Anthropic ha passato buona parte della settimana a cercare di riportare online i suoi modelli di intelligenza artificiale più recenti, dopo che l’amministrazione Trump ha ordinato all’azienda di tagliare l’accesso a tutti i cittadini stranieri. La misura ha incluso anche gli utenti presenti negli Stati Uniti e i dipendenti della stessa società, costringendo di fatto Anthropic a bloccare per tutti l’accesso a Fable 5 e Mythos 5.
Il punto centrale non riguarda solo il blocco dei modelli, ma lo strumento usato per imporlo. Anthropic ha dichiarato che il governo ha richiamato non meglio precisate autorità di sicurezza nazionale per giustificare una direttiva di export control sui modelli. L’amministrazione non ha spiegato pubblicamente la base legale dell’ordine, mentre l’azienda ha contestato l’idea che un presunto jailbreak, potenzialmente usato da gruppi collegati alla Cina, consentisse agli utenti di aggirare tutte le salvaguardie dei suoi sistemi.
La scelta apre una questione tecnica e regolatoria di peso: che cosa, esattamente, starebbe esportando Anthropic? I controlli all’esportazione sono nati per beni trasferibili oltre confine, come armi, hardware o strumenti. Nel tempo il perimetro si è allargato a software, codice sorgente, dati tecnici e file digitali. Ma nel caso di Fable 5 e Mythos 5 non c’è un trasferimento evidente di codice, pesi del modello o copie scaricabili: i sistemi restano ospitati sui server dell’azienda e gli utenti ricevono risposte tramite un servizio remoto.
In ambito AI, il precedente più vicino riguarda l’idea di controllare i model weights, cioè i dati fondamentali che permettono a un modello di funzionare e che possono essere copiati ed eseguiti altrove. Questa linea era stata avviata sotto Joe Biden, ma è stata rapidamente abbandonata nella seconda amministrazione Trump. Qui, invece, l’oggetto del controllo sembra essere l’accesso stesso a un servizio cloud, una zona ancora poco definita nei regimi attuali e già al centro di iniziative legislative al Senato.
Secondo Hanna Dohmen, senior research analyst al Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University, resta una “questione aperta” capire se l’ordine forzi le regole esistenti senza conoscere il testo preciso della direttiva. Ma la ricercatrice ha sottolineato un elemento rilevante: a sua conoscenza, è la prima volta che gli export control statunitensi vengono usati per controllare l’accesso a un modello AI in questo modo.
Anche Andrew Reddie, professore alla Goldman School of Public Policy della UC Berkeley, ha descritto il quadro come tutt’altro che stabilizzato. Le regole sugli export control e altri regimi, come quelli sulle armi, danno al governo un margine ampio per limitare l’accesso a determinati beni. Ma l’ambiguità mostrata da amministrazioni successive sulle responsabilità degli sviluppatori di modelli rende difficile per le imprese capire che cosa sia richiesto prima del lancio di nuovi sistemi.
Per il settore, il caso è delicato. Se Anthropic è stata colpita perché Mythos e Fable sono considerati particolarmente capaci, il segnale riguarda anche la prossima generazione di modelli di OpenAI, Google, Meta, xAI e degli altri laboratori di frontiera. Se invece il problema è legato a specifiche carenze nelle salvaguardie, il governo dovrebbe chiarire quale livello di protezione considera sufficiente. E se l’azienda fosse stata scelta anche per il suo rapporto difficile con l’amministrazione Trump, l’ordine risulterebbe ancora più difficile da interpretare.
Le implicazioni per imprese e utenti vanno oltre il singolo blocco. Un intervento opaco su modelli strategici può alimentare la diffidenza di governi e aziende non statunitensi verso la dipendenza da fornitori americani per sistemi considerati critici. Reddie ha sintetizzato il nodo sostenendo che l’episodio mostra l’insostenibilità dell’attuale regime di governance: se lo standard di fatto diventasse costruire modelli impossibili da violare con jailbreak, gli Stati Uniti finirebbero per non avere modelli AI.
Il caso Anthropic mette quindi in luce una tensione politica e industriale: Washington vuole sostenere la leadership americana nell’AI e al tempo stesso controllare chi può accedere ai sistemi più potenti. Ma senza criteri pubblici, procedure prevedibili e regole applicabili prima del lancio, gli interventi ad hoc rischiano di trasformare la governance dell’AI in un fattore di incertezza per le aziende, proprio mentre la competizione globale sui modelli di frontiera accelera.