Tecnologia Forterra schiera 100 veicoli autonomi in Ucraina
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07/07/2026

Forterra ha dispiegato oltre 100 ATV autonomi in Ucraina, testando sul campo logistica, evacuazioni e limiti dell’autonomia terrestre.

Forterra schiera 100 veicoli autonomi in Ucraina

Forterra, società statunitense specializzata in veicoli autonomi, ha reso noto che più di 100 ATV a guida autonoma sono stati impiegati nelle zone di conflitto in Ucraina negli ultimi nove mesi. L’azienda considera l’operazione il più ampio dispiegamento in combattimento di veicoli terrestri autonomi realizzato da una società americana di tecnologia per la difesa.

Il programma, finanziato con fondi della difesa statunitense, si inserisce nello sforzo più ampio di accelerare la trasformazione militare americana attraverso il supporto alla resistenza ucraina. Finora l’attenzione pubblica si è concentrata soprattutto sui droni aerei, ma proprio la loro diffusione ha cambiato la geometria del campo di battaglia: sorveglianza costante, zone interdette e rischio di attacchi dall’alto hanno spinto i pianificatori ucraini a cercare anche soluzioni terrestri senza equipaggio.

Il cuore del dispiegamento è rappresentato dai veicoli Lancer, basati su ATV Polaris e dotati di uno stack proprietario di sensori e calcolo. A differenza di molti UGV ucraini alimentati a batteria, usati per trasportare rifornimenti, munizioni o evacuare feriti, questi mezzi sono a benzina e possono portare fino a 750 chilogrammi di carico. Un militare ucraino che ha lavorato con questi sistemi li ha definiti essenziali per la logistica e il mantenimento delle linee difensive.

La logistica autonoma entra nel campo di battaglia terrestre

L’accoglienza iniziale non era stata immediatamente positiva. Le forze armate ucraine avevano già avuto esperienze miste con fornitori occidentali arrivati al fronte con tecnologie progettate per requisiti più vicini a quelli dell’esercito americano. L’adattamento al contesto locale, in particolare con l’aggiunta di un’antenna satellitare Starlink, ha cambiato la valutazione operativa dei mezzi e ne ha aumentato l’utilità nelle missioni reali.

Dallo scorso ottobre i veicoli hanno percorso più di 2.500 miglia in oltre 1.100 missioni, trasportando complessivamente 777.440 libbre di peso e completando 52 evacuazioni di feriti. Alcuni mezzi sono andati perduti in combattimento, soprattutto quando sono rimasti bloccati nel fango profondo o in terreni difficili, diventando bersagli più facili per le forze russe.

L’autonomia funziona, ma la guerra ne espone ancora i limiti

Per Forterra, il fronte ucraino è diventato anche un banco di prova tecnico. Scott Sanders, chief growth officer dell’azienda ed ex ufficiale dei Marines, ha spiegato che nessuna tecnologia militare può essere davvero compresa prima dell’impatto con la realtà del combattimento. Le lezioni raccolte riguardano guerra elettronica, aggiornamenti software da remoto, manovra in condizioni complesse e affidabilità meccanica. L’azienda, che ha raccolto oltre 500 milioni di dollari da investitori come XYZ Venture Capital e Moore Strategic Partners, può ora presentarsi con dati operativi concreti nella competizione per contratti di sicurezza nazionale.

Il fronte ha mostrato anche i limiti dell’autonomia. Per ora i soldati ucraini hanno usato spesso la teleoperazione, sia perché i veicoli sono troppo preziosi per essere persi, sia perché l’autonomia non è ancora pronta a gestire tutte le variabili della guerra. I Lancer possono navigare autonomamente su terreni diversi, ma non sono ancora in grado di identificare forze nemiche inattese e reagire nel modo più appropriato mentre l’azione è in corso.

I dati raccolti al fronte diventano vantaggio competitivo

Forterra, attiva sui veicoli autonomi da vent’anni, sta lavorando per combinare gli algoritmi dei veicoli self-driving con software di AI generativa capaci di reagire all’ambiente in modo più generale. Sanders ha indicato la raccolta dei dati giusti come uno degli ostacoli principali, soprattutto per attività che non esistono nei modelli open source, come attraversare campi minati o operare sistemi d’arma. La stessa sfida coinvolge concorrenti come Scout AI, che ha raccolto 100 milioni di dollari, e startup come Field AI e Overland AI, impegnate in test con l’esercito statunitense.