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Google lancia Gemini 4 Carbon per la cyberdifesa

Google presenta Gemini 4 Carbon: migliori risultati nei benchmark di cybersecurity e accesso iniziale riservato a un gruppo selezionato di aziende della difesa informatica.

29 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Google lancia Gemini 4 Carbon per la cyberdifesa
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Google ha presentato Gemini 4 Carbon, il nuovo modello di frontiera con cui punta a migliorare programmazione, attività agentiche e cybersecurity. L’azienda annuncia progressi significativi e indica come primo risultato il vertice dell’Artificial Analysis Intelligence Index v5.0: nella classifica citata, Carbon precede Claude Opus 5.5 di Anthropic e GPT-6 Astra di OpenAI. Il confronto mette quindi il nuovo modello davanti ai concorrenti su alcuni benchmark, mentre la sicurezza informatica emerge come uno degli ambiti centrali del lancio.

Carbon arriva dopo Argon, pubblicato da Google all’inizio dello stesso mese, e ne migliora le prestazioni secondo l’azienda. L’accesso è attualmente riservato a un gruppo selezionato di società attive nella difesa informatica. La distribuzione sarà successivamente estesa ad altri partner del Fairwind Program. Il debutto segue dunque un percorso di disponibilità progressiva, con una prima platea composta da operatori della cybersecurity: sono questi i destinatari iniziali delle nuove capacità annunciate.

Per Google, il modello rappresenta un salto significativo nella cyberdifesa, soprattutto nella ricerca delle vulnerabilità e nella generazione di codice sicuro. Carbon occupa il primo posto in SEC-bench Pro, un benchmark che misura la capacità dei modelli di individuare bug reali. Il risultato riguarda una componente precisa del lavoro sulla sicurezza: trovare difetti nel software. La capacità di produrre codice più sicuro completa l’obiettivo dichiarato dall’azienda, affiancando alla ricerca dei problemi un miglioramento della programmazione.

Gemini 4 Carbon debutta con accesso riservato a società selezionate della difesa informatica.

Un secondo primato arriva da ExploitGym, che valuta la capacità di trasformare una vulnerabilità in un exploit. I due test osservano quindi passaggi diversi: l’individuazione di un difetto e la sua conversione in un mezzo per sfruttarlo. Per le imprese che si occupano di difesa informatica, il profilo delineato da Google comprende entrambe le capacità, dalla scoperta del problema alla costruzione di un exploit che lo sfrutti.

Il lavoro su incarichi prolungati è un’altra caratteristica del modello. Google afferma che i propri team interni hanno visto Carbon operare per giorni, insistendo anche dopo percorsi senza sbocco per affrontare attività ingegneristiche complesse e articolate in più passaggi. L’azienda presenta quindi la persistenza come parte delle nuove capacità agentiche. Il comportamento descritto riguarda la continuità dell’esecuzione: proseguire il lavoro, affrontare gli ostacoli incontrati e sostenere compiti che richiedono più fasi successive.

Google dichiara progressi nella ricerca delle vulnerabilità e nella generazione di codice sicuro.

Su questo fronte, Google dichiara anche una maggiore capacità di evitare scorciatoie, resistere agli attacchi di prompt injection e collaborare con gli utenti. Sono tre aspetti che accompagnano l’esecuzione dei compiti più lunghi: il percorso seguito per completarli, la tenuta rispetto a istruzioni malevole e l’interazione con chi utilizza il sistema. Nella presentazione dell’azienda, questi miglioramenti affiancano quelli misurati dai benchmark e descrivono il comportamento atteso del modello durante il lavoro.

Google promette inoltre più trasparenza e onestà nelle risposte. Rispetto ad Argon, Carbon dovrebbe dimezzare le affermazioni prive di supporto. È un miglioramento che riguarda la qualità delle informazioni restituite agli utenti, distinto dalle capacità di programmazione e di ricerca delle vulnerabilità. L’azienda lo presenta come un ulteriore progresso della nuova versione: insieme alla capacità di affrontare incarichi complessi, il modello dovrebbe ridurre la frequenza delle dichiarazioni che non hanno un sostegno adeguato.

Carbon mantiene i prezzi introduttivi di Argon e promette meno affermazioni prive di supporto.

Il prezzo introduttivo annunciato resta quello di Argon: 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari per milione di token in uscita. Google mantiene così lo stesso listino iniziale per un modello che presenta come più capace sul piano tecnico. Per i partner ammessi all’accesso, il passaggio a Carbon associa quindi i miglioramenti dichiarati nella sicurezza e nei compiti agentici alle medesime tariffe unitarie del predecessore.

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