L'America aziendale si trova di fronte a una trasformazione demografica senza precedenti: entro il 2040, circa il 22% della popolazione statunitense avrà più di 65 anni, rispetto all'attuale 18%. Nonostante l'evidenza di questo cambiamento epocale, molte grandi aziende sembrano impreparate ad affrontare quello che gli esperti definiscono uno "tsunami d'argento". Un'indagine condotta da Business Insider, che ha contattato oltre 75 importanti datori di lavoro americani, ha rivelato un panorama frammentato: solo quindici aziende hanno risposto condividendo le loro politiche a sostegno dei lavoratori anziani, mentre la stragrande maggioranza non ha dato seguito o ha declinato di commentare.
Il caso Walmart: quando l'età diventa un valore
Tra le realtà più attive sul fronte dell'invecchiamento della forza lavoro spicca Walmart, il maggiore datore di lavoro privato degli Stati Uniti. Circa il 13,3% della sua forza lavoro, pari a oltre 200.000 dipendenti, ha superato i 60 anni, con più di 300.000 impiegati che vantano un'anzianità superiore ai dieci anni. L'azienda ha intrapreso una riorganizzazione delle mansioni per trattenere i lavoratori maturi, puntando a essere "un ottimo posto dove lavorare in ogni fase della vita".
La storia di Thomas Magnuson incarna perfettamente questa filosofia. A 83 anni, lavora per Walmart dal 1999, inizialmente come yard driver in un impianto del Wisconsin, per poi passare a una posizione nella protezione dei beni, dove monitora i sistemi antincendio e ricertifica i dipendenti. Con uno stipendio di poco superiore ai sei zeri, Magnuson afferma di non avere risparmi sufficienti per ritirarsi, ma descrive il suo lavoro come gratificante. "Non ci sono molte persone che fanno questo tipo di lavoro a ottant'anni", ammette.
L'approccio multidimensionale delle grandi corporation
Diverse multinazionali hanno sviluppato strategie articolate per trattenere e valorizzare i dipendenti più anziani. Disney, ad esempio, celebra i lavoratori che hanno raggiunto oltre 50 anni di servizio con il Walt Disney Legacy Award, riconoscendo che molti dei suoi dipendenti nei parchi a tema sono alla seconda o terza carriera. Tami Garcia, vicepresidente esecutiva per le persone e la cultura di Disney Experiences, sottolinea come l'azienda valorizzi "l'esperienza, la saggezza e la mentorship" che questi lavoratori portano con sé.
Starbucks ha investito oltre 500 milioni di dollari nella strategia "Back to Starbucks", migliorando l'esperienza lavorativa con una maggiore flessibilità dei turni: l'85% dei dipendenti riceve gli orari preferiti. Google offre coaching finanziario per la pensione e assistenza personalizzata per chi si occupa di familiari bisognosi di cure, oltre a test oncologici gratuiti e assistenza sanitaria primaria virtuale senza costi.
Sanità e benessere: il nodo cruciale
L'accesso alle cure mediche rappresenta un elemento centrale nelle politiche aziendali rivolte ai lavoratori maturi. Come spiega la dottoressa Susan Mueller, direttrice senior per l'equità sanitaria presso WTW, i dipendenti anziani possono aumentare i costi sanitari aziendali, dato che la maggioranza degli over 65 convive con almeno una malattia cronica. Tuttavia, investire in prevenzione e assistenza può evitare pensionamenti precoci dovuti a problemi di salute.
Microsoft ha implementato un sistema di "wraparound care" per supportare l'invecchiamento sano, mentre UnitedHealth Group fornisce servizi legali per la pianificazione patrimoniale e supporto per chi affronta menopausa o diagnosi oncologiche. FedEx ha lanciato il programma Choose Well Care Connect, che guida i membri attraverso diagnosi che cambiano la vita, e un Fast Pass che garantisce appuntamenti con il medico di base entro dieci giorni in determinati mercati.
Le lacune che restano da colmare
Nonostante questi esempi virtuosi, gli esperti concordano sul fatto che le aziende americane abbiano ancora molta strada da fare. Ruth Finkelstein, professoressa di salute pubblica all'Hunter College, evidenzia una contraddizione strutturale: "Le persone raggiungono il picco dei guadagni sui 50 anni, poi diminuiscono gradualmente fino a crollare bruscamente dopo il pensionamento. Dovremmo avere una sicurezza previdenziale adeguata senza che le persone debbano lavorare per tutta la vita, e una legislazione molto più forte contro la discriminazione occupazionale".
Ellen Ernst Kossek, professoressa alla Purdue University specializzata in relazioni vita-lavoro, suggerisce che le aziende riducano i carichi di lavoro per i dipendenti anziani, li aiutino ad adattarsi alle nuove tecnologie e contrastino gli stereotipi legati all'età. "C'è uno stereotipo secondo cui i lavoratori anziani non sono aggiornati, ma proprio come si formano i nuovi assunti, si potrebbero adattare le strategie per cercare persone con competenze in intelligenza artificiale e incoraggiare tutti a mantenere aggiornate le proprie competenze", afferma.
L'intervento legislativo: una necessità urgente
La questione dell'invecchiamento della forza lavoro sta cominciando ad attirare l'attenzione del Congresso americano. A settembre è stato presentato il bipartisan Protect Older Job Applicants Act, che mira a vietare la selezione dei candidati basata sull'età e garantire protezioni contro l'impatto disparato per dipendenti e candidati. Il rappresentante democratico Bobby Scott della Virginia, co-promotore della legge, ha dichiarato di auspicare che la discriminazione per età venga considerata "illegale quanto quella basata su razza, colore, credo, origine nazionale o sesso".
La senatrice Kirsten Gillibrand di New York ha introdotto il Protecting Older Americans Act, che eliminerebbe le clausole di arbitrato forzato che impediscono alle vittime di discriminazione per età di citare in giudizio i datori di lavoro. "Sappiamo che l'arbitrato forzato spesso discrimina il querelante, e molti americani anziani non hanno le risorse per sostenere contenziosi significativi contro un datore di lavoro che li discrimina", ha spiegato Gillibrand.
Quando l'urgenza viene ignorata
Madonna Harrington Meyer, professoressa di sociologia alla Syracuse University, mette in guardia: durante le crisi economiche, i lavoratori anziani sono spesso i primi a essere licenziati e gli ultimi a essere riassunti. L'esperta raccomanda che le aziende si concentrino su accessibilità e sicurezza, organizzando parcheggi vicini agli ingressi degli uffici, assicurando buona illuminazione e insonorizzazione per le esigenze sensoriali, e mantenendo ascensori funzionanti.
Graham Pearce, responsabile del segmento pensionistico presso la società di consulenza Mercer, sottolinea che alcune aziende dovranno affrontare un "pregiudizio inconscio" contro i lavoratori più anziani, spesso percepiti come meno adattabili o più inclini alle malattie. Il progresso, secondo Pearce, potrebbe richiedere un'azione legislativa decisiva. Nel frattempo, l'analisi di Business Insider sulle conference call sugli utili, i documenti 10-K e le interviste rivela che temi come l'intelligenza artificiale e il cambiamento climatico stanno ricevendo molta più attenzione nell'America aziendale rispetto all'invecchiamento della forza lavoro, una tendenza che preoccupa gli esperti del settore.