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La Polonia frena sull’ecommerce cinese nel nuovo hub cargo

Il futuro hub cargo polacco punta sui limiti degli aeroporti europei, ma valuta con cautela i flussi ecommerce cinesi e tutela la crescita di LOT.

20 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
La Polonia frena sull’ecommerce cinese nel nuovo hub cargo
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La Polonia vuole costruire uno dei più moderni gateway cargo d’Europa, ma non intende inseguire a ogni costo i volumi dell’ecommerce cinese. Il futuro aeroporto alle porte di Varsavia nasce per intercettare la domanda che gli scali europei più congestionati faticano ormai ad assorbire. I promotori, tuttavia, temono che una crescita troppo dipendente dai vettori cinesi possa consolidare uno squilibrio competitivo destinato a pesare sulle compagnie europee.

Filip Czernicki, amministratore delegato di Centralny Port Komunikacyjny, ha indicato Budapest come esempio di un modello fortemente alimentato dal commercio elettronico proveniente dalla Cina, definendo questo segmento una parte delicata del mercato. La cautela polacca deriva soprattutto dalla presenza di una compagnia nazionale con ambizioni cargo di lungo raggio: LOT Polish Airlines. Varsavia preferirebbe offrire al proprio vettore lo spazio necessario per crescere, anziché costruire il nuovo hub attorno a traffici sui quali LOT parte svantaggiata.

Le compagnie cinesi possono infatti continuare a sorvolare la Russia, mentre i vettori europei non dispongono dello stesso accesso. Per Czernicki questa differenza produce un vantaggio strutturale nei costi e nelle rotte, rendendo più difficile per LOT competere sul collegamento tra Asia ed Europa. La scelta infrastrutturale diventa così un esercizio di equilibrio: aumentare traffico e capacità senza indebolire il vettore nazionale che dovrebbe contribuire allo sviluppo del nuovo polo.

Varsavia non vuole costruire la crescita cargo a qualsiasi costo

Il progetto, inserito nel programma di investimento Port Polska, prevede un aeroporto ancora senza nome a circa 37 chilometri da Varsavia. La struttura sostituirà il sempre più congestionato Chopin Airport e sarà integrata con collegamenti ferroviari ad alta velocità e autostradali. Nello scalo esistente, le restrizioni ai voli notturni e la disponibilità limitata di parcheggi per gli aerei cargo hanno già ristretto le possibilità di espansione delle attività logistiche.

Nella prima fase, il nuovo aeroporto sarà dimensionato per accogliere tra 34 e 44 milioni di passeggeri all’anno, con la possibilità di arrivare a circa 50 milioni prima che diventi necessaria una terza pista. Sul versante delle merci, l’obiettivo è ancora più netto: passare dalle circa 146.000 tonnellate gestite attualmente a Chopin a circa 450.000 tonnellate al momento dell’apertura del nuovo hub.

Il sorvolo della Russia offre ai vettori cinesi un vantaggio strutturale

Il vantaggio competitivo cercato dalla Polonia risiede anche nella natura greenfield dell’investimento. A differenza di grandi gateway come Francoforte, Amsterdam e Parigi, dove gli spazi disponibili limitano ulteriori ampliamenti, il progetto polacco dispone già di terreni destinati a nuove piste, strutture cargo e parchi logistici. La capacità di programmare l’espansione fin dall’origine potrebbe permettere allo scalo di assorbire una parte della crescita che gli aeroporti consolidati non riescono più a gestire.

Il nuovo aeroporto è soltanto il fulcro di un programma sostenuto dallo Stato che comprende circa 500 chilometri di alta velocità ferroviaria, connessioni con la rete autostradale e insediamenti commerciali nell’area circostante. Magazzini in espansione, collegamenti intermodali e posizione nell’Europa centrale completano una strategia pensata per rafforzare il ruolo della Polonia come passaggio logistico tra la parte orientale e quella occidentale del continente.

Il nuovo hub punta a triplicare il traffico merci di Chopin

In prospettiva, Varsavia punta anche a contribuire alla riconnessione dell’Ucraina con il resto d’Europa dopo la fine della guerra. LOT vorrebbe ripristinare i collegamenti con le città ucraine, riportando la capitale polacca al centro dei trasferimenti di passeggeri e merci diretti verso ovest. L’ecommerce cinese resta una possibile componente dei flussi, ma il disegno polacco guarda oltre: capacità aeroportuale, reti terrestri e tutela della competitività nazionale dovranno procedere insieme.

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