificiale affidabile senza dati affidabili", ribaltando la narrazione comune che vede l'automazione come punto di partenza anziché di arrivo di un percorso di trasformazione digitale.

Robot che scaricano camion a 700 scatole all'ora

La robotica industriale ha superato da tempo la fase dei sistemi fissi e recintati, come ha dimostrato Boston Dynamics al CES. I nuovi robot Atlas dell'azienda sono progettati per svolgere compiti fisicamente impegnativi che storicamente hanno limitato la produttività, dalla movimentazione materiali all'evasione ordini. DHL ha già collaborato con Boston Dynamics per implementare Stretch, un robot che scarica autonomamente rimorchi e gestisce scatole di cartone, raggiungendo velocità di circa 700 confezioni all'ora e riducendo significativamente lo sforzo fisico per i lavoratori.

Questa evoluzione tecnologica affronta uno dei colli di bottiglia più persistenti nella logistica moderna: il processo di scarico merci, ancora largamente dipendente dalla forza lavoro umana e soggetto a inefficienze e infortuni. L'integrazione di robot mobili capaci di adattarsi a diversi tipi di carico rappresenta un salto qualitativo rispetto ai tradizionali sistemi di movimentazione automatizzata.

Autonomia nell'ultimo miglio senza mappe ad alta definizione

Mentre Boston Dynamics si concentra sui magazzini, Neolix ha presentato al CES la sua gamma ampliata di RoboVan progettati specificamente per la logistica commerciale, estendendo l'autonomia oltre i confini dei capannoni industriali verso il cosiddetto "ultimo miglio". L'approccio dell'azienda cinese si distingue per una caratteristica particolare: i suoi veicoli autonomi di Livello 4 non richiedono mappe ad alta definizione per operare, una peculiarità che riduce drasticamente i costi di implementazione e i tempi di configurazione.

Per il mercato europeo e italiano, dove le città storiche presentano configurazioni stradali complesse e in continua evoluzione per cantieri e modifiche viabilistiche, questa capacità di adattamento rappresenta un vantaggio concreto. I RoboVan possono operare in condizioni urbane dense, traffico misto e condizioni meteorologiche avverse, facilitando l'espansione della consegna autonoma verso nuove città senza il pesante investimento preliminare in mappatura dettagliata del territorio.

Agenti AI che collaborano tra piattaforme diverse

All'interno di DHL, l'intelligenza artificiale agentica viene introdotta con cautela deliberata, partendo da compiti a basso rischio ma ad alto volume come la programmazione degli appuntamenti di consegna e le notifiche per ordini urgenti. "Prima impiegavamo giorni a chiamare i clienti per fissare appuntamenti di consegna", ha raccontato Pawlowski. "Ora, con l'uso di agenti AI, quel lavoro si completa in ore." Altri modelli predicono quali posizioni di inventario hanno maggiori probabilità di presentare discrepanze e identificano rischi di turnover del personale, permettendo ai manager di intervenire preventivamente.

La visione futura che Pawlowski descrive va oltre l'automazione di compiti singoli: immagina sistemi autonomi che coordinano le proprie attività attraverso fornitori e piattaforme diverse. "Se questi agenti potessero iniziare a collaborare tra piattaforme, con bot che lavorano con altri bot, raggiungeremmo un livello di orchestrazione completamente nuovo", ha affermato. Questa prospettiva configura la logistica non più come settore tradizionale che adotta tecnologia, ma come ecosistema digitale dove l'infrastruttura software diventa determinante quanto quella fisica per assorbire la volatilità dei lanci prodotto, i picchi stagionali e i cambiamenti continui della domanda dei consumatori.

Fonte: pymnts.com

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