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Apple lancia i MacBook Pro touch fino a 14.549 dollari

I MacBook Pro touchscreen partono da 2.899 dollari. Le configurazioni più costose arrivano a 14.549 dollari, con rincari concentrati su memoria e archiviazione.

29 ott 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Apple lancia i MacBook Pro touch fino a 14.549 dollari
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Apple porta il touchscreen sui MacBook Pro e alza il prezzo di accesso alla nuova gamma a 2.899 dollari. Per chi sceglie tutte le opzioni disponibili, però, la spesa raggiunge una dimensione ben diversa: il modello più costoso arriva a 14.549 dollari. Il debutto dello schermo tattile si accompagna così a un ampliamento della distanza tra configurazione iniziale e versione al massimo delle dotazioni.

Nel configuratore dell’azienda, il modello da 14 pollici con tutti gli aggiornamenti costa 14.249 dollari, mentre quello da 16 pollici raggiunge 14.549 dollari. Entrambi montano il chip M5 Max nella variante di vertice, con CPU a 18 core e GPU a 40 core. Fra le due configurazioni complete ci sono quindi 300 dollari di differenza: il salto di spesa più consistente si concentra nelle opzioni selezionate per equipaggiare il computer.

L’archiviazione è la voce che rende più evidente questa progressione. Passare a un SSD da 4 TB costa 1.000 dollari aggiuntivi, mentre l’aggiornamento a 8 TB ne richiede 3.000. La nuova opzione da 16 TB comporta invece un supplemento di 7.000 dollari. Per un professionista o un’impresa, la scelta della capacità interna diventa dunque una componente centrale del preventivo: il solo aggiornamento più ampio supera abbondantemente il prezzo d’ingresso del portatile.

Il MacBook Pro touchscreen parte da 2.899 dollari e arriva a 14.549 dollari.

Al conto si aggiungono altri 2.000 dollari per portare la memoria a 128 GB. Il vetro con nanotexture richiede invece 150 dollari supplementari. Sono importi che restituiscono il peso molto diverso delle singole personalizzazioni: memoria e SSD incidono per migliaia di dollari, mentre il trattamento del display occupa una quota decisamente più contenuta. Il prezzo finale dipende quindi in misura sostanziale dalle decisioni prese su queste dotazioni durante la configurazione.

Sui rincari pesa anche la carenza di memoria, insieme alla domanda di hardware alimentata dall’intelligenza artificiale. La pressione sulle risorse disponibili entra così nel prezzo di un prodotto destinato agli utenti professionali. È uno dei fattori che contribuiscono alla crescita dei costi: per chi acquista, il risultato concreto è un conto più elevato quando si selezionano le capacità maggiori di memoria e archiviazione.

L’opzione SSD da 16 TB aggiunge da sola 7.000 dollari al conto.

Il confronto con la generazione precedente misura l’aumento del tetto di spesa. Il vecchio MacBook Pro da 16 pollici arrivava a 10.149 dollari nella configurazione più costosa; il nuovo massimo sale di 4.400 dollari. Il confronto riguarda le versioni al vertice delle rispettive gamme. Per i budget aziendali destinati a queste configurazioni, la differenza rappresenta un incremento consistente del costo per singola macchina, ancora prima di moltiplicare l’acquisto per più postazioni.

Sul piano del prodotto, l’arrivo del touchscreen segue di quasi un decennio il primo esperimento con la Touch Bar, la funzione che Apple ha poi abbandonato. L’azienda torna quindi all’interazione tattile sui propri portatili attraverso lo schermo del MacBook Pro. Il passaggio introduce un nuovo capitolo dopo quell’esperienza e coincide con una gamma nella quale le opzioni di fascia alta spostano sensibilmente il limite superiore dei prezzi.

Il prezzo massimo del modello da 16 pollici aumenta di 4.400 dollari.

I preordini si aprono il 30 ottobre, mentre la disponibilità è prevista dal 6 novembre. Sono le due scadenze commerciali per chi intende acquistare i nuovi portatili: prima la possibilità di ordinare la configurazione scelta, poi l’arrivo sul mercato della gamma touchscreen.

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