La prima elettrica di Maranello sembra aver smentito in poche settimane le previsioni più pessimistiche. La Ferrari Luce, presentata al pubblico a maggio, ha raggiunto in appena due mesi l’obiettivo di vendita fissato per l’intero anno. Il traguardo corrisponde a poco meno di 500 vetture, un volume contenuto rispetto al mercato automobilistico generale ma significativo per un modello proposto a 555 mila euro.
Il risultato arriva dopo un debutto accompagnato da reazioni prevalentemente negative online. La forma a cuneo della Luce era stata paragonata a quella della Nissan Leaf, mentre diversi critici sostenevano che le elettriche cinesi avrebbero potuto offrire prestazioni superiori a un prezzo inferiore. Anche l’ex presidente Luca Cordero di Montezemolo aveva espresso un giudizio sfavorevole. Il giorno successivo alla presentazione, il titolo Ferrari aveva perso l’8%.
La risposta commerciale indica però che il pubblico effettivamente raggiunto dal modello non coincide necessariamente con quello che ne ha discusso sui social. La Luce è una cinque posti progettata in larga parte da Jony Ive e dal suo studio LoveFrom. Il design conserva alcuni elementi della tradizione Ferrari, ma ne abbandona altri, scegliendo una carrozzeria a quattro porte che amplia il perimetro d’uso rispetto alle sportive più convenzionali del marchio.
Una quota di almeno il 20% degli esemplari dovrebbe essere destinata alla Cina. La configurazione della vettura appare coerente con le preferenze di quel mercato per elettriche veloci, filanti e dotate di quattro porte. Per Ferrari, l’ingresso nella mobilità a batteria passa quindi attraverso un prodotto che non prova a competere sul prezzo con i costruttori cinesi, ma utilizza esclusività, prestazioni e riconoscibilità del marchio per rivolgersi a una fascia molto diversa di clienti.
Anche la struttura della clientela aiuta a leggere il risultato. Ferrari ha venduto oltre 13 mila automobili nell’ultimo anno considerato, un numero elevato per un produttore specializzato in vetture dal prezzo a sei cifre. Molti acquirenti possiedono inoltre più modelli del Cavallino: trovare circa 500 clienti interessati a una Ferrari più pratica, elettrica e utilizzabile con più passeggeri rappresentava dunque un obiettivo compatibile con la base commerciale già esistente.
Le critiche si erano concentrate soprattutto sull’aspetto esterno, un terreno sul quale la percezione può cambiare sensibilmente tra immagini digitali e osservazione dal vivo. Alcuni progetti automobilistici risultano meno efficaci sullo schermo di quanto non siano in presenza, e l’incontro diretto con la vettura potrebbe aver contribuito agli ordini. Le prime valutazioni sulla guida suggeriscono inoltre un comportamento coerente con quello atteso da una Ferrari, elemento decisivo per un modello chiamato a trasferire nell’elettrico l’identità dinamica del marchio.
I numeri restano indicazioni non ancora confermate direttamente dall’azienda, ma il raggiungimento anticipato del target ridimensiona l’idea di un debutto fallimentare. La prima EV Ferrari non ha bisogno dei volumi di un modello generalista: deve convincere una platea ristretta, poco sensibile al prezzo e attratta dal valore del Cavallino. Per la Luce, quasi 500 unità sono bastate a trasformare un’accoglienza digitale ostile in un avvio commerciale in linea con le ambizioni di Maranello.