Scenario Il mercato del lavoro si sbloccherà nel 2026
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13/01/2026

Il mercato del lavoro USA è in stallo con poche assunzioni e licenziamenti per incertezza economica e dazi. La situazione potrebbe cambiare nel 2026.

Il mercato del lavoro si sbloccherà nel 2026

Il mercato del lavoro statunitense si trova in una fase di stallo che potrebbe subire una svolta decisiva nel corso del 2026. Gli esperti economici descrivono la situazione attuale come un limbo caratterizzato da pochissime assunzioni ma anche da licenziamenti contenuti, una condizione insostenibile nel lungo periodo che prima o poi dovrà risolversi in una direzione o nell'altra. La grande incognita è quale strada prenderanno le aziende: sbloccare finalmente le assunzioni o procedere con tagli massicci del personale.

Claudia Sahm, chief economist di New Century Advisors, delinea due scenari possibili per quest'anno. Nel primo, quello negativo, le aziende rallentano ulteriormente le assunzioni fino a quando "crolla il pavimento" e si passa dai mancati nuovi ingressi ai licenziamenti diffusi, scivolando verso una recessione. Nel secondo scenario, più ottimistico, l'incertezza economica si dissolve e le imprese riprendono a reclutare personale, riportando il mercato del lavoro a una condizione più simile a quella tradizionale.

Le ragioni dietro il grande congelamento

L'incertezza economica rappresenta il principale freno alle decisioni aziendali. I datori di lavoro stanno cercando di capire come navigare tra questioni complesse come i dazi commerciali e le loro ricadute sui costi operativi. Michael Salvatore, imprenditore del settore ospitalità nell'area di Chicago, ha raccontato di essere stato costretto a rimandare decisioni importanti come l'espansione della sua attività. "Come piccolo imprenditore, l'ignoto rende impossibile avere una visione da poter realizzare", ha spiegato, aggiungendo che preferirebbe persino un crollo del mercato pur di avere chiarezza sulla situazione.

Chris Martin, ricercatore principale di Glassdoor, sottolinea come questa situazione di stallo prolungato non possa durare indefinitamente. Con i pensionamenti che continuano a svuotare gli organici, le aziende dovranno prima o poi compensare questa perdita naturale di forza lavoro. "A un certo punto deve succedere qualcosa", afferma Martin, prevedendo che il mercato tornerà a una dinamica più tipica con un leggero aumento di dimissioni, assunzioni e licenziamenti.

Il momento della resa dei conti si avvicina per il mercato del lavoro

Segnali contrastanti dalle grandi corporation

Le indicazioni provenienti dal mondo aziendale dipingono un quadro complesso. L'indagine del quarto trimestre condotta da Business Roundtable rivela che più amministratori delegati prevedono stabilità o riduzioni del personale rispetto a chi anticipa crescita nei prossimi sei mesi. Joshua Bolten, CEO dell'organizzazione, ha evidenziato come per il terzo trimestre consecutivo più dirigenti pianifichino tagli occupazionali piuttosto che espansioni, il dato peggiore dalla Grande Recessione.

Le cause di questo pessimismo sono molteplici: l'intelligenza artificiale sta spingendo verso investimenti massicci e guadagni di produttività, mentre la volatilità dei dazi aumenta i costi soprattutto per le aziende esposte al commercio internazionale e le piccole imprese. Alcuni economisti ritengono che determinate società abbiano assunto troppo personale durante la ripresa post-pandemica e ora stiano correggendo quegli eccessi.

Uno spiraglio di ottimismo per i cercatori di lavoro

Nonostante le nubi all'orizzonte, esistono elementi positivi. Aaron Terrazas, economista indipendente, si dice ottimista sulla possibilità che la creazione di posti di lavoro riprenda quest'anno, specialmente man mano che l'incertezza diminuisce nel secondo anno dell'amministrazione Trump. Le disposizioni sugli investimenti contenute nel pacchetto fiscale approvato a luglio potrebbero inoltre generare risultati concreti in termini di progetti e assunzioni nella prima metà del 2026.

Un dato incoraggiante arriva dai tassi di licenziamento, che nel 2025 si sono mantenuti intorno o appena sopra l'1%, ben al di sotto della media storica dell'1,4%. Laura Ullrich, direttrice della ricerca economica presso l'Indeed Hiring Lab per il Nord America, rassicura sul fatto che per la maggior parte degli americani la probabilità di essere licenziati rimane piuttosto bassa. Il problema reale, sottolinea, è trovare un nuovo impiego piuttosto che perdere quello attuale.

Il settore sanitario come ancora di salvezza

Un report dell'Indeed Hiring Lab sostiene che la vera domanda non sarà se il mercato si sbloccherà, ma se si spezzerà. Un ruolo cruciale lo giocherà il settore sanitario, che ha largamente sostenuto la crescita occupazionale mensile complessiva degli Stati Uniti nel 2025. Se le assunzioni rimarranno solide in questo ambito e la creazione di posti di lavoro continuerà ai ritmi recenti, le opportunità lavorative potrebbero mantenersi relativamente elevate e la disoccupazione bassa, soprattutto se altri settori vedranno miglioramenti.

Un sondaggio della piattaforma ZipRecruiter condotto a settembre tra professionisti delle risorse umane ha rilevato che il 63% dei datori di lavoro prevede di assumere moderatamente o significativamente nell'arco del prossimo anno, una percentuale inferiore rispetto al 2024 ma comunque rappresentativa di una solida maggioranza. Gli autori del report prevedono che lo scenario più probabile non sarà una rottura drastica rispetto alle condizioni attuali, ma un'estensione dell'ambiente attuale caratterizzato da poche assunzioni e pochi licenziamenti.

Sahm osserva che alcune aziende che hanno assunto massicciamente durante la ripresa pandemica potrebbero non aver bisogno di nuovo personale nel breve termine. Tuttavia, questa strategia non può durare all'infinito, specialmente considerando i pensionamenti. "A un certo punto, se vuoi crescere come azienda, dovrai portare dentro più lavoratori", conclude l'economista, suggerendo che il disgelo potrebbe essere solo questione di tempo.

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