Tecnologia Gemini sigla accordo con Walmart contro ChatGPT
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27/01/2026

Dopo OpenAI, Walmart stringe una nuova partnership con Google Gemini per potenziare i suoi servizi con l'intelligenza artificiale.

Gemini sigla accordo con Walmart contro ChatGPT

L'intelligenza artificiale sta ridisegnando l'esperienza d'acquisto online in tempo reale, e il colosso americano della grande distribuzione Walmart ha deciso di puntare su Google per questa trasformazione. La partnership annunciata tra il gigante del retail e Gemini, il chatbot di Big G, rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui i consumatori scoprono e acquistano prodotti. Si tratta di una mossa strategica che potrebbe ridefinire gli equilibri nel settore dell'e-commerce guidato dall'intelligenza artificiale, un mercato in rapidissima evoluzione dove si giocano partite da miliardi di dollari.

La rincorsa di Google nel mondo dei chatbot intelligenti

Dopo un avvio tutt'altro che brillante, Gemini sta recuperando terreno a ritmo sostenuto nei confronti del suo principale rivale, ChatGPT di OpenAI. Il lancio della terza versione del chatbot Google, avvenuto lo scorso novembre, ha rappresentato un punto di svolta: l'accoglienza da parte di consumatori ed esperti del settore è stata entusiasta, tanto che Marc Benioff, amministratore delegato di Salesforce, ha pubblicamente dichiarato di voler abbandonare ChatGPT in favore di Gemini, definendo quest'ultimo "pazzesco" in un post diventato virale. La reazione non si è fatta attendere: Sam Altman, CEO di OpenAI, avrebbe dichiarato uno stato di "codice rosso" all'interno della sua azienda.

Il vantaggio competitivo di Google risiede nell'ecosistema integrato dei suoi prodotti: Search, Workplace, Android e Google TV offrono una base infrastrutturale che ChatGPT non può replicare. Questa rete capillare di servizi interconnessi sta permettendo a Gemini di scalare posizioni nelle classifiche tecniche del settore e di attrarre un numero crescente di utilizzatori, anche se il distacco complessivo in termini di utenti totali resta ancora significativo.

Come funziona l'esperienza d'acquisto con l'intelligenza artificiale

La collaborazione tra Walmart e Gemini introduce funzionalità che trasformano il dialogo con un assistente virtuale in un'esperienza di shopping personalizzata. Quando gli utenti pongono domande o effettuano ricerche attraverso Gemini, il sistema suggerisce automaticamente prodotti pertinenti provenienti dai cataloghi di Walmart e Sam's Club, attingendo alla cronologia degli acquisti effettuati sia online che nei negozi fisici. Per chi collega il proprio account Walmart, le raccomandazioni diventano ancora più mirate, basandosi sullo storico personale degli acquisti.

L'era dello shopping guidato dagli agenti AI è alle porte

Ma non si tratta solo di suggerimenti: il servizio permette la consegna di articoli disponibili nei negozi fisici entro tre ore, con opzioni che arrivano fino a trenta minuti nelle aree servite. Tutto questo senza abbandonare la conversazione con il chatbot, completando le transazioni in pochi tocchi attraverso Google Pay. John Furner, amministratore delegato di Walmart, ha definito questa evoluzione come "il passaggio dalla ricerca tradizionale sul web o tramite app al commercio guidato da agenti", aggiungendo che l'azienda non si limita a osservare questo cambiamento, ma lo sta attivamente guidando.

Protocolli universali: la battaglia invisibile per il futuro dell'e-commerce

Dietro questa partnership si cela una questione tecnica cruciale che potrebbe determinare gli equilibri futuri del commercio digitale: la creazione di protocolli standardizzati per la comunicazione tra agenti intelligenti. Google ha annunciato l'Universal Commerce Protocol, sviluppato in collaborazione con Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart. Si tratta di uno standard aperto progettato per consentire ad agenti e sistemi di dialogare tra loro in ogni fase del percorso d'acquisto.

Sundar Pichai, CEO di Google, ha illustrato con un esempio concreto le potenzialità di questo protocollo: un utente alla ricerca di una valigia potrebbe ricevere istantaneamente un'offerta riservata ai nuovi iscritti o un invito a registrarsi a un programma fedeltà. I clienti abituali potrebbero visualizzare sconti personalizzati o suggerimenti di prodotti complementari, come cubi organizzatori per bagagli, direttamente al momento del pagamento. Il tutto completabile senza mai uscire dalla chat.

OpenAI non è rimasta a guardare: già a settembre aveva presentato il proprio Agentic Commerce Protocol, sviluppato insieme a Stripe, che permette agli utenti di acquistare prodotti direttamente in ChatGPT da Etsy e da oltre un milione di commercianti che utilizzano Shopify. I protocolli rappresentano da sempre l'impalcatura invisibile del mondo digitale, e la standardizzazione della comunicazione tra agenti rappresenta un passaggio fondamentale per sbloccare un futuro dove l'intelligenza artificiale media gran parte delle nostre interazioni commerciali.

Il confronto con le piattaforme social del commercio elettronico

Negli ultimi anni, esperienze di shopping basate sulla scoperta spontanea hanno già iniziato a scardinare i modelli tradizionali dell'e-commerce. Piattaforme social come TikTok Shop, Instagram Shopping e servizi di vendita in diretta come Whatnot hanno dimostrato che i consumatori, specialmente le generazioni più giovani, apprezzano modalità d'acquisto meno strutturate e più ispirazionali. L'intelligenza artificiale porta questo processo di scoperta a un livello successivo, personalizzando l'esperienza in base a comportamenti passati e preferenze individuali, ma con la capacità di anticipare i bisogni in modo più sofisticato.

Per il pubblico italiano, abituato a un rapporto più tradizionale con la grande distribuzione e meno esposto alle dinamiche del commercio via chatbot rispetto al mercato americano, queste innovazioni potrebbero sembrare futuristiche. Tuttavia, la rapidità con cui questi sistemi stanno evolvendo suggerisce che anche nel nostro Paese potremmo presto familiarizzare con assistenti virtuali in grado di gestire l'intero processo d'acquisto, dalla scoperta alla consegna a domicilio.

Prospettive future nel duello tra giganti tecnologici

L'accordo tra Walmart e Gemini rappresenta un successo importante per Google, che in ottobre aveva visto lo stesso retailer stringere una partnership analoga con ChatGPT. Questo duplice approccio da parte di Walmart evidenzia come le grandi aziende della distribuzione stiano sperimentando con diverse piattaforme di intelligenza artificiale conversazionale, valutando quale offra le migliori performance in termini di conversioni e soddisfazione dei clienti. La competizione tra Google e OpenAI si sta quindi estendendo ben oltre i benchmark tecnici e il numero di utenti attivi, entrando nel cuore delle operazioni commerciali delle maggiori corporation mondiali.

Nei giorni successivi al lancio di Gemini 3, le azioni di Google hanno registrato un'impennata significativa, segnalando la fiducia degli investitori nella capacità dell'azienda di Mountain View di recuperare il ritardo accumulato nella corsa all'intelligenza artificiale. La sfida non riguarda solo quale chatbot offra risposte migliori, ma quale ecosistema riuscirà a integrarsi più profondamente nelle abitudini quotidiane dei consumatori, trasformando il modo stesso in cui pensiamo agli acquisti online.

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