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Il ransomware firma 2.581 attacchi in tre mesi

Nel secondo trimestre 2026 sono stati registrati 2.581 attacchi ransomware. Le PMI statunitensi pagano il prezzo più alto della rivalità tra gang.

20 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Il ransomware firma 2.581 attacchi in tre mesi
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Il ransomware continua a colpire con particolare intensità le piccole e medie imprese, mentre la competizione tra gruppi criminali alimenta una nuova accelerazione degli attacchi. Nel secondo trimestre 2026 sono stati registrati complessivamente 2.581 attacchi, con le aziende statunitensi di dimensioni contenute in cima alla lista delle vittime.

I dati elaborati dagli esperti di sicurezza di NordStellar arrivano dall’analisi di oltre 200 blog riconducibili ad attori delle minacce. Il quadro mostra una concentrazione dell’attività intorno a due organizzazioni: Qilin, responsabile di 299 attacchi, e The Gentlemen, a quota 284. Molto più distante DragonForce, terzo gruppo della graduatoria con 147 episodi.

La distanza numerica tra i due principali protagonisti è ridotta, ma il loro andamento è differente. Tra aprile e giugno 2026, The Gentlemen ha aumentato gli attacchi del 39%, mentre l’attività di Qilin è leggermente diminuita rispetto al primo trimestre. La rivalità si traduce così in una pressione crescente sulle organizzazioni considerate più vulnerabili o capaci di garantire visibilità ai criminali.

La rivalità tra gang spinge il ransomware verso nuovi livelli di pressione

Il peso maggiore ricade sulle PMI statunitensi con un massimo di 200 dipendenti e ricavi inferiori a 25 milioni di dollari. Nel trimestre queste aziende hanno subito 769 attacchi, un dato nettamente superiore a quello osservato negli altri Paesi citati nell’analisi. Seguono il Canada con 97 episodi, la Germania con 83 e il Regno Unito con 74.

La scelta delle imprese più piccole segue una logica consolidata nel mercato criminale. Vakaris Noreika, esperto di cybersecurity di NordStellar, osserva che gli operatori ransomware prendono storicamente di mira le PMI perché queste organizzazioni spesso non dispongono di difese complete. Una protezione meno strutturata può aumentare le probabilità di successo dell’intrusione e rendere più difficile contenere rapidamente l’incidente.

Le PMI statunitensi hanno subito 769 attacchi in un solo trimestre

Accanto alla pressione sulle realtà minori emerge però un movimento meno abituale: la crescita degli attacchi contro le grandi imprese statunitensi. Le organizzazioni con ricavi superiori a un miliardo di dollari hanno registrato un incremento del 74%, passando da 23 incidenti nel primo trimestre a 40 nel secondo. NordStellar considera possibile che si tratti di una fluttuazione temporanea, più che di un cambiamento ormai consolidato.

Secondo Noreika, lo spostamento verso bersagli di maggiori dimensioni potrebbe dipendere proprio dalla competizione tra i gruppi dominanti. Colpire con successo una grande società funziona come un segnale di prestigio nel mondo cybercriminale, rafforzando la reputazione della gang. La ricerca di riconoscimento può quindi affiancarsi alla convenienza economica e spingere gli attaccanti verso operazioni più ambiziose.

Colpire una grande impresa rafforza la reputazione nel mondo cybercriminale

Il quadro resta dominato da una doppia esposizione: da una parte le PMI, penalizzate da difese spesso incomplete; dall’altra le grandi aziende, diventate trofei nella corsa alla reputazione tra gang. L’evoluzione di Qilin e The Gentlemen mostra come la rivalità criminale possa modificare rapidamente volumi e scelta degli obiettivi, ampliando il rischio lungo l’intero tessuto imprenditoriale.

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