Mercato La memecoin di Trump brucia 3,8 miliardi agli investitori
2' 34''
06/07/2026

Quasi un milione di acquirenti della memecoin $TRUMP risulta in perdita. L’analisi di Nansen stima un rosso complessivo da 3,8 miliardi di dollari.

La memecoin di Trump brucia 3,8 miliardi agli investitori

La parabola della memecoin legata a Donald Trump ha lasciato dietro di sé un conto pesante per gli investitori retail. Secondo la società di analisi crypto Nansen, quasi 1 milione di persone ha perso complessivamente 3,8 miliardi di dollari dopo aver acquistato la $TRUMP, il token lanciato dal presidente statunitense a ridosso del suo ritorno alla Casa Bianca.

L’analisi si basa sulle transazioni visibili pubblicamente sulla blockchain e fotografa la situazione alla fine di giugno: 988.905 account risultavano in perdita sulla memecoin. Il dato equivale a circa due acquirenti su tre, un rapporto che mostra quanto la corsa speculativa iniziale si sia trasformata, per una larga parte del mercato, in una distruzione di valore.

Domenica il token veniva scambiato a 1,69 dollari, in calo di quasi 98% rispetto al massimo di 75,35 dollari. La dinamica è quella tipica degli asset a fortissima componente narrativa: entusiasmo iniziale, picco rapido, poi una correzione violenta quando la domanda marginale si riduce e il mercato torna a misurare liquidità, fiducia e capacità di tenuta del prezzo.

Quasi un milione di acquirenti risulta in perdita sulla memecoin $TRUMP.

Trump aveva annunciato la memecoin tre giorni prima del suo insediamento nel 2025. Il lancio si inseriva in un posizionamento più ampio nel settore delle criptovalute: in precedenza il presidente aveva cofondato con i figli la startup crypto World Liberty Financial. Anche il token $WLFI, collegato a quell’iniziativa, ha registrato un calo significativo di valore.

Il contrasto tra le perdite degli acquirenti e i ricavi dichiarati dal presidente è uno degli elementi centrali della vicenda. In una recente disclosure finanziaria, Trump ha indicato di aver guadagnato 636 milioni di dollari dalla memecoin $TRUMP. La cifra rappresenta quasi la metà degli 1,4 miliardi di dollari che il presidente ha dichiarato di aver incassato dall’industria crypto nell’ultimo anno.

Il token ha perso quasi il 98% dal suo massimo storico.

Il caso si muove anche dentro un quadro regolatorio favorevole al settore. Sotto l’amministrazione Trump, la Securities and Exchange Commission ha affermato che non regolerà le memecoin come securities e ha archiviato diverse cause contro società crypto. Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che “il presidente Trump ha reso con orgoglio gli Stati Uniti la capitale mondiale delle crypto”.

Per imprese e utenti, la vicenda conferma la fragilità dei mercati costruiti intorno a token ad alta visibilità politica o mediatica. La tracciabilità on-chain consente di misurare con precisione chi guadagna e chi perde, ma non elimina il rischio di acquisti guidati più dalla notorietà del promotore che da fondamentali economici verificabili. In questo senso, la memecoin diventa un laboratorio estremo di reputazione, community e volatilità.

La blockchain rende visibile il divario tra ricavi del promotore e perdite degli acquirenti.

La $TRUMP resta quindi un caso emblematico della nuova finanza digitale: un prodotto nato nell’intersezione tra politica, marketing personale e infrastrutture crypto, capace di generare ricavi molto elevati per il promotore e perdite diffuse tra gli acquirenti. Il dato dei 3,8 miliardi mostra quanto il confine tra partecipazione a una community e investimento speculativo possa diventare sottile quando il mercato si muove sulla spinta del nome più che sul valore dell’asset.