Tecnologia Intel lancia nuovi Xeon tra crisi della memoria
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10/02/2026

Intel lancia i processori Xeon 600 da 12 a 86 core per workstation, ma deve affrontare una grave crisi delle memorie DDR5 con prezzi triplicati in sei mesi.

Intel lancia nuovi Xeon tra crisi della memoria

Intel torna a sfidare il dominio di AMD nel segmento delle workstation professionali lanciando la serie Xeon 600, processori che spaziano da 12 a 86 core con frequenze fino a 4,9 GHz. Il timing dell'annuncio appare però problematico: il colosso di Santa Clara presenta la nuova gamma mentre il mercato delle memorie attraversa una crisi di approvvigionamento senza precedenti e l'azienda stessa ha dirottato capacità produttiva verso i chip per datacenter, penalizzando desktop e mobile.

Il contesto macroeconomico pesa come un macigno sulle prospettive commerciali della piattaforma. I prezzi delle memorie DDR5 RDIMM sono triplicati negli ultimi sei mesi: una configurazione modesta da 256 GB costa oggi oltre 4.000 dollari, contro i 1.500 di fine 2024. Una workstation equipaggiata con 4 TB di memoria, capacità massima supportata dalla piattaforma Xeon 600, richiederebbe un esborso superiore a 70.000 dollari per le sole RAM.

La strategia di Intel rivela priorità aziendali chiare: la domanda straordinaria di processori per server GPU ha spinto il management a riallocare capacità produttiva verso i chip datacenter, mercato a maggior marginalità. Questa scelta penalizza segmenti consumer e professionale, con gli Xeon 600 che arrivano sul mercato mentre l'azienda fatica a soddisfare gli ordinativi enterprise.

Confronto con Threadripper assente nei materiali forniti alla stampa, un'omissione che lascia intendere le difficoltà prestazionali core-per-core rispetto ai chip AMD

Sul piano tecnico, i processori Xeon 600 derivano dalla serie 6700P presentata l'anno scorso e promettono incrementi prestazionali del 9% nei carichi single-thread e fino al 61% nel multithreading rispetto alla precedente generazione W-3500. Quest'ultimo dato necessita però analisi critica: lo stesso Intel ammette che il miglioramento del 61% si riferisce esclusivamente a workload del settore finanziario. In applicazioni di product design, il top di gamma 698X a 86 core risulta addirittura inferiore al predecessore.

La ragione risiede nelle compromissioni tipiche delle piattaforme con vincoli termici: il nuovo chip sacrifica frequenze operative per densità di core, mantenendo il TDP massimo a 350W. Senza dati comparativi ufficiali, è lecito ipotizzare che il modello a 64 core 696X, con clock base e all-core superiori, offra prestazioni migliori in determinati scenari professionali.

La competizione con AMD si gioca su un terreno scivoloso per Intel. I Threadripper e Threadripper Pro vantano frequenze e conteggi core superiori, con test indipendenti condotti da Phoronix che evidenziano la superiorità core-per-core dei chip Zen 5 di AMD nella quasi totalità degli scenari. Le uniche eccezioni riguardano carichi limitati dalla banda di memoria, dove il supporto MRDIMM di Intel fino a 8.000 MT/s offre vantaggi tangibili.

Jonathan Patton, team di marketing prodotti client Intel, ha sottolineato che la piattaforma supporta fino a 4 TB di memoria con due moduli per canale, capacità che i competitor non offrono

La strategia competitiva di Intel punta decisamente sul rapporto prezzo-prestazioni e l'espandibilità. Il Xeon 696X, il modello a più alto core count disponibile in commercio retail, costa tra 1.900 e 2.400 dollari meno del Threadripper 9985WX di AMD. Nel segmento a 24 core, lo Xeon 658X mantiene un vantaggio di 1.000-1.200 dollari sul Threadripper Pro 9965WX, offrendo otto canali di memoria contro quattro e 128 linee PCIe 5.0 contro 88.

Il nuovo chipset W890 aggiungerà supporto Wi-Fi 7, con i produttori di motherboard che dovrebbero mantenere prezzi simili alla precedente generazione W790. Intel propone anche SKU entry-level da 12-16 core, prezzate tra 499 e 899 dollari, che sulla carta avrebbero potuto rilanciare il segmento HEDT (high-end desktop). Questi processori saranno però disponibili esclusivamente attraverso OEM e system integrator, scelta che appare più orientata a evitare cannibalizzazione delle linee Core consumer che a rispondere a reali esigenze di mercato.

La piattaforma Xeon 600 supporta otto canali DDR5 fino a 6.400 MT/s per RDIMM o 8.000 MT/s per MRDIMM, con 128 linee PCIe 5.0

L'assenza di benchmark diretti contro Threadripper nei materiali ufficiali solleva interrogativi sulla reale competitività prestazionale della piattaforma. Per workstation orientate a GPU intensive o carichi che privilegiano I/O e capacità di memoria rispetto alla performance bruta, il posizionamento di prezzo aggressivo potrebbe risultare efficace. Resta da verificare se questa proposizione di valore sarà sufficiente a erodere la quota di mercato acquisita da AMD in un segmento dove Intel è stata sostanzialmente assente per oltre tre anni, dall'epoca del ritardato Sapphire Rapids che doveva debuttare nel 2021 e arrivò solo a metà 2024. Il lancio è previsto per la primavera, in un mercato che dovrà valutare se convenienza economica e capacità I/O possano compensare uno svantaggio prestazionale che Intel preferisce non quantificare pubblicamente.

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