L’intelligenza artificiale sta riempiendo i marketplace di contenuti, ma l’aumento dell’offerta non si traduce automaticamente in acquisti. Su CGTrader, i modelli generati dall’AI rappresentano ormai un nuovo caricamento su sei, mentre producono appena un dollaro ogni 90 incassati sulla piattaforma. La distanza tra disponibilità e ricavi restituisce un mercato nel quale gli strumenti generativi hanno già conquistato spazio tra chi pubblica, senza ottenere la stessa fiducia da parte di chi compra.
Fondata nel 2011, CGTrader ospita oltre 2 milioni di modelli destinati a videogiochi, produzioni video e progetti di stampa 3D. Il rapporto sulle tendenze di mercato del 2026 combina i dati del marketplace con sondaggi condotti tra gli acquirenti nel periodo compreso tra giugno 2025 e maggio 2026. «Gli acquirenti stanno votando con il portafoglio e i contenuti generati dall’AI faticano a competere», ha dichiarato la società.
Il principale ostacolo sembra essere la qualità operativa, più che il prezzo. Tra chi acquista file per la stampa 3D, la capacità di ottenere risultati affidabili è considerata più importante del risparmio e soltanto il 4% afferma che l’AI funziona bene. Nel sondaggio più ampio, il 20% giudica insufficienti gli asset generati automaticamente, il 7% li considera utilizzabili soltanto dopo modifiche pesanti e appena il 5% ritiene che funzionino bene.
Il divario mette in discussione l’idea che l’abbondanza di asset artificiali stia già comprimendo i prezzi dell’intero mercato. Un modello può essere economico da produrre, ma diventare costoso da utilizzare se obbliga il cliente a controllare molti annunci scadenti, correggere file difettosi oppure acquistare una seconda risorsa. Nei progetti tridimensionali, l’affidabilità resta quindi una componente concreta del valore, soprattutto quando il file deve passare dalla vetrina digitale alla produzione.
La crescita dei caricamenti modifica anche le condizioni di lavoro dei professionisti. Immagini, musica e video mostrano già quanto sia difficile emergere quando le piattaforme vengono alimentate da grandi quantità di contenuti economici. Lo stesso rischio interessa ora gli artisti 3D. Alexander Spivak non si definisce contrario all’AI, ma afferma di non aver ancora trovato, come artista, un modo per collaborare con essa senza interruzioni nel processo creativo.
CGTrader non punta però a escludere la tecnologia. Prima della pubblicazione del rapporto, la piattaforma aveva annunciato una partnership con Tencent per sviluppare un workflow 3D assistito dall’AI. Il sistema è pensato per aiutare i creatori a perfezionare topologia e texture, separare le parti, produrre varianti e preparare i modelli alla produzione. L’approccio sposta l’AI dalla generazione indiscriminata all’assistenza nelle fasi più meccaniche del lavoro.
Lašaitė ha sintetizzato questa impostazione spiegando che l’AI può accelerare le attività ripetitive, mentre il designer conserva la direzione creativa e il controllo sul risultato finale. Rimane però il problema della visibilità: le pubblicazioni artificiali stanno aumentando più rapidamente degli acquisti e rischiano di rendere meno reperibili i lavori umani. Per evitarlo, anche gli strumenti di ricerca e ranking devono evolvere insieme alla quantità dei contenuti.
La piattaforma propone quindi di privilegiare indicatori di qualità e prestazioni, come vendite concluse, valutazioni degli acquirenti e prove che il modello mantenga ciò che promette, invece del semplice volume di caricamento. I numeri delle pubblicazioni possono suggerire una conquista del mercato da parte dell’AI generativa; quelli dei ricavi raccontano una storia diversa. Almeno per ora, la facilità di creazione non sostituisce la fiducia necessaria per trasformare un file 3D in una vendita.