FedEx ha annunciato per il quarto anno consecutivo un aumento medio delle tariffe del 5,9%, applicabile dal 4 gennaio 2027. Il dato generale, tuttavia, attenua la portata dei rincari destinati a molte imprese: cinque dei sette principali servizi del gruppo subiranno incrementi compresi tra il 6,01% e il 6,65%. L’adeguamento supera inoltre il tasso d’inflazione statunitense indicato al 3,4%.
Le due eccezioni sono Standard Overnight, che aumenterà del 5,16%, ed Express Saver, limitato a un più contenuto 3,09%. Proprio quest’ultimo servizio contribuisce in misura decisiva ad abbassare la media complessiva, mentre una parte consistente degli spedizionieri si troverà davanti a variazioni superiori al dato annunciato. Per Paul Yaussy, responsabile della parcel contract intelligence della piattaforma di dati logistici Loop, il ritocco moderato di Express Saver rappresenta una mossa difensiva.
L’obiettivo ipotizzato da Yaussy è evitare che i volumi aerei differiti vengano trasferiti sui servizi terrestri, oppure rispondere alle offerte concorrenti presenti sul mercato, come UPS 3 Day Select. La struttura del listino mostra così una strategia differenziata: la percentuale media comunica una variazione relativamente uniforme, ma l’impatto reale cambia in funzione del servizio utilizzato, del peso del pacco, della distanza percorsa e dei supplementi applicabili.
Il rincaro più sensibile colpisce infatti i pacchi leggeri da 1 a 5 libbre, per i quali l’aumento raggiunge il 6,49%. Seguono le fasce da 5 a 10 libbre e da 11 a 20 libbre. Rispetto all’incremento precedente, maggiormente concentrato sulle spedizioni FedEx Ground tra 11 e 20 libbre, la nuova impostazione investe il nucleo del traffico e-commerce, caratterizzato da un’elevata presenza di colli piccoli e leggeri.
Alle tariffe di base si aggiunge poi la rete dei supplementi, spesso soggetti a loro volta alle maggiorazioni legate al carburante. I costi per la gestione aggiuntiva cresceranno tra il 7% e il 7,6%, mentre il supplemento per le aree di consegna estese salirà del 9,09%. L’aumento più marcato ricadrà quindi sui residenti nelle zone rurali e segnala l’orientamento di FedEx verso una minore esposizione alle consegne residenziali con margini ridotti.
Anche il costo minimo FedEx Ground aumenterà, con variazioni comprese tra il 5,88% e il 6,9%. Yaussy avverte che questa soglia si applica indipendentemente dagli sconti negoziati e interessa numerose spedizioni leggere su distanze brevi. In questi casi il minimo non costituisce un limite raggiunto solo occasionalmente, ma coincide con il prezzo effettivamente pagato su una quota significativa dei volumi: ogni punto di aumento può quindi cancellare un punto di sconto, senza che una concessione sulla tariffa base riesca a compensarlo.
Il nuovo general rate increase assume così la forma di un’operazione di pricing strategico, nella quale i costi determinanti si trovano nei dettagli del contratto. Per gli spedizionieri, la media del 5,9% non basta a costruire una previsione attendibile: occorre analizzare i propri dati di spedizione, distinguendo servizi, fasce di peso, zone, costi minimi e supplementi, per calcolare l’esposizione effettiva dell’attività.
Nel frattempo FedEx ha introdotto dal 21 settembre supplementi sulla domanda per le spedizioni dirette negli Stati Uniti da Canada, Europa, America Latina e Caraibi, aumentando anche quelli da diverse origini asiatiche. Sono cresciuti inoltre gli oneri su alcune esportazioni statunitensi verso Canada, Europa, Australia, Nuova Zelanda e America Latina. Il vettore ha indicato volumi più elevati, forte domanda di capacità e maggiori costi operativi tra le ragioni di questi addebiti per libbra; gli incrementi maggiori sulle importazioni statunitensi interessano le partenze da Cina, Hong Kong, Macao, Giappone e Corea del Sud.