Tecnologia Il Quantum Act rivoluziona l'industria UE
3' 16''
03/02/2026

L'UE lavora al Quantum Act per unificare investimenti e competenze nelle tecnologie quantistiche, rispondendo alla sfida di Cina e USA in un settore strategico.

Il Quantum Act rivoluziona l'industria UE

L'Unione Europea si prepara a dotarsi di un quadro normativo integrato per le tecnologie quantistiche, il Quantum Act, con l'obiettivo di consolidare investimenti e competenze oggi frammentati in una strategia industriale coerente. L'annuncio arriva da Oscar Diez, Deputy Head of Unit for Quantum Technologies presso la Commissione Europea, durante il convegno dell'Osservatorio Quantum Computing & Communication del Politecnico di Milano intitolato "Quantum Shift: the future starts now".

La mossa europea si inserisce in un contesto di crescente pressione competitiva globale, dove Cina e Stati Uniti hanno già stanziato decine di miliardi di dollari per dominare un settore che promette di rivoluzionare cybersicurezza, crittografia, intelligenza artificiale e calcolo computazionale. L'assenza di un framework comune rischia di trasformare i ventisette Stati membri in un arcipelago tecnologico, incapace di competere con ecosistemi integrati come quelli americano o cinese, dove governo, industria e mondo accademico operano in sinergia.

Il Quantum Act rappresenta il tentativo di replicare nel settore quantistico quanto già fatto con l'AI Act per l'intelligenza artificiale: definire standard, allocare risorse e creare un mercato unico che favorisca economie di scala. Tuttavia, la sfida è complessa. Le tecnologie quantistiche richiedono investimenti massicci in infrastrutture, competenze altamente specializzate e tempi di sviluppo lunghi, con ritorni economici ancora incerti. Il rischio è che l'Europa continui a eccellere nella ricerca fondamentale ma fallisca nella commercializzazione, come già accaduto in altri settori tecnologici.

La costruzione del Quantum Act rappresenta uno dei passaggi più significativi nel tentativo di rendere l'Europa competitiva nel settore quantistico globale

Dal punto di vista industriale, le imprese europee nel quantum computing operano ancora prevalentemente in fase pre-commerciale, dipendendo da finanziamenti pubblici e capitale di rischio. La frammentazione dei mercati nazionali limita le possibilità di attrarre investimenti privati di scala, mentre startup e PMI faticano a competere con giganti tecnologici come IBM, Google e Amazon, che dispongono di risorse finanziarie e capacità di integrazione verticale senza paragoni.

La questione regolatoria assume particolare rilevanza considerando le implicazioni del quantum computing per la sicurezza nazionale e la crittografia. Computer quantistici sufficientemente potenti potrebbero violare gli attuali sistemi crittografici, rendendo vulnerabili infrastrutture critiche, dati finanziari e comunicazioni governative. L'Unione Europea deve quindi bilanciare promozione dell'industria quantistica e tutela della sicurezza, evitando dipendenze strategiche da fornitori extra-europei.

Il timing dell'iniziativa non è casuale. Mentre gli Stati Uniti hanno approvato il National Quantum Initiative Act già nel 2018 con uno stanziamento iniziale di 1,2 miliardi di dollari, e la Cina ha investito oltre 10 miliardi in infrastrutture quantistiche, l'Europa ha finora proceduto attraverso programmi nazionali scoordinati e il programma Quantum Flagship, avviato nel 2018 con un budget di un miliardo di euro distribuito su dieci anni, cifra considerata insufficiente dagli analisti.

L'avanzamento delle tecnologie quantistiche sta portando l'Unione Europea a rivedere in profondità le proprie priorità industriali, regolatorie e di investimento

La dichiarazione di Diez durante il convegno milanese segnala un cambio di passo, ma restano interrogativi sulla capacità effettiva di implementazione. Il Quantum Act dovrà affrontare divergenze tra Stati membri sulle priorità di spesa, garantire interoperabilità tra ecosistemi nazionali esistenti e definire standard tecnici senza soffocare l'innovazione. La governance del settore richiederà inoltre coordinamento con altre iniziative europee come il Digital Europe Programme e Horizon Europe.

Sul fronte delle competenze, il deficit di talenti specializzati rappresenta un collo di bottiglia critico. Le università europee formano fisici quantistici di eccellenza, ma la fuga di cervelli verso Silicon Valley e i laboratori cinesi continua ininterrotta. Senza politiche aggressive di retention e attrazione dei talenti, qualsiasi strategia industriale rischia di restare incompiuta.

Le dichiarazioni di Oscar Diez delineano un percorso che mira a trasformare iniziative frammentate in una strategia comune

Rimane da capire se l'Europa saprà trasformare l'ambizione normativa in vantaggio competitivo o se, ancora una volta, assisterà da spettatrice mentre altri raccolgono i frutti commerciali di tecnologie sviluppate nei propri laboratori. La finestra temporale per costruire una supply chain quantistica europea sovrana si sta rapidamente chiudendo, e il Quantum Act potrebbe rappresentare l'ultima occasione per evitare una dipendenza tecnologica strutturale dalle potenze rivali.

Condividi questo contenuto